E’ stato convocato per il 6 ottobre prossimo, il consiglio comunale
volto a fare chiarezza sul pasticcio legato ai contributi elettorali.
L’appuntamento è stato fissato al CulturAprilia alle 9.30 in orario
mattutino. Durante la seduta il primo cittadino dovrà dare spiegazioni
sui contributi ricevuti per la campagna elettorale 2013 da alcuni
imprenditori operanti ad Aprilia e a diverso titolo legati alla pubblica
amministrazione. Tra questi il maxi contributo da 10mila euro ricevuto
da Fabio Altissimi, patron della Rida Ambiente. Il caso, denunciato dal
consigliere d’opposizione Carmen Porcelli, anche alla luce delle
intercettazioni rese note dal quotidiano Latina Oggi a dimostrare
rapporti amichevoli tra imprenditore e primo cittadino, che ha invece
negato di essere stato a conoscenza di quel generoso contributo, solleva
tanti interrogativi. Pur non avendo commesso alcun atto illecito, è
opportuno che un sindaco accetti una somma tanto consistente da una
azienda legata a doppio filo con l’ente?
Il sindaco Antonio Terra dice il vero quando afferma di non essere
stato a conoscenza del contributo se non pochi giorni fa? Quanto questo
stretto legame tra sindaco e imprenditore ha pesato nelle decisioni
prese dal primo cittadino negli ultimi tre anni? Zero, secondo quanto
dichiarato da Terra. Il sindaco, infatti, si è limitato a dimostrare la
sua tesi mettendo sul piatto della bilancia il parere negativo
dell’amministrazione alla realizzazione della discarica di La Gogna,
argomento però in relazione al quale il Comune esprime appunto solo un
parere per nulla decisivo.
Un’altra questione invece ha visto Terra e Altissimi schierati dalla
stessa parte, sconfitti al Tar da un gruppo di proprietari di terreni di
Campoverde che hanno impugnato l’ordinanza del primo cittadino volta a
rendere possibile in tempi brevi l’ampliamento di via Gorgona. Un’atto
che seppur necessario in virtù del massiccio transito di mezzi in zona
per via della presenza del TMB di Altissimi, secondo il tribunale
amministrativo sarebbe stata mal gestita dalla pubblica amministrazione,
condannata con Rida a pagare le spese con la sentenza del febbraio
2016.
Nel 2015 i proprietari dei terreni situati tra via del Cinque Archi e
via Gorgona, Dino Galanti, Anna Cosmi e Fiore Galanti presentarono
ricorso al Tar del Lazio sezione di latina contro il Comune per chiedere
la sospensione dell’ordinanza del sindaco di Aprilia numero 68 del 10
marzo 2015 attraverso cui il primo cittadino ordinava alla ditta
Stradaioli di Aprilia immediata esecuzione dei lavori di ampliamento
della via Gorgona e dello svincolo di immissione sulla strada
provinciale dei Cinque Archi, ed il contestuale incarico ai competenti
Settori comunali di attivare le procedure per l’occupazione delle aree
interessate dai lavori e quelle di “regolarizzazione della parte
finanziaria”- della deliberazione del Consiglio Comunale di Aprilia
numero 49 del 31 luglio 2014, avente ad oggetto l’approvazione del
progetto di via Gorgona in variante al Prg, nonché l’apposizione del
vincolo preordinato all’esproprio. La ditta Stradaioli non si costituì
in giudizio, al contrario della Rida che stando a quanto si evince dalla
sentenza intervenne in giudizio pur non citata dai proprietari
espropriati. Alla fine il Tar diede ragione agli espropriati ritenendo
la procedura di esproprio scorretta, effettuata senza informare
preventivamente i proprietari dei lotti di terreno situati lungo via
Gorgona, senza quantificare preventivamente le somme da risarcire a
costoro e soprattutto ritenendo l’ordinanza sindacale effettuata nei
confronti della ditta Stradaioli una procedura inappropriata per
autorizzare l’ampliamento, mancando le ragioni di provvisorietà e di
urgenza di quel procedimento.
