mercoledì 10 novembre 2010

tante proteste contro il governo

I Vigili del Fuoco
http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2010/11/10/visualizza_new.html_1702952984.html
CAMERA
Immigrati, governo battuto tre volte
le mozioni passano con i voti di Fli
Passano emendamento Pd e due mozioni di Udc e finiani. Si chiede che i respingimenti vengano effettuati sulla base degli accordi internazionali. Bersani: "Voto testimonia la crisi". Di Pietro insiste sulla sfiducia
http://www.repubblica.it/politica/2010/11/09/news/governo_battuto-8929984/
Il pessimismo di Gianni Letta
"Governo dalle brevi prospettive"
LA POLEMICA
Ambiente, Prestigiacomo contro Tremonti
Napolitano: "Sostengo il suo impegno"
Il ministro torna ad attaccare la Finanziaria in occasione di una cerimonia al Quirinale. "La green economy è un volano per l'economia ma bisogna crederci". E il presidente della Repubblica la elogia: "Sa difendere le proprie posizioni"
http://www.repubblica.it/cronaca/
LA PROTESTA
"Tu bunga-bunga, all'Aquila macerie"
Proteste per l'arrivo di Berlusconi
Diverse decine di persone hanno inscenato una manifestazione davanti alla caserma della Finanza di Coppito, dove il premier ha poi consegnato riconoscimento per la Protezione civile

IL CASO
Crollo Pompei, Bondi sotto accusa
Il Pd pronto a mozione di sfiducia
La decisione definitiva dopo l'intervento in Aula del titolare dei Beni Culturali, confermata per mercoledì prossimo alle 11. L'Udc e i finiani di Farefuturo: "Dovrebbe dimettersi da coordinatore del Pdl per fare meglio il ministro"

IL MALTEMPO IN VENETO
Rabbia imprenditori: 'Aiuti, o niente tasse'
In arrivo venti e mareggiate, è allarme
Sopralluogo di Bertolaso nel Padovano: "Impegno totale da parte del governo". Ma nel Vicentino le proteste sono ancora più forti: "Sostegno immediato e adeguato, alle imprese e ai cittadini". Zaia nominato commissario per l'emergenza

autovelox, limite abusivo? Sezze interroga

Mercoledì 10 Novembre 2010 http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20101110&ediz=05_LATINA&npag=35&file=E_1918.xml&type=STANDARD
di CHRISTIAN CAPUANI

«Dobbiamo tutelare l’ente». Non cambia di una virgola la posizione del sindaco Andrea Campoli sulla vicenda degli autovelox, nonostante la valanga di ricorsi già accettati dal giudice di pace di Sezze. Il primo cittadino setino dice di rimanere in attesa «di leggere le sentenze» (di cui è per ora disponibile il solo dispositivo) per decidere se impugnarle in Tribunale, anche se ammette che il Comune valuterà la possibilità di fare un «ricorso pilota» prima di presentare appello contro tutte le sentenze sfavorevoli. Intanto Campoli difende l’operato dell’amministrazione e della polizia locale dalle critiche dell’opposizione. Nel question-time di lunedì Rinaldo Ceccano (Pdl) ha chiesto conto della lettera con cui il 19 ottobre scorso il comandante della polizia locale Caldarozzi ha chiesto all’Astral chiarimenti sui limiti di velocità vigenti sulla Monti Lepini, l’elemento principale su cui si è basato l’accoglimento dei ricorsi da parte del giudice di pace. «Su quella strada - spiega Campoli - ci sono dei cartelli che, nel caso i limiti fossero diversi da quelli indicati (cioè quelli considerati per l’installazione dell’autovelox, ndr), sarebbero abusivi. In tal caso il Comune e altri enti avrebbero subito danni da tale situazione. Perciò abbiamo chiesto all’Astral chi abbia installato quei cartelli e sulla base di quale ordinanza». Ma Ceccano non ci sta: «State facendo adesso quello che dovevate fare 19 mesi fa. Avete installato gli autovelox sulla base di cartellonistica sbagliata. Questo è il modo di fare della vostra amministrazione». In Consiglio si è parlato anche delle spese legali che il Comune sta affrontando per tutelarsi (vanamente) di fronte al giudice di pace. L’amministrazione ha infatti siglato una convenzione con alcuni legali: ogni causa costerà all’ente 150 euro. A cui vanno aggiunte, però, le spese legali di condanna. E i ricorsi affrontati e da affrontare sono circa mille.
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Pontinia nuovo collegio provinciale con Sonnino

Mercoledì 10 Novembre 2010 Il Messaggero
Collegi elettorali pronti e Consiglio provinciale confermato per domani. La Conferenza dei capigruppo di via Costa ha approvato ieri la bozza per le 24 nuove circoscrizioni che sostituiranno le 30 precedenti. Se i tre collegi di Aprilia non vengono toccati, Sezze avrà un collegio tutto suo, mentre Cori, Roccamassima e Norma si uniranno a parte di Cisterna (il resto della città sarà collegio a sé); la città di Latina ne avrà 5, più un sesto che racchiuderà Latina Scalo, Sermoneta e Bassiano. Pontinia e Sonnino saranno unite in “Pontinia 1”, Sabaudia e San Felice in “Sabaudia 1”; insieme vanno anche Priverno, Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Roccagorga, e Maenza. Terracina sarà suddivisa su due collegi, nel secondo dei quali sarà unita a Monte San Biagio. Divisa anche Fondi, con “Fondi 2” che ospita anche Sperlonga, Lenola e Campodimele. Gaeta sarà collegio a sé, mentre le ultime “divisioni” spettano a Formia (nel secondo unita con Itri), e Minturno che, nel primo collegio racchiude anche Ponza e Ventotene, mentre nel secondo arrivano Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia.

