martedì 17 settembre 2013

Formia, l’ordinanza d’urgenza del sindaco: la gestione al Consorzio Sviluppo Imprese I rifiuti inerti tornano a Penitro Troppe discariche abusive: è necessario riaprire l’impianto di Pontanelli

DI MARIANTONIETTA DE MEO L a pubblicazione dell’or - dinanza contingibile ed urgente, firmata dal sindaco Sandro Bartolomeo, è di ieri mattina. I cancelli della discarica di inerti di Penitro, anche se solo in una parte dell’impianto di Pontanelli, devono obbligatoriamente essere riaperti. Il rischio è troppo alto per la città. Il consorzio Sviluppo Imprese potrà continuare ad operare per altri 90 giorni, senza però intervenire in quella zona dove - secondo la Forestale e l’Arpa Lazio - sarebbero stati smaltiti materiali pericolosi e non consentiti dal regolamento e quindi nell’area oggetto di un’indagine, di un sequestro preventivo e poi della revoca dei sigilli lo scorso 18 luglio. Circa dodici ettari di terreno, in cui sarebbero confluiti materiali che non potevano essere scaricati in quella discarica e che hanno di conseguenza «inquinato» il sito che ora necessita di un’approfondita bonifica. Il Comune si è subito attivato per chiedere la restituzione di quell’area. Ma in attesa che l’inchiesta si concluda e soprattutto che si metta la parola fine al contenzioso che l’impresa di gestione aveva intrapreso con il Comune sotto la passata amministrazione sulla scadenza del contratto di gestione è giunta l’or - dinanza del sindaco che obbliga il Consorzio a delimitare l’area oggetto di indagine e ad operare nella restante. Un provvedimento urgente. La decisione di far riaprire immediatamente il sito è legata ai motivi igienico sanitari «per consentire il conferimento di materiali inerti che diversamente verrebbero abbandonati sul territorio comunale con grave danno alle condizioni igieniche ambientali della città», si legge nell’ordinanza numero 61. Un fenomeno che sta diventando una vera e propria emergenza. Da qualche mese a questa parte giungevano segnalazioni di discariche abusive soprattutto nelle zone periferiche di Formia, ma anche dei comuni limitrofi. Le ditte edili del comprensorio, non avendo un sito dove smaltire i materiali di risulta delle costruzioni, sono state costrette ad affrontare altre spese per recarsi in altre discariche lontano dal Golfo. E qualcuno, per non accollarsi altri costi, forse, avrà pensato di abbandonare gli inerti ai lati delle strade o in posti meno frequentati. L’ordinanza sindacale chiarisce anche la tipologia di materiali che potranno essere smaltiti. L’impresa di gestione potrà accettare in discarica solo «gli inerti lapidei provenienti da attività di demolizione e costruzione, quali cemento, mattoni, mattonelle, ceramiche, miscugli, vetro, terra». Latina Oggi 17 settembre 2013

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