GIORGIO RAGAZZIS ta scritto che a fine concessione dovrai devolvere l’a ut ostrada gratuitamente allo Stato,ma tuimpegnatiaffinché ciò mai non avvenga e segui gli esempi di tuoi colleghi che sono riusciti a ottenere una proroga dopo l’altra. Quando si avvicina la scadenza, verifica se nella tua concessione originaria (ottenuta senza gara, ma chi ha mai fatto una gara in Italia?) si menzioni, oltre alla tua autostrada, qualche altro tronco, anche se al tempo non approvato né progettato né valutato. Se seicosì fortunato,proclama l’urgente necessitàdi costruirlo epotrai cosìgiustificare, per finanziarlo, un’altra bella proroga della concessione. Per evitare il rischio che analisi costi-benefici dimostrino la scarsa utilità di questo nuovo tronco, convinci il ministro a farne a meno assicurandogli che lo finanzierai tutto tu (con i profitti della proroga non avrai problemi).
RICORDATI DI USARE carota e bastone: unaschiera diavvocati prontia ogniricorso, come bastone, e per le carote, beh, meglio che te ne parli a voce. Cerca di tenerti come azionisti, anche di minoranza, enti pubblici locali e offri posti in consiglio ai relativi politici: tisosterrannoper ilbenedel “territorio”. Se non hai nuovi tronchi da costruire, devi massimizzare il costo dell’in dennizzo di subentro, cioè quanto dovrebbe sborsarti un nuovo concessionarioper gli investimenti che hai fatto ma non ancora ammortizzato. Per questo devi ritardare tutti gli investimenti previsti e concentrarli negli ultimi anni. Un altro “trucco”è farti approvare un piano finanziario che scada molto oltre il termine della tua concessione. Sarai così autorizzato ad ammortizzare i tuoi investimenti ad aliquote più basse e maggiore sarà l’entità degli investimenti residui ancora da ammortizzare a fine concessione (con ammortamenti minori farai profitti maggiori). Negli anni 80 e 90 (bei tempi!) per accrescere sia le tariffe che l’indennizzo di subentro bastava rivalutare a bilancio l’autostrada e farsi riconosce
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