martedì 9 novembre 2010

referendum nucleare del 1987

L' 8-9 novembre 1987 si votò in Italia per cinque quesiti referendari: due sulla giustizia e tre sul nucleare. Qui si tratteranno solo i tre referendum relativi al nucleare.
Ci sono alcuni motivi da tenere presente nel considerare l' istituto del referendum, che in occasione del cosiddetto "referendum sul nucleare" (o "referendum antinucleare") non è stato e non poteva essere "nucleare si, nucleare no". [1]

Il primo motivo è che le uniche risposte possibili alle domande di un referendum sono “si” e “no”; non è possibile dare alternative, cioè fare una scelta diversa. Per esempio, se il referendum mi chiedesse se sono d’accordo ad eliminare (mettiamo) la camera dei deputati, io non potrei rispondere che non voglio la totale eliminazione, ma, supponiamo, semplicemente la riduzione del numero di deputati da 630 a 600; dovrei giocoforza scegliere tra la conservazione dello situazione attuale o la sua abolizione.
Il secondo motivo è che il referendum è puramente abrogativo (vedi articolo 75 della Costituzione della Repubblica Italiana): cioè, può essere utilizzato soltanto per abolire una legge esistente, e non per proporre una legge nuova. La proposta di una nuova legge di iniziativa popolare può essere presentata se sottoscritta da almeno cinquantamila elettori (art. 71 e 72 della Costituzione), ma dovrà poi comunque seguire l’iter di qualunque altra proposta di legge, cioè essere esaminata da una commissione e poi dalle due camere ed approvata articolo per articolo.
Il terzo motivo è che il referendum permette non solo l’abrogazione totale, ma anche quella parziale di una legge; ciò significa che di una legge composta di cento articoli è possibile abolirne magari uno solo, il che può rendere un’intera legge praticamente inapplicabile a causa di un solo articolo annullato. [2]


Come detto, contemporaneamente si votò per tre referendum relativi al nucleare. Le tre domande che furono rivolte ai cittadini elettori italiani furono le seguenti (se ne riporta il senso, più che il contenuto esatto):

Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti?
(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8)

Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge)

Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero?
(questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL).
[3]

Dunque, all' atto pratico, con le tre domande si domandava di cancellare alcune disposizioni di legge concepite per rendere più facili e rapidi gli insediamenti energetici: la prima era stata creata per evitare che il sindaco di un piccolo paese di duemila abitanti dove era previsto l’insediamento di una centrale nucleare potesse opporsi ad oltranza, mentre la seconda era la cosiddetta “monetizzazione del rischio” per i comuni che ospitavano impianti di produzione di energia (non necessariamente nucleari, ma anche a carbone). [4]



Qui sotto sono riportati i risultati dei tre "referendum sul nucleare": in tutti e tre i casi vinse il SI all'abrogazione.

1- Referendum per l' abolizione della procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari

Elettori 45.869.897
Votanti 29.862.376
% Votanti 65,1
Astenuti 16.007.521
% sugli Elettori 34,9
Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 20.984.110
% 80,6
RISPOSTA NEGATIVA 5.059.819
% 19,4
Totale 26.043.929
Voti non Validi Totale 3.818.447
% sui Votanti 12,8
Schede Bianche 2.536.648
% sui Votanti 8,5


2 - Referendum per l' abolizione dei contributi a regioni e comuni sedi di impianti elettronucleari

Elettori 45.870.230
Votanti 29.871.570
% Votanti 65,1
Astenuti 15.998.660
% sugli Elettori 34,9
Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 20.618.624
% 79,7
RISPOSTA NEGATIVA 5.247.887
% 20,3
Totale 25.866.511
Voti non Validi Totale 4.005.059
% sui Votanti 13,4
Schede Bianche 2.654.572
% sui Votanti 8,9


3 - Referendum per l' abolizione della partecipazione dell' Enel alla realizzazione di impianti elettronucleari all'estero

Elettori 45.849.287
Votanti 29.855.604
% Votanti 65,1
Astenuti 15.993.683
% sugli Elettori 34,5
Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 18.795.852
% 71,9
RISPOSTA NEGATIVA 7.361.666
% 28,1
Totale 26.157.518
Voti non Validi Totale 3.698.086
% sui Votanti 12,4
Schede Bianche 2.388.117
% sui Votanti 8,0

(fonte: "Ministero dell' Interno" - Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - Direzione Centrale dei Servizi Elettorali ) [5]

--

Tuttavia i referendum, così come erano stati formulati, non permisero agli italiani di esprimersi anche su un altro quesito: se permettere di comprare o meno energia elettrica prodotta da centrali nucleari all' estero. Ecco perchè ancora oggi l' Italia può comprare energia nucleare dalla Francia.

