domenica 18 settembre 2016

Rifiuti: Arpa bocciò l’i m p i a n to di Cerroni, la Provincia disse sì Il peccato originale del tritovagliatore di Rocca Cencia per cui è sotto inchiesta l’assessore Muraro: è classificato “di recupero”, ma non ne ha i requisiti

Ora indaga la Procura
Autorizzato in sole tre
settimane nonostante
il parere negativo
dell’Agenzia regionale
LUCA TEOLATO
L’impianto di trattamento
dei rifiuti di Rocca Cencia
(tecnicamente un “trito -
va gli ato re ”) è al centro
delle polemiche di queste settimane
a Roma: è il sito per cui è indagata
l’assessore all’Amb ien te
Paola Muraro e quello attorno a
cui la stessa Muraro s’è scontrata
per settimane con Daniele Fortini,
l’ex presidente di Ama, la municipalizzata
dei rifiuti, dimessosi
il 4 agosto. Quell’impianto di proprietà
della Colari del “ras della
m o n ne z z a ” Manlio Cerroni ha
però un peccato originale che
spiega l’inghippo di oggi: è stato
autorizzato dalla Provincia di Roma
nel marzo del 2013 nonostante
il parere sostanzialmente negativo
dell’Arpa, l’agenzia regionale
per la protezione ambientale della
Regione Lazio
deputata a valutare
tali stabilimenti.
Un’a utorizzazione
lampo,
quella della
Provincia, che il
18 febbraio 2013
riceve la domanda
dalla Colari e
tre settimane dopo,
il 7 marzo, si pronuncia positivamente.
SI CAPISCE MEGLIO, a leggere il parere
dell’Arpa, la portata dello
scontro estivo tra Muraro e Fortini:
l’ex presidente Ama aveva deciso
di non mandare più rifiuti
nel l’impianto della Colari e ha
sempre fatto muro contro il pressing
dell’assessore che chiedeva di
ricorrere al “tritovagliatore” per
risolvere l’emergenza rifiuti che
soffocava la città. Insomma, leggendo
il parere dell’Arpa, che pare
essere stato ignorato dalla Provincia
di Roma, Fortini non aveva tutti
i torti.

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