giovedì 19 settembre 2013

Il Wwf Lazio chiede l’apertura obbligatoria dei siti per il compostaggio Rifiuti, errori istituzionali Robilotta: in audizione al Senato le contraddizioni di Sottile e Bray

P erché il gruppo di riferimento per la gestione dei rifiuti a Roma non viene obbligato all’apertura del sito di compostaggio per il quale sembrerebbe aver ottenuto l’autorizzazione da anni? Questa semplice domanda sarebbe sufficiente a far cessare l’inutile dibattito sull’aper - tura di nuove discariche. E’ quanto ha dichiarato Vanessa Ranieri, presidente del WWF Lazio «Appare peraltro periglioso il percorso che si sta seguendo nell’individuazione dei siti. Occorre sempre ricordare che esiste un piano regionale per la gestione dei rifiuti sottoposto a VAS (Valutazione Ambientale Strategica), così come ci impose la Comunità Europea a seguito della condanna subita dall’Italia - spiega la Ranieri - che sentir parlare disinvoltamente le istituzioni sulla, a loro dire, facilità del cambiamento delle autorizzazioni e quindi dei codici CER in entrata appare francamente azzardato. Le discariche di rifiuti pericolosi non sono molte ed eliminarne una potrebbe voler dire avere il problema dello smaltimento di rifiuti la cui gestione è assai complessa». A tutt’oggi quindi sembra che segnali provenienti dalla politica e dalle Istituzioni sul tema della gestione dei rifiuti a Roma, come in gran parte del Lazio, siano poco confortanti, anzi deludenti e presumibilmente inadeguati rispetto a quanto ci chiede la Comunità Europea. Intanto sulla Falcognana Renato Robilotta (SR), insiste sulle diversità preoccupanti tra le affermazioni di Bray e Sottile: «Nel leggere i resoconti stenografici della risposta del Ministro Bray all’interrogazio - ne dell’on.le Brunetta e dell’audi - zione del prefetto Sottile in commissione ambiente al Senato, è possibile cogliere delle macroscopiche differenze che destano molte preoccupazioni oltre che confermare l’errore della scelta del sito sull’ar - deatina» Scrive Robilotta che sottolinea al contempo come il Ministro Bray «conferma che sull’area gravano i vincoli del decreto Bondi del 2010, che prevedono una serie di prescrizioni che consentono sì la possibilità di interventi modificativi e di recupero di discariche esistenti ma solo previa valutazione di compatibilità con i vincoli paesaggistici che insistono sull’area. Dunque serve il parere del Mibac. Il commissario Sottile sostiene invece che non c’è bisogno di nessuna autorizzazione del Mibac perché la discarica esistente è stata già autorizzata e che potrebbe anche usare i poteri derogatori in suo possesso. Sottile sbaglia due volte, perché l’autorizzazione della discarica è antecedente al vincolo, e dunque ogni leggera modifica va sottoposto al vincolo, e poi una cosa è una discarica per il fluff un’altra cosa è per rifiuti anche se trattati. E quindi il parere preventivo rispetto ai vincoli si impone. Quanto al potere derogatorio difficilmente il commissario potrebbe usarlo mancando i presupposti dell’urgenza, perché per preparare il sito servono mesi, e i rifiuti dal 1° ottobre forse vanno all’estero, ma in ogni caso non è che può derogare a tutto anche a norme paesaggistiche. Altra cosa grave è che nell’audizio - ne Sottile parla di costi di conferimento in discarica e non di esproprio dell’area e di gara per l’affida - mento della gestione del servizio, come prevede espressamente il decreto del suo rinnovo del 27 Giugno. Latina Oggi 19 settembre 2013

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