Il Governo, considerati i risultati del referendum, procedette alla sospensione dei lavori della centrale di Trino 2 (Vercelli), alla chiusura della centrale di Latina, alla verifica della sicurezza delle centrali di Caorso (Piacenza) e di Trino 1 (Vercelli) e della fattibilità di riconversione della centrale di Montalto di Castro (Viterbo).

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Dunque con il referendum abrogativo del 1987 è stato "di fatto" sancito l'abbandono, da parte dell'Italia, del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico. In attuazione di detto referendum, infatti, nel 1988 il Governo italiano, in sede di approvazione del nuovo «Piano energetico nazionale», ha deliberato la moratoria nell'utilizzo del nucleare da fissione quale fonte energetica, lanciando nel contempo un programma per l'arresto, a breve, dell'assemblaggio di combustibile nucleare.
Con detta procedura, si è pertanto posto il problema dello smantellamento delle centrali nucleari esistenti e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi derivanti dal funzionamento delle stesse. A questo problema hanno dato concretamente seguito, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, varie delibere del CIPE, che hanno disposto la chiusura definitiva degli impianti interessati. Tra dette delibere, si segnalano in particolare quelle relative alle centrali di Trino Vercellese e Caorso (luglio 1990), che avevano già provveduto, peraltro, alla preventiva fermata degli impianti nel marzo del 1987.
E in linea generale negli anni subito successivi (tra il 1987 e il 1995), ci si è preoccupati soprattutto di procedere alla definitiva ed effettiva chiusura degli impianti in esercizio. [5]


http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/referendum_nucleare_1987.htm


fonti:
http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/0000000a.htm [1]
http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/00000009.htm [2]
http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/0000000b.htm +
alcune frasi da http://www.aziendabari.it/readnews.php?id=2850&cliente=33 [3]
http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/0000000c.htm [4]
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rifiuti_nucleare/indagine_camera.html
[5]

teatro e dintorni

a proposito dell'iniziativa di Cinedocuforum Creativo (possibile grazie all'impegno, alle iniziative e proposte artistiche dal Cantiere Creativo) mi sono state fatte diverse domande e richieste dai cittadini e dagli amministratori. Il progetto può intendersi, forse, come la prosecuzione delle primarie del 2005 (importanti incontri con i cittadini da cui sono nate diverse proposte del programma elettorale) presso il centro anziani. Ma anche degli incontri in biblioteca con l'iniziativa Democrazia Diretta di maggio e giugno 2010. Continuando poi con l'incontro con il professor Bandazhevsky dell'11 settembre e quindi del 10-10-10 della festa del lavoro globale. Proprio nell'incontro del 10 ottobre erano stati elencati gli obiettivi che dovevano concretizzare e coniugare lavoro, tutela dell'ambiente e informazione:
la messa a dimora di nuovi alberi (possibilmente in occasione della festa degli alberi);
la raccolta di firme per il progetto di legge di iniziativa popolare “sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”;
la richiesta di partecipazione del comune di Pontinia al bando per l'efficientamento degli edifici pubblici;
l'adozione del regolamento edilizio per il risparmio energetico;
la proiezione del film per il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua;
l'iniziativa (6-7-8-9 novembre) per l'anniversario del referendum contro il nucleare;
l'abbandono dei sacchetti di plastica;
il cineforum settimanale per il dibattito sui temi di attualità in difesa dei diritti civili e sociali.

Ricordato questo e considerato che mi pareva essere stato chiaro ed esplicito, confermo che:
non mi sono proposto né mi interessa sostituire alcuna associazione o persona abbia diritti e meriti, gestisca o abbia una qualsiasi autorità sul Teatro e sulla programmazione;
non mi è stato chiesto di gestire il cineforum, l'ho proposto;
ogni programmazione, forma d'arte, attività civili e sociali hanno diritto ad usufruire di una struttura pubblica, pagata con i soldi di tutti e chiunque lo faccia avendone un qualsiasi ricavo, incasso è giusto che paghi un importo, una quota di questo incasso a favore della comunità, avendo svolto un'attività economica.

E' stato scritto che il costo del direttore artistico è un costo che non si può sostenere. Penso che, se c'è un ritorno economico da tale gestione, è giusto che ci lavora vada pagato o ricompensato. Mi risulta che ci siano validi ed apprezzati artisti, qualificati che svolgerebbero l'incarico di direttore artistico gratuitamente. La mia domanda è: perchè non è stato incaricato?

