Secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura su 87mila specie monitorate 25mila sono in pericolo. Tra le cause il cambiamento climatico, il bracconaggio e l'espansione dell'uomo
Il pericolo derivava dalla distruzione, da parte dell'uomo e del cambiamento climatico, del loro habitat. Ma non va sottovalutato anche il bracconaggio, dato che la pelliccia del leopardo delle nevi gode di un'alta considerazione. "La specie è ancora a rischio - spiega Tom McCarthy, che guida lo Snow Leopard Programme -, può darsi che il processo d'estinzione sia solo rimandato. E' una notizia che va accolta tiepidamente, ancora non ci possiamo permettere di festeggiare". A favorire l'aumento del numero dei leopardi delle nevi i programmi di protezione in aree protette portati avanti negli ultimi anni.
Il leopardo delle nevi vive a ridosso dei ghiacciai dell'Himalaya e dei monti Altaj, in Russia, tra i 3mila e i 4,5mila metri. Si muovono in un'area di 1,8 milioni di chilometri quadrati che tocca 12 Paesi. Si nutrono di animali selvatici e bestiame, per questo molti esemplari sono stati uccisi dagli allevatori.
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Le altre specie a rischio. Se i leopardi delle nevi escono, la red list dell'Iucn si gonfia sempre più grazie ad altre specie di animali, insetti e piante. Tra questi, ad esempio, le antilopi africane e i frassini in Nord America. Su 87.967 specie monitorate, 25.062 sono a rischio estinzione. "Le attività umane - sottolinea Inger Anderson, direttore generale dell'organizzazione - stanno spingendo le specie sull'orlo del baratro così velocemente che diventa impossibile valutarne il declino in tempo reale. Anche specie che credevamo al sicuro devono adesso affrontare la minaccia di scomparsa imminente". E il cambiamento climatico gioca un ruolo determinante.

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