domenica 20 novembre 2016

centrale nucleare L’enorme arco del Nuovo Sarcofago di Chernobyl sta finalmente scorrendo verso il luogo del reattore esploso nel 1986.

L’enorme arco del Nuovo Sarcofago di Chernobyl sta finalmente scorrendo verso il luogo del reattore esploso nel 1986.
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.bellona.org
Nel corso dei prossimi cinque giorni, gli ingegneri a Chernobyl, nel luogo che in Ucraina fu teatro del peggior disastro nucleare del mondo, “muoveranno” l’enorme tetto sopra i resti ancora irradiati del reattore n.4 della centrale atomica.

Le grandi speranze sono riposte nel fatto che la nuova struttura potrà contenere la radioattività nel momento in cui l’Ucraina avrà a che fare con le attività di rimozione dei rifiuti nucleari che ancora giacciono nel reattore esploso.

Secondo però il fisico nucleare e direttore di Bellona.org, Nils Bohmer, tuttavia, la nuova protezione non rimuoverà completamente i pericoli di ulteriore contaminazione radioattiva dalla zona.

Il reattore n.4 di Chernobyl esplose il 26 aprile 1986 e nel corso dei 10 giorni successivi, il suo combustibile nucleare continuò a bruciare emettendo nell’atmosfera nubi radioattive che contaminarono fino a tre quarti del continente europeo, colpendo, in particolar modo, i Paesi di Bielorussia, Russia e Ucraina.
La Svezia fu la prima nazione a rilevare letture di radioattività irregolare, nonostante il silenzio delle autorità sovietiche.
Nelle settimane che seguirono, 116.000 persone vennero evacuate, mentre circa 600.000 liquidatori, ovvero poliziotti, vigili del fuoco, militari ed ingegneri, lavorarono in condizioni caotiche e pericolose, spesso senza equipaggiamenti protettivi, per costruire una struttura di contenimento di cemento ed acciaio e cercare di mettere a “tacere” le emissioni di radiazioni.

Questa struttura intrappolò circa 200 tonnellate di uranio. Molti liquidatori ed esperti temevano la fragilità della struttura che ha retto fino ad oggi fra crepe e crolli (,il più grave nel 2005), che si sono susseguiti nel corso di questi ultimi trent’anni. 
Questa settimana, il Nuovo Sarcofago, costato circa 1,5 miliardi di euro, una struttura in acciaio di 36.000 tonnellate, scivolerà nella sua posizione finale con l’obiettivo di intrappolare le radiazioni per i prossimi 100 anni. A quel punto gli ingegneri spereranno di riuscire a mantenere questa promessa.
Finanziato dalle donazioni di più di 40 nazioni, coordinate dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), il Nuovo Sarcofago è la più grande struttura mobile terrestre mai costruita che dovrà racchiudere in maniera completa i resti del reattore n.4 di Chernobyl.
L’Arco avrà una campata di 257 metri, una lunghezza di 162 ed un’altezza di 108. Sarà abbastanza grande per ospitare la cattedrale di St. Paul a Londra e Notre Dame di Parigi.
La BERS lo definisce uno dei progetti più ambiziosi della storia dell’ingegneria.
Dispositivi idraulici che muoveranno il Nuovo Sarcofago su appositi binari sopra il reattore n.4 distrutto.

Secondo World Nuclear News, il Nuovo Sarcofago è in fase di costruzione in una zona decontaminata vicino al reattore n.4 e la prossima settimana scivolerà per poco più di 327 metri fino a sigillare il reattore distrutto.

Si spera che tutto ciò possa mettere tutta la zona in sicurezza per consentire lo smantellamento del vecchio sarcofago fatiscente, costruito nel 1986 subito dopo l’incidente, che attualmente protegge la centrale e la gestione dei rifiuti all’interno della struttura.

La maggior parte di questa attività verrà realizzata da una “gru pesante”, comandata a distanza all’interno dell’arco e da strumentazioni robotiche sospese nel tetto della nuova protezione.

Ostap Semerak, Ministro dell’Ecologia e delle Risorse Naturali dell’Ucraina, ha detto in una dichiarazione che l’impresa “porrà fine alla lunga lotta, durata 30 anni, con le conseguenze dell’incidente del 1986”.

Vince Novak, direttore per la sicurezza nucleare della BERS, ha dichiarato: “La nuova struttura dimostra ciò che possono fare lo spirito di coordinazione e gli sforzi comuni degli azionisti del nostro istituto”.
Ma i rischi rimangono. I livelli di radioattività potrebbero danneggiare sia l’intera nuova struttura che i robot che come a Fukushima, teatro dell’incidente nucleare seguito allo tsunami nel 2011, una volta entrati nell’impianto hanno dovuto interrompere il loro lavoro proprio per colpa degli alti livelli di contaminazione. 

“Questo è un passo importante per proteggere l’ambiente e la regione circostante dal tragico incidente di 30 anni fa, dall’inquinamento radioattivo. Purtroppo ci vorranno ancora molti decenni fino a quando la totalità dei rischi creati dal reattore n.4 di Chernobyl verranno completamente eliminati”, ha detto Bohmer di Bellona.org.

Anche se il Nuovo Sarcofago entrerà finalmente in opera, la circostante zona di esclusione di circa 2.600 chilometri quadrati rimarrà inabitabile… e ci vorranno altri 20.000 anni prima che le persone possano vivere in quel territorio in totale sicurezza.

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