cronache dal primo cinedocuforum creativo

Il cinedocuforum creativo è stato coinvolgente ed emozionante per le testimonianze di chi stato a L'Aquila prima e dopo il terremoto (geologo dottor Alessandro Carlomagno), anche con il prezioso contributo professionale, ha dato colore e speranza con l'arte (maestro Valerio Libralato) contribuendo all'iniziativa “una carriola di disegni” “http://unacarrioladidisegni.blogspot.com”. Chi ha illustrato la necessità di informare e far conoscere L'Aquila, per non perdere la speranza che rinasca (la giornalista di Latina Oggi Maria Sole Galeazzi), affrancandola dal malaffare per tornare a splendere superando la rassegnazione che chiudeva “Draquila” (Antonio Turri associazione Libera http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1). Il tutto era stato aperto dall'esibizione artistica di Roberto Repele, giovane di Pontinia che si è esibito, con successo con il reading teatrale sul testo di “Dracula”. In mezzo la proiezione di “Draquila, l'Italia che trema” con le cronache da L'Aquila ma anche da una serie di tragedie e pericoli che, anche se è passato qualche mese, dalla sua uscita, sono sempre attuali, purtroppo. E' stato il primo appuntamento di una serie di proiezioni, avvenimenti artistici di vario genere (dalla pittura alla scultura, dalla fotografia, alla musica, al teatro) tutti gratuiti grazie alle notevole capacità artistica dei ragazzi del Cantiere Creativo che attraverso l'arte nelle sue varie forme, arriva alla gente con messaggi importanti per migliorare la qualità della vita. Si continua, infatti, domenica 14 sempre alle ore 18 al Teatro comunale Fellini, con “Rifiuti: l'incubo nucleare” film di Eric Gueret (http://www.quival.it/ecologia/190-rifiuti-lincubo-del-nucleare.html ), il ricordo dei 3 referendum del 1987 (http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/referendum_nucleare_1987.htm) che hanno abrogato il nucleare, la mostra fotografica “nucleare, ambiente ed energia”e la video proiezione dei punti salienti dell'incontro con il Professor Yuri Bandazhevsky a Pontinia, l'11 settembre ( http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1595). Tornando allo spettacolo di ieri l'apprezzata esibizione di Roberto Repele ha messo in evidenza uno dei tanti artisti locali che può valorizzare Pontinia. Valerio Libralato ha esibito alcuni suoi quotati acquarelli che rappresentano scorci importanti di L'Aquila insieme alla proiezione di altri colleghi artisti. Il Geologo Carlomagno è un esperto conoscitore del territorio pontino ed ha spiegato la geologia della nostra provincia, oltre a quella de L'Aquila dando spiegazioni tecniche su quanto è successo e su quello che si poteva fare per prevenire e che oggi, dopo l'Aquila, va necessariamente attuato. Poi ha proiettato alcune foto caratteristiche dei Laghi dei Gricilli (o del Vescovo), del fiume Ufente, della sorgente di Fontana di Muro. L'ecosistema dei Gricilli è un luogo unico al mondo e va difeso e valorizzato. Così' come Fontana di Muro che, dopo la prima bonifica del 30 ottobre, va valorizzata e anche utilizzata come acquedotto secondo il progetto presentato nel 1990 da Carlomagno e da altri professionisti locali. Galeazzi e Turri hanno annunciato l'apertura del presidio di Libera a Sabaudia e la prossima uscita di un documentario, girato nella nostra provincia, sulla quinta mafia che sperano venga proiettato anche al Fellini. Ovviamente gireremo la richiesta al comune di Pontinia. Questo Cinedocuforum creativo, questi spettacoli, l'informazione e il dibattito voluto con il contributo qualificante del Cantiere Creativo di Pontinia, significano molto dai vari aspetti che speriamo abbiano risposto non solo dai cittadini e spettatori, ma soprattutto dall'amministrazione comunale. Infatti dopo una serie di idee e proposte diverse sulle attività e gestione del teatro comunale sembrano emersi alcuni chiarimenti importanti. La necessità di un direttore artistico qualificato ed esperto del settore che, dando la precedenza alle attività teatrali (visto che tutti lo chiamiamo teatro e sta scritto così pure al di fuori) di qualità, passando alle attività istituzionali e scolastiche. Quindi, sempre secondo le priorità si passa al teatro sperimentale e locale, aperto, a incontri, convegni, dibattiti e seminari, nonché alle mostre e alla varie forme artistiche. Per arrivare alle proiezioni di cineforum. Che lo spazio debba rimanere pubblico lo dimostra la crescente richiesta di iniziative all'interno della struttura. Questo è stato il motivo dei continui rinvii dell'iniziativa, per trovare uno suo spazio tra le varie attività, grazie alla disponibilità dell'associazione teatrale cui abbiamo chiesto ospitalità e orari. Poi l'iniziativa coniuga impegno sociale, ambiente, difesa dei diritti civili e sociali con l'arte che, nell'epoca di degrado generale (dei partiti, della politica, dei valori) è rimasto l'unico mezzo e spazio per parlare ai cittadini e per migliorare la nostra società. Doveroso ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato, reso possibile questa iniziativa, l'amministrazione comunale, il personale, che hanno divulgato l'evento, che sono intervenuti e che con le necessarie critiche costruttive ci permetteranno di migliorare per eliminare i difetti della prima iniziativa. Giorgio Libralato

