sabato 2 aprile 2016

no all'inquinamento delle trivelle Sfruttamento Alla popolazione resta soltanto il 10% degli introiti Royalties da miseria dalle multinazionali Una regione nel buco nero della povertà

Il radicale critico
Bolognetti: “Ne l
film ‘Basilicat a
coast to coast’
i pozzi non ci
sono. La Total
lo sponsorizzò” ENRICO FIERRO
Il Petrolio cambierà il futuro di
questa terra. Quante balle si son
viste piovere sulla testa i “b a s i l isch
i”. Politici, economisti, scienziati,
finanche attori, intellettuali e
giornalisti: tutti aggrappati alla
grande mammella delle multinazionali,
pronti a raccontargli
che quella loro
terra non era più terra
del rimorso, ma il
nuovo Texas. Il pozzo
più grande d’Euro pa.
Dopo anni di trivellazioni,
devastazioni ambientali,
avvelenamento
delle acque, la verità
ha il sapore amaro
dell’inganno. La Basilicata
è la seconda regione
più povera d’I tali a,
l’indice di povertà delle
famiglie è del 25,2% (la media nazionale
è del 10), 2 mila giovani ogni
anno fanno la valigia e partono. Le
illusioni sono finite nel pozzo nero
di una inchiesta giudiziaria che ha
messo a nudo la triste
realtà di una classe di
governo di “a s ca r i”,
ma questa volta al servizio
delle multinazionali
petrolifere.
Che di inchieste, polemiche
politiche e ministri
che si dimettono
con fidanzati al seguito,
se ne fottono.
Il 30 marzo, il giorno
prima che lo scandalo
esplodesse, a Viggiano,
cuore petrolifero
della Lucania, si sono estratti
74076 barili, 5.962060 dal 1 gennaio.
DAL VENTRE della Basilicata sgorga
l’80% della intera produzione petrolifera
italiana, il 6% del fabbisogno
nazionale, ma c’è chi non è contento
e punta ad arrivare al 12%.
Pompare fin che si può. Vito Petrocelli,
geologo lucano e senatore
5Stelle: “Le grandi compagnie applicano
sempre la stessa strategia,
in Angola come in Basilicata. Sfruttare
il territorio e basta. Abbiamo
chiesto una Commissione d’inchie -
sta sull’Eni e domani (oggi per chi
legge, ndr) chiederemo le dimissioni
del presidente della Regione
Marcello Pittella”. Parla Maurizio
Bolognetti, giornalista, radicale e
strenuo oppositore dell’i nd us t ri a
petrolifera: “Il petrolio? Costi enormi
e benefici scarsi. È stato un tragico
errore autorizzare le trivellazioni
in un territorio così delicato
da un punto di vista idrogeologico.
Qui il petrolio ha portato solo 2 mila
posti, tra diretti e indotto. Valeva la
pena svendere una intera regione?”.
LA GRANDE ILLUSIONE in questa
terra ha un nome straniero: royalties.
Sono i soldi che le compagnie
petrolifere lasciano ai territori. Una
miseria, il 10% a barile. Pensate alla
Norvegia, che dai petrolieri ottiene
l’80%, e alla Libia di Gheddafi che
pretendeva dalle multinazionali

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