tratto da https://ambientenonsolo.com/geotermia-per-climatizzare-gli-edifici-enea-sperimenta-un-impianto-innovativo-alla-casaccia/
Geotermia per climatizzare gli edifici: ENEA sperimenta un impianto innovativo alla Casaccia

Quattro sonde a diversa profondità, sensori in fibra ottica e una pompa di calore capace di utilizzare sia il terreno sia l’aria. Il progetto punta a rendere più efficiente e stabile il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici
Utilizzare il calore presente nel sottosuolo per riscaldare e raffrescare gli edifici, riducendo i consumi energetici e la dipendenza dai combustibili fossili. È l’obiettivo dell’innovativo impianto geotermico realizzato da ENEA presso il Centro Ricerche Casaccia, alle porte di Roma.
L’infrastruttura sperimentale è stata sviluppata nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il sistema combina la geotermia a bassa entalpia con una pompa di calore di ultima generazione, in grado di utilizzare alternativamente il terreno e l’aria esterna come sorgente termica.
La soluzione potrebbe contribuire alla decarbonizzazione della climatizzazione degli edifici, uno dei settori nei quali si concentra una parte consistente della domanda energetica. A differenza di altre fonti rinnovabili, infatti, la temperatura del sottosuolo presenta variazioni molto più contenute rispetto a quella dell’aria e può quindi offrire condizioni operative relativamente stabili durante l’intero anno.

Come funziona la geotermia a bassa entalpia
Quando si parla di geotermia, si pensa spesso alle centrali elettriche che sfruttano fluidi ad alta temperatura provenienti dalle profondità terrestri. La geotermia a bassa entalpia utilizza invece il calore del sottosuolo a temperature inferiori a 90 °C e può essere applicata direttamente alla climatizzazione degli edifici.
A profondità relativamente modeste, la temperatura del terreno risente meno delle variazioni giornaliere e stagionali che caratterizzano l’aria esterna. Durante l’inverno il sottosuolo può quindi funzionare come sorgente dalla quale estrarre calore; in estate può ricevere il calore sottratto agli ambienti interni.
Il trasferimento dell’energia avviene attraverso sonde geotermiche verticali inserite nel terreno e collegate a una pompa di calore. All’interno delle tubazioni circola un fluido che scambia calore con il sottosuolo senza estrarre acqua o materiale geologico.
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