lunedì 8 novembre 2010

una lettera di Padre Alex

Ho ricevuto questa lettera indirizzata a “Il Giornale” che volentieri diffondo, nella speranza che venga pubblicata anche sulle colonne da cui è partita la diffamazione di Alex Zanotelli.
Caro sig. Marco Zucchetti,
ho letto il suo articolo su il Giornale del 27 ottobre 2010: ‘Nella sfida tra esagitati tv padre Zanotelli batte Lerner’.
Le scrivo non per entrare nel merito dei contenuti (smaltimento rifiuti in Campania, ecc). E neanche per prendere le difese d’ufficio di padre Alex Zanotelli o di Gad Lerner. Le ritengo persone che sanno essere al di sopra di un certo modo di scrivere, e non hanno certo bisogno di essere difese da me.
Trovo, infatti, il suo articolo davvero disgustoso, soprattutto per i toni usati nei confronti delle persone. Mi sembra davvero poco educato il suo scrivere di padre Zanotelli, sottolineando il suo… abbigliamento. Già abbiamo visto screditare il lavoro di una persona, un giudice di Milano, a partire dal colore dei calzini. Nel suo articolo p. Zanotelli viene quasi ridicolizzato perchè indossa una “camicia hawaiana degna di magnum P.I in gita al King Kamehameha Club, pashmina arcobaleno, anello monumentale al dito…”
Forse lei non sa che p. Zanotelli, che continua ad essere missionario e non ‘ex’ come lei ha scritto, ha vissuto per circa 10 anni nella baraccopoli di Korogocho, alla periferia di Nairobi. Non credo che Lei ci sia mai andato. Io ci sono stato solo una settimana, e Le assicuro che è una situazione da girone infernale. La camicia che p. Alex indossa non è hawaiana ma… è realizzata da una cooperativa di donne proprio della baraccopoli in cui lui ha vissuto. Almeno per questo meriterebbe un po’ più di rispetto, non crede? E anche il ‘monumentale anello’ è il patto di fedeltà ai popoli indigeni. Portare un anello così è un grande impegno per una persona, non un motivo su cui scherzare.
P. Zanotelli, attualmente direttore della rivista Mosaico di pace, a cui anch’io collaboro, promossa da Pax Christi, ha tutta la nostra stima e la nostra riconoscenza per la sua costante, coerente e coraggiosa testimonianza. Dalla parte degli ultimi.
Mi spiace che, come avviene sempre più spesso, invece di affrontare le questioni… si affrontino le persone, magari mettendole in ridicolo per spegnerne la forza profetica e di testimonianza, riducendole, come lei dice, a ‘esagitati’.
Distinti saluti,
don Renato Sacco

http://liberstef.myblog.it/archive/2010/10/28/terzigno-e-noi-che-facciamo-di-alex-zanotelli.html

http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2010/10/alex-zanotelli-parla-del-problema-dei-rifiuti-in-campania/

GLI ITALIANI NON SANNO COSA STA ACCADENDO IN CAMPANIA.
E’ IN ATTO UN OLOCAUSTO.
I MEZZI DI INFORMAZIONE RACCONTANO MENZOGNE.
I MEZZI DI INFORMAZIONE SONO NELLE MANI DEI POTENTATI ECONOMICO FINANZIARI.
GLI STESSI POTENTATI CHE STANNO AMMAZZANDO LA CAMPANIA.
PADRE ALEX CI CONDUCE ALLA VERITA’.

Padre Alex



http://liberstef.myblog.it/archive/2010/10/28/terzigno-e-noi-che-facciamo-di-alex-zanotelli.html

Intervista a Padre Alex Zanotelli - LA7 - "L'Infedele" - del 25.10.2010

“C’è l’80% in più di tumori in quelle zone del casertano.

Sono stati sepolti per vent’anni rifiuti tossici e tantissimi rifiuti tossici del porto di Marghera.

Hanno vinto e stravinto i potentati economici e finanziari.

Non vogliono la raccolta differenziata. E’ talmente ovvio che la politica non la vuole. Vogliono inceneritori e mega discariche perché è su questo che loro ci guadagnano.

La legge 123 del 2008 del governo Berlusconi impone alla Campania 12 megadiscariche e quattro inceneritori. Se i quattro inceneritoti andranno mai in funzione noi dovremo importare rifiuti da fuori per farli funzionare.”

la mappa delle centrali nucleari

ne parleremo domenica al Teatro Fellini a Pontinia alle ore 18

http://www.verdi.it/balle-nucleari.html

venerdì 5 novembre 2010

se dici centrale dici rischio - L'espresso

100 piazze per il clima contro il nucleare, c'è anche Pontinia

100 piazze per il clima
FESTA DELLE ENERGIE RINNOVABILI

GIORNATA NAZIONALE DI LOTTA ANTINUCLEARE E PACIFISTA PER IL PROSSIMO ANNIVERSARIO DEL VITTORIOSO REFERENDUM (8-9 NOVEMBRE 1987)
C'è anche Pontinia (Piazza Indipendenza) domenica mattina 31 ottobre continuiamo la raccolta di firme per la PROPOSTA DI LEGGE sulle FONTI RINNOVABILI (si può firmare anche nei giorni feriali presso l'ufficio elettorale del comune di Pontinia durante l'orario di ufficio), continuiamo domenica 7 novembre con la distribuzione del materiale informativo.
Domenica 7 novembre, di mattina, chi vorrà potrà indossare la tuta antinucleare e sventolare la bandiera.
Pontinia continua a resistere contro le centrali a turbogas e a biomasse


http://www.greenpeace.org/italy/news/nucleare-comitato
FERMIAMO IL NUCLEARE, NON SERVE ALL'ITALIA
04 Novembre 2010Stampa Invia
Il messaggio del Comitato "Fermiamo il nucleare, non serve all'Italia" mandato da Roma. Ingrandisci
ROME, Italia — Le ragioni che portarono gli italiani a dire no all'atomo 23 anni fa sono tuttora valide e l'unica strada sostenibile in materia di energia è quella del risparmio, dell'efficienza e dello sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite. È questo il messaggio del Comitato "Fermiamo il nucleare, non serve all'Italia", che si è riunito oggi a Roma in conferenza stampa.

