CHI SI PREOCCUPA Nella top ten delle realtà che stanno subendo il peso dei mutamenti in atto troviamo il Messico (75 per cento), l’Ungheria e la Turchia (74), la Colombia (72), la Spagna (71), l’Italia (70), l’India e il Cile (69), la Francia (68), la Romania (64), il Brasile (63), l’Arabia Saudita e, infine, il Perù (62). Anche negli Stati Uniti il dato è alto, con quasi metà della popolazione (48 per cento) che avverte gli effetti della crisi climatica. I dati più allarmanti, tuttavia, sono quelli relativi alle previsioni future. Il 71 per cento dell’opinione pubblica dei 34 paesi monitorati ritiene che nei prossimi 10 anni i cambiamenti climatici avranno effetti gravi o molto gravi per il proprio paese. In vetta a questa classifica troviamo i portoghesi (88 per cento), seguiti da messicani e ungheresi (86), turchi e cileni (85), sud coreani e spagnoli (83), italiani francesi e rumeni (rispettivamente all’81 per cento i primi e all’80 gli altri due), colombiani, indiani e peruviani (76), nonché i sud africani (75 per cento). Sono convinti che ci saranno gravi ripercussioni anche il 63 per cento degli americani, il 70 per cento dei tedeschi e il 67 per cento degli inglesi. In tutti i paesi più della metà della popolazione è convinta che i cambiamenti climatici porteranno seri danni al territorio, all’economia e alla loro vita quotidiana. Non solo. Più di un terzo della popolazione globale ritiene che con buone probabilità, nei prossimi 25 anni, sarà costretta a traslocare dalla propria abitazione a causa dei mutamenti climatici. A segnalare questo rischio sono, innanzitutto, il 65 per cento di quanti vivono in India. Il tema coinvolge anche ampie fasce della popolazione della Turchia (64 per cento). La possibilità di dover abbandonare la propria casa per colpa del clima colpisce, inoltre, il 49 per cento dei residenti in Malesia e Brasile; il 46 per cento degli spagnoli e il 45 degli abitanti del Sud Africa. Sotto i colpi del clima hanno paura di perdere la casa anche il 44 per cento di indonesiani, il 41 per cento dei thailandesi, dei residenti negli Emirati Arabi Uniti e in Cina. Più contenuto questo rischio per chi vive in Svezia (17 per cento), Argentina e Olanda (21 per cento). |
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