lunedì 18 settembre 2017

dieselgate cattivi regolatori Come la Commissione Ue s’è piegata alle richieste delle case produttrici

É ENTRATO in vigore il primo settembre: è il nuovo regolamento Ue per sui i test sulle emissioni dei motori Diesel delle case automobilistiche. Il documento redatto da Bruxelles prevede prove in condizioni di guida reali (Rde) insieme a nuove prove di laboratorio che dovrebbero essere più stringenti (Wltp), armonizzate a livello mondiale. Un testo che avviato con le migliori intenzioni, ha poi lasciato spazio nell’arco di oltre un anno (e già il ritardo con cui è stato adottato ne è un esempio) alle pressioni delle case automobilistiche. Basti pensare che se i test Rda sono già obbligatori dal primo settembre 2017 per tutti i nuovi modelli auto, lo diventeranno per tutti gli autoveicoli nuovi solo a partire dal 2018 e in modo progressivo. Poco o nulla, invece, sugli interventi alle auto già in circolazione se non raccomandazioni agli stati membri di vigilare e sostenere le aziende automobilistiche che dovessero proporre strategie per riparare ai danni. L’altro punto riguarda invece il cosiddetto “fattore di confo r m i t à ”, per il quale il tempo di adeguamento fissato nel 2015 non è stato diminuito né il limite di emissioni ridotto. Fissato, per i motori Euro 6 a 80 mg per km, ci si aspetta che i produttori ci arrivino nel 2020. Secondo il piano di Bruxelles, infatti, i costruttori dovranno ridurre il divario tra le emissioni "da laboratorio" e quelle reali a un fattore di conformità (CF) di massimo 2,1 entro settembre 2017. Successivamente, il divario sarà ridotto a un fattore di 1,5 (50%), entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli ed entro gennaio 2021 per tutte le nuove auto. Non si sa quando dovrebbe arrivare a 1 )80 mg/km Nox): quanto prima, dice Bruxelles, e comunque entro il 2 02 3 . Peccato che secondo una legislazione approvata nel lontano 2007, questo limite sarebbe dovuto entrare in vigore per tutti i nuovi modelli nel settembre 2015.

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