Il nucleare costa troppo, non dà indipendenza energetica e, soprattutto, costituisce un grave rischio per l'ambientale e per la salute. Come ha sottolineato il nostro direttore esecutivo Giuseppe Onufrio aprendo il dibattito, non è vero che l'energia nucleare sia più conveniente delle altre fonti. Oltre a ricordare che l'uranio è una risorsa che entro qualche decennio sarà esaurita, Onufrio ha richiamato l'attenzione su un fatto accaduto negli Stati Uniti, ma che ci riguarda da vicino. Una delle aziende elettriche Usa, la Constellation Energy (socia di EDF nella società Unistar) ha ricevuto - e poi rifiutato - dal Governo federale un fondo di garanzia di 7,5 miliardi di dollari (a fronte di un prospetto di spesa che ammontava a 10 miliardi) per la costruzione di un reattore EPR.

Alla luce di questo dato qualcosa non torna nei conti fatti da Enel in Italia: come è possibile che la previsione di spesa dell'azienda italiana per la costruzione dello stesso tipo di reattore non arrivi nemmeno a 5 miliardi di dollari?


Il problema dei rischi sanitari è stato al centro del dibattito. Molti dei relatori hanno ribattuto alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal candidato alla presidenza dell'Agenzia per la Sicurezza nucleare, Umberto Veronesi, che pare sottostimare molto i rischi legati all'atomo. Giovanni Ghirga, dell'associazione Medici per l'ambiente si è soffermato su vari studi. Nella sua relazione, Ghirga ha citato il libro "Chernobyl: Consequences of the Catastrophe for People and the Environment" pubblicato quest'anno dalla New York Academy of Sciences, secondo cui circa un milione di persone sono morte a causa dell'incidente nella centrale del reattore ucraino. Il nucleare, infatti, continua a far sentire i suoi effetti a distanza di tempo dal momento del disastro e, più in generale, è nocivo anche quando non si verificano incidenti.

Ricerche condotte in Germania, Inghilterra e Francia dimostrano che le zone nelle immediate vicinanze di una centrale sono inquinate dalla radioattività, che causa malattie gravi tra la popolazione. Secondo uno studio governativo tedesco, realizzato dagli epidemiologi dell'Università di Magonza sui 16 impianti nucleari della Germania, i bambini che abitano a meno di 5 chilometri dai reattori subiscono un incremento del 76% del rischio di ammalarsi di leucemia rispetto ai coetanei che vivono a più di 50 chilometri.

Oggi il Governo vuole smantellare la volontà popolare attraverso provvedimenti che mirano al ritorno al nucleare nel nostro Paese. Le associazioni e organizzazioni del Comitato sono unite e compatte in un deciso rifiuto di adeguarsi a questa idea.

mercoledì 3 novembre 2010

cinedocuforum domenica si parte



finalmente la conferma ufficiale, domenica 7 novembre inizia il cinedocuforum a Pontinia al Teatro comunale Fellini in Piazza Indipendenza.
Si inizia con “Draquila” e con le iniziative di artisti locali, organizzato dal Cantiere Creativo, come giovani perfomer che si esibiranno dopo i video, cercando di aggiungere spunti di riflessione: Roberto Repelee Valerio Libralato con lo sketchcrawl Latina per L'Aquila.
Quindi testimonianze dirette su L'Aquila e il dopo terremoto.
DRAQUILA – L'Italia che trema
Un film documentario di Sabina Guzzanti – durata 93 min. Italia 2010


Cronache delle "cose nostre" dell'Aquila

Cronaca delle 'cose nostre' e della politica dei fattacci che hanno compromesso il futuro dell'Aquila e della sua gente. Persuasa che da quando i politici sono diventati barzellettieri, i comici hanno il dovere morale e l'autorevolezza per parlare di politica o addirittura di fare politica, la Guzzanti indossa letteralmente i panni del premier e parte alla volta dei campi di soccorso, promossi dal governo Berlusconi in attesa di edificare una New Town da inaugurare il giorno del suo compleanno.

biomasse: PD (disconnesso?)

