Dopo
averlo letto il dolore è stato forte”. Angelo
Bonelli,
leader dei Verdi, ha un tono
pesante,
da lutto: “Quel decreto – spiega – è un
condono
ambientale pazzesco, un ritorno al
passato”.
Quale?
Quello
feudale. L’impunità per il futuro commissario
dell’Ilva
e i
suoi
uomini è una roba
che
ci riporta al medioevo.
È
la prova provata
che
il decreto viola
la
Costituzione, in particolare
l’obbligo
di
azione
penale dei magistrati.
Matteo
Renzi, però, ha
promesso
due miliardi
per
le bonifiche.
Quei
soldi non ci sono, basta leggere il testo. Eppure
se
ne sarebbero potuti trovare parecchi.
Come?
La
Procura di Taranto aveva già effettuato un
sequestro
ai danni della società dei Riva, poi annullato
dalla
Cassazione per difetto di procedura.
Erano
8,1 miliardi, esattamente il danno ambientale
stimato
dai curatori giudiziari. Bastava
aiutare
la Procura a trovare quei soldi.
Finora
gli ultimi tre governi hanno varato decreti
in
serie.
Tutti
denominati “Salva Ilva”, in realtà fatti proprio
per
bloccare le iniziative della magistratura.
Da
Mario Monti, a Enrico Letta, per finire a
Matteo
Renzi: hanno seguito tutti la stessa strada.
Ora
però il premier estromette del tutto i Riva
dalla
proprietà. Si parla di “nazionalizzazione”.
Un’operazione
sbagliata perché i debiti finiscono
a
carico dello Stato e poi si procede a una
nuova
svendita.
I
sindacati, però, sono d’accordo.
Vero,
purtroppo. Ma li capisco: gli hanno promesso
di
salvaguardare i livelli occupazionali.
Però
dovrebbero stare attenti perché nel testo
del
decreto c’è un passaggio pericolosissimo: si
parla
di garantire “adeguati livelli occupazionali”
in
un modo ambiguo. Così sembra che apra la
porta
ai licenziamenti.
C’era
un’alternativa?
Si.
Per le mie battaglie sull’Ilva sono stato cacciato
dal
centrosinistra. Ci accusano di essere
sempre
contrari a tutto, di saper dire solo di no e
di
non avere una vero progetto alternativo. Ma
non
è vero. È stata fatta al governo una proposta
dettagliata
di conversione industriale di Taranto
sulla
base di quanto accaduto a Bilbao o Pittsburgh.
Pittsburgh
era la città dell’acciaio oggi è
la
città della conoscenza e della ricerca arrivando
a
raddoppiare l’occupazione. Siamo stati ignorati,
e
ora stanno per farla grossa.
A
cosa si riferisce?
Al
ddl sui reati ambientali: è stata inserita una
norma
sul disastro ambientale che potrà essere
applicata
solo se è dimostrata l’irreversibilità del
danno
all’ecosistema. Salteranno altri processi.
Cdf
Il
fatto quotidiano 7 gennaio 2014
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