lunedì 9 gennaio 2017

Terrorismo, l’allarme per le armi chimiche le strategie dell'Isis


IN MAROCCO NELL’APRILE DEL 2016
DAESH VOLEVA SPERIMENTARE
ATTACCHI MIRATI E IL DIRETTORE
DEL BCIJ AMMETTE: “IN PERICOLO
GRAN BRETAGNA E ALTRI PAESI”
È dai tempi della seconda guerra in Iraq
e di Saddam che si parla di questo pericolo, mai
provato. Anzi. Ma ora ci sono riscontri concreti,
nuovi report, arresti e qualche conferma in più
Secondo gli esperti dell’IPFM
nel mondo circolerebbe una quantità
tale di plutonio e uranio arricchito
per fabbricare 20mila bombe come
quella lanciata ad Hiroshima P» LEONARDO COEN
remesse e promesse della
prossima apocalisse: ovvero
come evolve il terrorismo
islamico in nome dell’I si s .
Dagli attentati con esplosivi
tradizionali siamo passati
alla minaccia delle armi chimiche
e biologiche, senza
dimenticare il rischio atomico,
l’incubo della Guerra
Fredda. Il sangue di Natale a
Berlino e del Capodanno a
Istanbul hanno infatti spinto
il conservatore Ben Wallace,
ministro della Sicurezza
britannica, a dichiarare
che lo Stato islamico ha in
serbo qualcosa di peggio,
giacché “non ha scrupoli
nell’usare i gas e le armi chimiche
contro le popolazioni
e, se potessero, lo farebbero
in questo Paese”. Parole pesanti.
Da prendere con le
pinze?
Le parole infondate
di Blair e Bush
Ricordano purtroppo quelle
di Blair e Bush, i quali, per
giustificare la seconda
guerra contro Saddam Hussein,
evocarono il pericolo
che il dittatore iracheno potesse
replicare con “armi di
distruzione di massa”, secondo
i rapporti dell’intelli -
gence. C’era stato l’11 settembre
del 2001. C’era la voglia
di una Grande Vendetta
americana. Saddam Hussein
era sospettato di aiutare
Osama Bin Laden. Ma le
micidiali armi di distruzione
di massa non furono mai
trovate. Poi si scoprì che i
rapporti dei servizi segreti
erano una losca manipolazione.
Un pretesto per la
guerra. Siamo dunque vaccinati
contro le bugie e le
montature Blair-Bush, perciò

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