la vicenda del progetto della seconda centrale a biomasse a Mazzocchio presentata durante un convegno sull'agricoltura organizzato dal gruppo provinciale del PD, nell'aula consiliare di Pontinia apre a diversi interrogativi:
chi si occupa di politica, di amministrazione (come una volta facevano i partiti) dovrebbe conoscere il territorio, le decisioni comunali e provinciali ed agire con coerenza rispetto agli atti che vota;
sia in consiglio comunale (dove se ne è parlato 7 volte con varie delibere), che in quello provinciale si è sostenuta la posizione del Sindaco di Pontinia, dottor Eligio Tombolillo, che si è opposto al progetto della centrale a biomasse con motivazioni di precauzione sulla salute;
consiglio comunale e provinciale hanno inoltre difeso l'agricoltura di qualità, il marchio dei vari prodotti della zona, in difesa dell'economia locale;
contro il parere del Sindaco di Pontinia (difeso dalla Provincia di Latina, come dalla segreteria della presidenza del consiglio e confermato al TAR) si è costituita la società proponente chiedendo risarcimenti milionari alle persone (e quindi non per le cariche) del Sindaco e dei funzionari della Provincia stessa.
Il concetto del bruciare quello che esiste (rifiuti come le biomasse) è un concetto tipicamente “neroniano” (http://it.wikipedia.org/wiki/Nerone ) che abbiamo imparato emette nanoparticelle, diossina, benzene, benzo(a)pirene e altri prodotti cancerogeni.
Gli esperti ci hanno spiegato che qualsiasi centrale può essere conveniente (non lo è né quella a biomasse, né l'inceneritore) solo se rimane in funzione in continuità e, quindi, se ha il prodotto che lo alimenta.
Se qualche buontempone vorrebbe farci credere che la centrale a biomasse sarà alimentata solo dallo sfalcio o dal taglio e dalla potatura ci dovrebbe spiegare, visto che si tratta di materiale prodotto in maniera significativa solo in determinati periodi e quindi non per la maggioranza dell'anno, come sarà alimentata questa centrale quando manca la materia prima.
Rifiuti? Pellet radioattivi provenienti dall'Ucraina e dalla Bielorussia? Biomasse provenienti dalla deforestazione dell'Amazzonia, della Nigeria, della Papua Nuova Guinea?
Come si coniugano queste emissioni con l'agricoltura di qualità e con i marchi relativi?
Se poi fossimo degli attivisti o degli elettori del PD (forse la D sta per disconnesso? O per descajolato nel senso di fare scelte a propria insaputa?) credo vorremmo che difendessimo il più votato alle elezioni provinciali del 2004 e il 2. più votato nel 2009, uno dei pochi sindaci espressi in questa desolata provincia. O almeno, se non per parte politica, almeno dal punto di vista umano e personale. E quindi difendere e sostenere le sue scelte amministrative. E anche difenderlo dal punto di vista privato visto che è stato chiamato a rispondere personalmente delle scelte dell'intero consiglio comunale.

radicali: meglio qualsiasi cosa che Berlusconi

Berlusconi malato e fuori controllo, secondo Famiglia Cristiana

Berlusconi di nuovo nello scandalo
La moglie, Veronica Lario, lo aveva già segnalato: uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile. Incredibile che un uomo di simile livello non abbia il necessario autocontrollo.
L’ultima bufera su Berlusconi e la sua corte di ragazze sta provocando ondate di reazioni, una diversa dall’altra. C’è chi, con linguaggio sprezzante, lo esorta a dimettersi. Chi già apertamente lo insulta nelle rubriche tv, con termini da trivio. Chi vede solo l’aspetto etico e chi tenta analisi politiche a freddo, interrogandosi sule conseguenze. Chi tende a ingigantire e chi tenta di arginare: però nel secondo caso, vedi stampa di destra, con titoloni su tutta la prima pagina. Per una vicenda che si voleva sopire, strana tecnica. E siamo solo all’inizio. Come sa chi ha un minimo di esperienza sul gossip e le sue diramazioni, aspettiamoci il peggio.
Fra tutte queste reazioni ne manca una che faticheremmo a definire, qualcosa che sta fra la tristezza civile e la pietà umana. Non assistiamo soltanto a una tegola sulla testa del Berlusconi politico, primo ministro in carica e aspirante al Quirinale. Né stavolta si può parlare di complotto giudiziario, o tanto meno poliziesco. Semmai, fino a ieri, prevaleva la circospezione. Il fatto è che esistono testimonianze, alcune opinabili ma altre, ahimè, documentate, che creano un duplice ordine di problemi.
Uno, ovviamente, è politico: la credibilità, meglio ancora la dignità, dell’uomo che governa il Paese; i riflessi sulla vita nazionale e sui rapporti con l’estero; l’esempio che dall’alto viene trasmesso ai normali cittadini. I quali non si sognano né trasgressioni né festini, ma da oggi dovranno abituarsi alle variazioni pecorecce sul “bunga bunga”.
L’altro problema, da valutare come se Berlusconi fosse un tizio qualunque, è la condizione che già la moglie, Veronica Lario, aveva pubblicamente segnalato. Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perchè consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro. Si sa che Berlusconi è un generoso, non lesina su aiuti e ricompense. Ma quale tipo di aiuti, e ricompense per che cosa? Incredibile che un uomo di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocrontrollo. E che il suo entourage stia a guardare.
E’ vero che in passato abbiamo avuto personaggi di primo piano che, oggi, non l’avrebbero passata liscia. Altri tempi, però. Altro comportamento di giornali e tv. Altre cautele. O forse allora si taceva o si sminuiva un po’ per prudenza, un po’ per tristezza e un po’, nessuno sghignazzi, per pietà.
Giorgio Vecchiato da famigliacristiana.it

