domenica 3 aprile 2016

scandalo petroli Eni Guidi Matteo Renzi Vietato danneggiare gli affari: stop alle leggi sulla trasparenza Le norme sui lobbisti sono impantanate in Senato e l’esecutivo ha bloccato il tentativo di trasformarle in emendamenti

Eni, Amazon, Enel...
Soltanto in Italia
non c’è alcun limite
alle porte girevoli
tra politica e business
STEFANO FELTRI
In Italia nessuna legge regolamenta
i rapporti tra
un ministro e il suo fidanzato
lobbista: sul sito del
ministero dello Sviluppo F ederica
Guidi ha dovuto pubblicare
soltanto la propria dichiarazione
dei redditi, i familiari
(cioè i due genitori) hanno
negato il consenso, anche
se Guidalberto Guidi è un
imprenditore a rischio conflitto
di interessi con la sua
Ducati Energia. Anche l’i nchiesta
penale che riguarda il
compagno della Guidi nasce
fragile: Gianluca Gemelli è
indagato per traffico di influenze
illecite, il reato introdotto
dalla legge Severino nel
2012 che punisce chi “sf ruttando
relazioni esistenti con
un pubblico ufficiale o con un
incaricato di un pubblico servizio
indebitamente fa dare o
promettere, a sé o ad altri, denaro
o altro vantaggio patrimoniale
come prezzo della
propria mediazione illecita
ovvero per remunerarlo, in relazione
al compimento di un
atto contrario ai doveri di ufficio
o all'omissione o al ritardo
di un atto del suo ufficio”.
Quindi ci deve essere un pubblico
ufficiale che ha compiuto
qualche atto contrario ai
doveri d’ufficio. In questa storia
sono citati due pubblici ufficiali:
il ministro Federica
Guidi che si attiva per l’emen -
damento che serviva a Total
per sbloccare i lavori del progetto
Tempa Rossa e il ministro
dei Rapporti col Parlamento
Maria Elena Boschi
che, dicono la Guidi e Gemelli

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