“Le tensioni e i problemi che affliggono l’esercizio venatorio e la pesca nel nostro Paese sono un’anomalia tutta italiana, spesso alimentata ad arte da mere strumentalizzazioni di natura politica o dall’estremismo animal-ambientalista“, si legge del resto già nel preambolo del testo. “Oggi, infatti, sono aumentati i casi in cui l’attività venatoria e la pesca hanno trovato l’opposizione da parte di chi è ideologicamente contrario a tali forme di prelievo”. Adesso si cambia: chi contesta i cacciatori, in Veneto, rischia multe salatissime.
Il paradosso è che le norme modificano alcuni articoli di due leggi risalenti al 1993 e al 1998 approvate “per proteggere la fauna selvatica” e “per tutelare la fauna ittica”. L’articolo 35 bis della legge del 1993 è categorico: “Chiunque, con lo scopo di impedire intenzionalmente l’esercizio dell’attività venatoria ponga in essere atti di ostruzionismo o di disturbo dai quali possa essere turbata o interrotta la regolare attività di caccia o rechi molestie ai cacciatori nel corso delle loro attività, è punito con la sanzione amministrativa da euro 600 a euro 3.600”. Idem per la legge del 1998 sulla pesca. Ma c’è di più. Ad accertare e contestare le violazioni procedono “gli organi cui sono demandate funzioni di polizia”. A incassare le sanzioni sarà la Regione Veneto.
Non è un mistero che Berlato sia da sempre (anche quando era a Strasburgo) il punto di riferimento della lobby dei cacciatori. Ma questa volta ha trascinato con sé tutta la maggioranza. Ha trovato un alleato nel gruppo di Flavio Tosi che si è astenuto, essendo il suo leader anche presidente veneto di Federcaccia. Il Movimento Cinque Stelle si è opposto con vigore. Erika Baldin ha dichiarato: “Il Consiglio regionale del Veneto è ostaggio di Sergio Berlato e della lobby dei cacciatori, mentre le esigenze dei veneti vengono messe ancora una volta in disparte”. E il suo collega Simone Scarabel: “La legge sul disturbo venatorio è un doppione di quanto è già previsto dal codice penale”.
Durissimo il consigliere Andrea Zanoni del Pd: “Non c’è stata la minima apertura da parte della maggioranza, che ha bocciato tutti i miei emendamenti a tutela di agricoltori, proprietari di terreni, sportivi, ciclisti, escursionisti e cercatori di funghi”. Poi ha tirato in ballo il governatore Luca Zaia: “È lui che promulga le leggi ed è lui il primo responsabile di questo provvedimento che sancisce la depravazione e la deriva in materia venatoria. La Lega ha votato contro il diritto dei proprietari di decidere cosa fare nei loro terreni. Sono sanzioni spropositate, vessatorie e intimidatorie, che puniscono 10 volte tanto chi usa la voce per difendersi dagli abusi rispetto a chi abusa delle armi”. di Giuseppe Pietrobelli | 11 gennaio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/11/veneto-si-alla-legge-pro-cacciatori-multe-fino-a-3-600-euro-a-chi-li-ostacola-legambiente-frutto-di-scambi-elettorali/3310140/
Nessun commento:
Posta un commento