lunedì 1 novembre 2010

spunta la 2. centrale a biomasse a Pontinia

Secondo le cronache locali è spuntato il secondo progetto di centrali a biomasse a Pontinia, annunciato durante un convegno organizzato dal PD.
Il sindaco di Pontinia ha espresso il suo parere negativo, al primo progetto della centrale a biomasse nella conferenza unificata per il rilascio dell'AIA presso la provincia di Latina, articolato e spiegato in 4 pagine, supportandolo con studi espressi in 22 pagine che dimostrano, tra l’altro:
- secondo l’Agenzia Sanitaria Regionale del Lazio il comune di Pontinia ha il più alto indice (nel Lazio) di incidenza tumorale nell’apparato respiratorio femminile;
- secondo il registro tumori della popolazione dell’Azienda Usl della provincia di Latina il distretto di Latina (che comprende i comuni di Latina, Sermoneta e Pontinia) ha la più alta incidenza nelle malattie e nella mortalità per neoplasia uomo e donna dell’apparato respiratorio;
A supporto delle motivazioni contrarie del Sindaco di Pontinia la consulenza e l'autorevole parere del Dr. Federico Valerio- S.S. Chimica Ambientale- Istituto Nazionale Ricerca Cancro, Genova, le biomasse che saranno usate come combustibile, anche dopo depurazione dei fumi prodotti, provocheranno l'immissione nell'ambiente di quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti (polveri sottili ed ultra sottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine..) con effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta. (per leggere il parere completo 
http://web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/Centrali_a_biomasse.html).
Il Professor Federico Valerio nel suo blog, ricorda l'esempio positivo della posizione di Eligio Tombolillo: “mi piace citare il primo cittadinio di Pontinia (Latina) e di Castegnole delle Lanze ( Asti) , hanno detto no a progetti di centrali a biomasse i cui effetti sarebbero stati quelli di portare inquinamento in zone rurali e in aree in cui la produzione agricola di qualità e l'agriturismo sono la nuova sfida allo sviluppo agricolo. “
Pontinia, lo ricordiamo, è insidiata dal progetto della centrale a turbogas, dalle 2 centrali a biomasse e da una serie di centrali elettriche in zona agricola (una ventina) che sottrarranno ancora una volta terreno all'agricoltura di qualità.
Giorgio Libralato

Il video di Report sulle biomasse
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2519dd8f-b735-4094-9cb8-3c85bf962e91.html
Le centrali a biomassa sono sempre così utili all'ambiente e all'economia come sembrerebbe? Dal Nord al Sud, dalle piccole centrali per teleriscaldamento ai giganteschi impianti per la produzione di energia elettrica per conoscere meglio luci e ombre di questa fonte.... "rinnovabile"

Olevano, centrale a biomasse bocciata dal Tar
Annullate le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia per gli espropri dei terreni.
Olevano Lomellina, 31 ottobre 2010 - Bloccata dal Tar la realizzazione della centrale a biomasse di Olevano. Il Tribunale amministrativo regionale ha dato ragione al ricorso presentato dalla Fondazione Vera Coghi ed ha annullato le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia sia per l’esproprio dei terreni che per la realizzazione della centrale. Un pronunciamento in tempi da record, rispetto alla discussione avvenuta in giugno e ai ricorsi presentati nel 2009, con la sezione quarta del Tar della Lombardia che si è dichiarata sulla legittimità e sulla procedura degli atti relativi all’impianto di Olevano Lomellina che stanno realizzando Maire Tecnimont e Biomasse Olevano: sono stati annullati i due atti autorizzativi (rilasciati dalla Provincia) per la costruzione e per l’esproprio dei terreni, con la motivazione di “difetto di partecipazione” e quindi del rispetto delle garanzie nei confronti dei diretti interessati, ossia la Fondazione Coghi e la Società agricola Sviluppo, proprietaria dei terreni.



Il terzo ricorso, presentato contro l’autorizzazione integrata ambientale (rilasciata dalla Regione Lombardia) è stato invece dichiarato “irricevibile”, perché tardivo. Ma la sentenza del Tar, immediatamente esecutiva, rende di fatto prive le società Maire Tecnimont e Biomasse Olevano delle autorizzazioni per proseguire i lavori per realizzare le infrastrutture previste per il progetto della centrale a biomasse. “Per la Fondazione Vera Coghi - commenta la presidente Mariangela Zenoni Collivignarelli - che si è assunta l’onere di una battaglia di civiltà per la difesa dell’ambiente e del territorio, e quindi per l’interesse generale, questa sentenza del Tar è una enorme soddisfazione. Una soddisfazione che condividiamo con il professor e avvocato Loriana Zanuttigh, che ci ha assistito, con le associazioni ambientaliste, tra cui Futuro sostenibile in Lomellina, che hanno raccolto le firme di tantissimi cittadini, e con i 200 medici lomellini che hanno firmato contro il proliferare di impianti dannosi alla salute pubblica”. Ma la soddisfazione non si limita agli aspetti relativi alla Fondazione come parte in causa. “Come cittadina - prosegue la presidente Mariangela Zenoni Collivignarelli - non posso che plaudire ai tempi davvero rapidi e alla straordinaria efficienza della giustizia e ai giudici del tar, che hanno di fatto mandato all’aria i calcoli di chi confidava in tempi di pronunciamento biblici”.

Entrando poi nel merito delle motivazioni dell’annullamento, ovvero per i difetti di partecipazione, di divulgazione e accesso agli atti e ai documenti, la presidente della Fondazione Coghi auspica che la sentenza del Tar “induca a una doverosa riflessione, che conduca a una revisione delle autorizzazioni rilasciate in assenza, tra l’altro, di un piano energentico provinciale. Il Tar afferma il principio che un ente pubblico deve ascoltare i cittadini e fornire loro strumenti di partecipazione effettivi”.

di Stefano Zanette
http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/2010/10/31/407863-olevano.shtml