lunedì 7 luglio 2014

IL CATRAME SULLE SPIAGGE PER UN PUGNO DI TANICHE petrolio e trivelle

OMBRELLONI CHE SI SPALANCANO, bandiere blu a gogo. È ufficialmente
cominciata l'estate italiana e pare ci sia proprio tutto:
sole, mare, spiagge, famiglie, turisti, pesce e pinete. C'è pure lei, la
classica petroliera che scivola lenta all'orizzonte. Ecco, meglio guardarla
ancora un attimo. Perché qualche fossile della politica, senza
alcun dibattito pubblico, ha deciso di mettere in discussione tutto
questo. Che quella chiatta, minaccioso orpello all'idillio vacanziero
italiano, tornerà ad essere un elemento chiave dello sviluppo dell'Italia.
Tanto che da legislatore ha previsto di raddoppiare l'estrazione
di gas e petrolio nazionale entro il 2020, tornando ai livelli degli anni
Novanta. Un passo indietro nel futuro, il ritorno a un'idea di economia
da anni Trenta che sovrastima i vantaggi e omette costi e rischi
ambientali. Gli italiani, forse, se ne accorgeranno tra sei anni
quando – come le nonne d'un tempo – dovranno infilare nella borsa
da spiaggia flaconi di trielina per smacchiare i residui oleosi dalle
ginocchia dei bimbi. Nel frattempo, però, saranno incantati dall'idea
di essere ricchissimi perché sotto i piedi, imprigionati nelle rocce dei
fondali, hanno enormi tesori. Basterà allora attrezzare un adeguato
esercito di trivelle lungo le coste, pomparli in superficie e voilà: tutti i
problemi sono risolti. Su questo gli evocatori della Dallas italiana sono
pienamente operativi. Lavorano da anni per “liberare” i (poveri)
petrolieri dai lacci stretti della burocrazia, dai vincoli ambientali, dagli
enti locali e dagli ambientalisti che, mossi da autolesionismo demagogico,
osano ancora mettere loro i bastoni tra le ruote. Quelli
che protestano, che contestano nel merito le procedure di valutazione
d'impatto ambientale. Gli unici che, finora, hanno evitato i peggiori
scempi. Ecco, mancava giusto un pretesto per scatenare la nuova
epopea delle trivelle. E ora c'è pure quello. Salvo poi scoprire che,

a conti fatti, gli avventurieri fan tutto questo per un pugno di taniche. il fatto quotidiano 7 luglio 2014

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