“L’autorizzazione in favore della Rida S.r.l. alla realizzazione di
un impianto di trattamento di rifiuti solidi urbani nella stessa zona-
si legge nella sentenza- e poi all’ampliamento di tale impianto, avrebbe
comportato l’intensificazione del traffico di veicoli pesanti, che
svoltano dalla riferita strada provinciale per via Gorgona onde
dirigersi alla discarica; al fine di risolvere il problema, il
Consiglio Comunale di Aprilia, con deliberazione n. 49 del 31 luglio
2014, ha approvato il progetto di ampliamento della via Gorgona
presentato dalla Rida Ambiente S.r.l., implicante la dichiarazione di
pubblica utilità dell’opera e l’imposizione, sulle aree interessate, del
vincolo preordinato all’esproprio; – che, però, di tale deliberazione
(che ha comportato l’adozione di una variante al P.R.G., ex art. 19 del
d.P.R. n. 327/2001) non sarebbe stata data nessuna comunicazione
preventiva ai signori Cosmi e Galanti, proprietari di alcune delle aree
assoggettate al vincolo espropriativo; – che successivamente il Comune di Aprilia, anziché avviare un regolare procedimento d’esproprio – comportante, tra l’altro, l’indennizzo – avrebbe “forzato la mano” con l’adozione dell’ordinanza sindacale n. 68 del 10 marzo 2015,
la quale concluderebbe il procedimento ablatorio senza, però,
minimamente preoccuparsi di quantificare l’indennizzo dovuto ai privati
proprietari”.
L’ordinanza con tanto di esproprio insomma, stando all’opposizione
dei proprietari, accolta poi dal Tar, non rientrerebbe tra le situazioni
fronteggiabili con il potere di ordinanza contingibile e il sindaco di
Aprilia avrebbe esercitato detto potere eludendo le fasi che il
procedimento espropriativo prescrive a tutela della proprietà privata e
omettendo di disporre l’indennizzo ai proprietari delle aree.
L’ordinanza avrebbe disposto l’espropriazione di proprietà privata ai
fini dell’ampliamento della viabilità locale, stabilizzando in via la
variante relativa alle aree in oggetto, in violazione della
regola per cui l’ordinanza contingibile ed urgente non può essere
utilizzata per dare un assetto stabile e definitivo agli interessi
coinvolti. Non sussisterebbero inoltre le ragioni tali da
motivare l’ordinanza urgente, che conterrebbe tra l’altro anche
l’affidamento diretto a una ditta privata di lavori per l’ampliamento di
una strada, senza però specificare l’importo di un’opera non inclusa
nel piano triennale delle opere pubbliche. giacché l’ordinanza impugnata
affiderebbe i lavori di ampliamento stradale, a trattativa privata,
senza una chiara indicazione dell’importo e senza che l’opera risulti
inclusa nel programma triennale delle opere pubbliche. “A ben vedere- si
legge nelle motivazioni della sentenza che dà ragione ai proprietari-
tuttavia, resta fermo che la P.A. ha completamente stravolto, nella
fattispecie all’esame, la procedura di legge per l’espropriazione per
pubblica utilità, in specie sostituendo il decreto di occupazione
d’urgenza (che avrebbe dovuto, tra l’altro, fissare in via provvisoria
l’indennità di esproprio) con l’ordinanza contingibile ed urgente. Ciò,
senza neppure dimenticare che agli interessati spetta, oltre
all’indennità di esproprio, l’indennità per l’occupazione legittima, di
cui – al pari della precedente – non vi è traccia nell’ordinanza;
Ritenuto in definitiva, alla luce di quanto si è esposto, di dover
dichiarare il ricorso manifestamente fondato”.
Una sommatoria di errori grossolani, quelli commessi da Terra e i
suoi, per attutire gli effetti del traffico di mezzi pesanti diretti
alla Rida con un’urgenza immotivata e gestita con procedure illegittime
per una pubblica amministrazione. http://www.latinacorriere.it/2016/09/23/aprilia-pasticcio-sui-contributi-elettorali-rida-sindaco-dalla-stessa-parte-lampliamento-urgente-via-gorgona-bocciato-dal-tar/
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