sabato 2 aprile 2016

Miliardi dal petrolio ma a Taranto resta solo l’inquinamento L’emendamento spinto dalla Guidi sbloccava il progetto dei francesi. L’Eni stima gli effetti: +12% di emissioni

Sotto pressione
Il Comune fatica
a opporsi
ai due colossi
petroliferi che lo
assediano anche
per via giudiziaria
FRANCESCO CASULA
Tara nto
Il lato Taranto del progetto
è una roba che fino all’al -
troieri ha seguito l’Eni, ma
che è fondamentale per
mettere in esercizio il tutto, se
non c’è Taranto non possiamo
caricare qui 200 camion al
giorno e farli circolare su queste
strade”. Giuseppe Cobianchi,
dirigente della Total,
spiega così a Gianluca Gemelli,
il compagno dell’ex ministro
dello Sviluppo Federica
Guidi, l’importanza dell’emendamento
che deve sbloccare
l’affare “Tempa Rossa”.
Se non passa, l’impianto che
porta il petrolio dalla Basilicata
per farlo arrivare fino ai moli
pugliesi non può partire.
IN QUEI GIORNI, però, Taranto
è ancora tramortita dall’i nchiesta
Ilva e l’opinione pubblica
si ribella a un nuovo insediamento
industriale. Persino
il consiglio comunale aveva
espresso il “no” il 14 luglio
2014. “So che il ministro – ag -
giunge Cobanchi in una intercettazione
–si è adoperato con
la Regione Puglia per cercare
di promuovere questo incontro,
che sarebbe stato importante,
purtroppo la Regione
non ha dato una disponibilità
(...) quindi adesso si cercherà
di far passare nella legge di

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