mercoledì 21 settembre 2016

LA FIERA“Terra Madre”parlerà di futuro. Ci abbiamo provato anche noi 2036, LICENZA di CUCINARE Il Salone del Gusto a Torino

OPEN AIR Per la prima volta la creatura di Slow Food abbandona il Lingotto e si appresta a invadere la città. Quindi nessun biglietto d’ingresso
U» LUCA IACCARINO n Salone tramonta, un altro splende alto. Capita a Torino, dove proprio nelle ore in cui la fiera del libro emigra verso Rho, quella del gusto addenta la città. Da domani fino a lunedì, infatti, Terra Madre – Salone Internazionale del Gusto, che è sì all’11ª edizione (la prima nel 1996), ma è tutta nuova. Per la prima volta la creatura di Slow Food lascia le certezze dello spazio fieristico del Lingotto e si gioca l’intera posta: invaderà ogni centimetrodel centro,piazze, parchi, strade, musei, terrazze e sottoscala. I ragazzi di Carlin Petrini, considerati i costi alti del Lingotto, hanno deciso di cambiare aria (gli stessi costi hanno avuto un ruolo non irrilevante nell’af faire libro). I numi benedicono: le previsioni annunciano cielo sereno, i sondaggisti vaticinano mezzo milionedi visitatori. Nessun biglietto d’in gresso, quasi mille appuntamenti, centinaia di espositori. Ma quella degli spazi, non è l’unica rivoluzione: per la prima volta, la sezione “Te rra Madre”– cioègli “stati generali”di contadini, allevatori e pescatori datutto ilmondo – prende il sopravvento su quella “Salone delGusto”, ovvero l’anima gastronomico-godereccia. Erainevitabile, considerando che il movimento di Petrini da tempo più che della cottura del petto del piccione si occupa dello stato in cui lasceremo il pianeta ai nostri figli. Quindi, sì, simangerà e si berrà più che mai, ma soprattutto si ragionerà sui grandi temi del nostro tempo: riusciremo a contenere il surriscaldamento globale? L’a cq ui sizione di Monsanto da parte di Bayer costituisce una minaccia? Basterà l’acqua per tutti

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