mercoledì 7 gennaio 2015

Ilva di Taranto L’ambientalista, presidente nazionale dei verdi, Angelo Bonelli “Violano la Carta e avvelenano”

Dopo averlo letto il dolore è stato forte”. Angelo
Bonelli, leader dei Verdi, ha un tono
pesante, da lutto: “Quel decreto – spiega – è un
condono ambientale pazzesco, un ritorno al
passato”.
Quale?
Quello feudale. L’impunità per il futuro commissario
dell’Ilva e i
suoi uomini è una roba
che ci riporta al medioevo.
È la prova provata
che il decreto viola
la Costituzione, in particolare
l’obbligo di
azione penale dei magistrati.
Matteo Renzi, però, ha
promesso due miliardi
per le bonifiche.
Quei soldi non ci sono, basta leggere il testo. Eppure
se ne sarebbero potuti trovare parecchi.
Come?
La Procura di Taranto aveva già effettuato un
sequestro ai danni della società dei Riva, poi annullato
dalla Cassazione per difetto di procedura.
Erano 8,1 miliardi, esattamente il danno ambientale
stimato dai curatori giudiziari. Bastava
aiutare la Procura a trovare quei soldi.
Finora gli ultimi tre governi hanno varato decreti
in serie.
Tutti denominati “Salva Ilva”, in realtà fatti proprio
per bloccare le iniziative della magistratura.
Da Mario Monti, a Enrico Letta, per finire a
Matteo Renzi: hanno seguito tutti la stessa strada.
Ora però il premier estromette del tutto i Riva
dalla proprietà. Si parla di “nazionalizzazione”.
Un’operazione sbagliata perché i debiti finiscono
a carico dello Stato e poi si procede a una
nuova svendita.
I sindacati, però, sono d’accordo.
Vero, purtroppo. Ma li capisco: gli hanno promesso
di salvaguardare i livelli occupazionali.
Però dovrebbero stare attenti perché nel testo
del decreto c’è un passaggio pericolosissimo: si
parla di garantire “adeguati livelli occupazionali”
in un modo ambiguo. Così sembra che apra la
porta ai licenziamenti.
C’era un’alternativa?
Si. Per le mie battaglie sull’Ilva sono stato cacciato
dal centrosinistra. Ci accusano di essere
sempre contrari a tutto, di saper dire solo di no e
di non avere una vero progetto alternativo. Ma
non è vero. È stata fatta al governo una proposta
dettagliata di conversione industriale di Taranto
sulla base di quanto accaduto a Bilbao o Pittsburgh.
Pittsburgh era la città dell’acciaio oggi è
la città della conoscenza e della ricerca arrivando
a raddoppiare l’occupazione. Siamo stati ignorati,
e ora stanno per farla grossa.
A cosa si riferisce?
Al ddl sui reati ambientali: è stata inserita una
norma sul disastro ambientale che potrà essere
applicata solo se è dimostrata l’irreversibilità del
danno all’ecosistema. Salteranno altri processi.

Cdf Il fatto quotidiano 7 gennaio 2014

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