07/01/2017 - 19:08
Salvare le spiagge del capoluogo pontino e di tutta la provincia dall’erosione: questo lo scopo dell’incontro che nei giorni scorsi ha visto protagonisti nelle stanze del Comune di Latina l’assessore all’ambiente Roberto Lessio e i portavoce del comitato spontaneo per la salvaguardia delle coste pontine, Massimiliano Fantini e Nello Ialongo, al fine di valutare le problematiche relative allo stato di precarietà delle spiagge e delle dune, in particolare nel tratto tra Foce Verde e il Circeo.
L’incontro, richiesto dal comitato, ha riportato all’attenzione dell’amministrazione lo studio dell’Ispra redatto nel 2008 relativo al litorale tra Capoportiere e Torre Paola, documento che ha evidenziato come la ricostruzione dell’arenile in un tratto di costa di lunghezza inferiore ad un chilometro, ossia a Foce Verde (tramite una barriera soffolta e pennelli), abbia causato la destabilizzazione progressiva di circa 20 chilometri di litorale e la distruzione di diversi stabilimenti balneari. A questo vanno aggiunti i costi che hanno gravato sulle amministrazioni e sui privati a causa dei danni registrati nelle strutture balneari e per la drastica riduzione degli arenili a seguito della realizzazione delle opere.
Da questo presupposto si sviluppa la tesi del comitato: se l’opera di Foce Verde ha devastato decine di chilometri di litorale, quanto potrebbe incidere, in termini negativi per la costa, l’ampliamento del porto di Anzio? Una domanda a cui il comitato può già dare una risposta: il nuovo molo, che si spinge in mare per circa 400 metri provocherebbe la completa distruzione dell’intero litorale pontino.
«C’è stata una piena concordanza di opinioni con l’assessore Lessio - spiega Massimiliano Fantini - sul fatto che gli interventi di ripascimento rigido degli arenili eseguiti dalla Regione Lazio negli ultimi decenni, per mezzo di opere aggettanti in mare (scogliere soffolte e pennelli) hanno risolto il problema del ripristino delle spiagge laddove si è operato con ingenti risorse finanziarie e che tali interventi, richiesti dalle diverse amministrazioni locali, hanno sempre provocato forti accelerazioni dei processi erosivi per lunghissimi tratti di costa a sud. Le opere foranee determinano due principali fenomeni negativi: forti diminuzioni del trasporto sedimentario lungo costa, per cui sta diventando sempre più carente il ripascimento naturale degli arenili, e una compromissione del naturale assetto dei fondali, per cui diminuisce la funzionalità difensiva degli stessi». Questa tesi spiega infatti come la scomparsa o la riduzione delle barre sabbiose sia la causa della perdita della capacità di dissipazione dell’energia del moto ondoso. Risulta inevitabile, dunque, che durante le mareggiate le onde si abbattano sulle spiagge erodendole, vista la mancanza di ostacoli che ne possano mitigare la forza. «Gli arenili si appiattiscono e si ritirano - prosegue Fantini - pertanto il mare in tempesta raggiunge direttamente il piede delle dune provocando crolli, nei tratti più colpiti, del versante dunare con asportazione della macchia mediterranea e inaccettabili condizioni di degrado».
Per questo l’assessore Lessio si è impegnato per farsi promotore di un incontro con gli amministratori dei Comuni pontini per elaborare una proposta in merito al tema dell’erosione, facendosi carico delle preoccupazioni espresse dal Comitato spontaneo per la salvaguardia delle coste pontine, ritenendo che il problema del riequilibrio dei litorali pontini costituisca una delle maggiori emergenze ambientali ed economiche del territorio.http://www.latinaoggi.eu/news/news/34728/erosione-latina-sabaudia-comitato-tutela-coste-.html
L’incontro, richiesto dal comitato, ha riportato all’attenzione dell’amministrazione lo studio dell’Ispra redatto nel 2008 relativo al litorale tra Capoportiere e Torre Paola, documento che ha evidenziato come la ricostruzione dell’arenile in un tratto di costa di lunghezza inferiore ad un chilometro, ossia a Foce Verde (tramite una barriera soffolta e pennelli), abbia causato la destabilizzazione progressiva di circa 20 chilometri di litorale e la distruzione di diversi stabilimenti balneari. A questo vanno aggiunti i costi che hanno gravato sulle amministrazioni e sui privati a causa dei danni registrati nelle strutture balneari e per la drastica riduzione degli arenili a seguito della realizzazione delle opere.
Da questo presupposto si sviluppa la tesi del comitato: se l’opera di Foce Verde ha devastato decine di chilometri di litorale, quanto potrebbe incidere, in termini negativi per la costa, l’ampliamento del porto di Anzio? Una domanda a cui il comitato può già dare una risposta: il nuovo molo, che si spinge in mare per circa 400 metri provocherebbe la completa distruzione dell’intero litorale pontino.
«C’è stata una piena concordanza di opinioni con l’assessore Lessio - spiega Massimiliano Fantini - sul fatto che gli interventi di ripascimento rigido degli arenili eseguiti dalla Regione Lazio negli ultimi decenni, per mezzo di opere aggettanti in mare (scogliere soffolte e pennelli) hanno risolto il problema del ripristino delle spiagge laddove si è operato con ingenti risorse finanziarie e che tali interventi, richiesti dalle diverse amministrazioni locali, hanno sempre provocato forti accelerazioni dei processi erosivi per lunghissimi tratti di costa a sud. Le opere foranee determinano due principali fenomeni negativi: forti diminuzioni del trasporto sedimentario lungo costa, per cui sta diventando sempre più carente il ripascimento naturale degli arenili, e una compromissione del naturale assetto dei fondali, per cui diminuisce la funzionalità difensiva degli stessi». Questa tesi spiega infatti come la scomparsa o la riduzione delle barre sabbiose sia la causa della perdita della capacità di dissipazione dell’energia del moto ondoso. Risulta inevitabile, dunque, che durante le mareggiate le onde si abbattano sulle spiagge erodendole, vista la mancanza di ostacoli che ne possano mitigare la forza. «Gli arenili si appiattiscono e si ritirano - prosegue Fantini - pertanto il mare in tempesta raggiunge direttamente il piede delle dune provocando crolli, nei tratti più colpiti, del versante dunare con asportazione della macchia mediterranea e inaccettabili condizioni di degrado».
Per questo l’assessore Lessio si è impegnato per farsi promotore di un incontro con gli amministratori dei Comuni pontini per elaborare una proposta in merito al tema dell’erosione, facendosi carico delle preoccupazioni espresse dal Comitato spontaneo per la salvaguardia delle coste pontine, ritenendo che il problema del riequilibrio dei litorali pontini costituisca una delle maggiori emergenze ambientali ed economiche del territorio.http://www.latinaoggi.eu/news/news/34728/erosione-latina-sabaudia-comitato-tutela-coste-.html
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