MANGANESE,
ARSENICO, piombo.
Sono quasi
300
mila le tonnellate di rifiuti speciali, altamente
pericolosi
per la salute, “tombati” tra gli anni Ottanta
e
Novanta nella ex cava di tufo Monti, in
provincia
di Caserta e in piena Terra dei Fuochi. Ieri
mattina
è stato eseguito il sequestro preventivo su
richiesta
della Procura di Santa Maria Capua Vetere,
che
ha ipotizzato i reati di disastro ambien-tale e inquinamento delle
acque. Indagati sono tre
imprenditori,
due napoletani con precedenti penali
per
smaltimento illecito di rifiuti, l’altro residente
aMaddaloni.
I sigilli sono stati apposti su
circa
60 ettari, che comprendono la cava e 40
pozzi
d’acqua contaminati, utilizzati per irrigare i
terreni
agricoli nei dintorni e che servono anche
alcuni
negozi. Secondo gli inquirenti, a rischio contaminazione
è
l’intera falda acquifera della regione:
le
scorie tossiche dei rifiuti potrebbero raggiungere
le
sorgenti idriche sotterranee, inquinando
i
bacini di tutta la piana campana. Le indagini,
iniziate
nel novembre scorso, hanno accertato l’inquinamento
della
falda ma anche dell’aria: l’acido
solforico
proveniente dal manganese ha creato infatti
alcune
fumarole, che emettono gas tossici.
il fatto quotidiano 14 maggio 2014
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