Impianti in tilt. Camion dell’Ama in fila a Rocca Cencia in attesa di scaricare. Il Comune accusa il consorzio Colari: non manda al massimo le macchine Impianti sovraccarichi, camion bloccati, spazzatura in strada. A pochi mesi dalla chiusura di Malagrotta l’equazione si ripete e il risultato non cambia: Roma ridotta a una discarica. Già a dicembre il sistema era andato in tilt, spiegavano dall’amministrazione, a causa di «un mix di fattori», ferie di massa dei dipendenti Ama e chiusura festiva degli impianti di trattamento del nord verso cui vengono dirottati scarti e fos (frazione organica stabilizzata). Questa volta, invece, l’assessore capitolino all’Ambiente Estella Marino punta il dito contro il Colari di Cerroni: «Al fine di assicurare i servizi necessari - ha incalzato la Marino - invito i rappresentanti del consorzio Colari a corrispondere alle esigenze e richieste di Ama, necessarie per garantire l’efficiente raccolta dei rifiuti indifferenziati e il trattamento degli stessi». Ieri mattina, e succede ormai da giorni, fuori dall’impianto di tritovagliatura di Cerroni a Rocca Cencia, nei pressi dello stabilimento Ama, si contavano in fila più di trenta compattatori strapieni di rifiuti indifferenziati. Gli addetti Ama, rimasti in attesa nel piazzale anche sei ore, hanno spiegato che «questi camion dovevano andare a Malagrotta, ai due impianti del Colari, ma adesso non lavorano a regime, quindi ci hanno dirottato qui a Rocca Cencia, che però è saturo, quindi aspettiamo anche mezza giornata prima di scaricare». Uno stop che impone anche il rallentamento dei giri di raccolta su strada, con la conseguenza che i cassonetti restano pieni. Anzi in più parti della città, come a Ponte di Nona, sono spuntate le prime discariche. Registrati i disservizi, Ama due giorni fa è intervenuta spiegando che «a causa della temporanea chiusura dell’impianto di termovalorizzazione di Colleferro, si rilevano limitazioni nella capacità di conferimento del cdr da parte di Ama e di Colari e, di conseguenza, anche nel consueto servizio di raccolta sul territorio». Oggi, invece, è l’assessore Marino a confermare seppur indirettamente quanto sostenuto dagli addetti Ama "parcheggiati" a Rocca Cencia, e cioè che gli impianti di Colari non contribuirebbero abbastanza: «In attesa dell’ordinanza del sindaco (che prorogherà l’utilizzo degli impianti di Colari, ndr) è importante richiamare tutti i soggetti coinvolti nelle attività di filiera alle proprie responsabilità - ha detto la Marino - le difficoltà non sono causate solo alla manutenzione straordinaria di Colleferro, persiste infatti un preoccupante disallineamento tra le esigenze del soggetto che svolge l’interesse pubblico nei servizi di raccolta dei rifiuti e le attività di filiera regolate dal soggetto privato». Tradotto, Ama - lavorando al massimo - è prossima al collasso mentre gli impianti di Cerroni lavorerebbero al 50%.
Parlano di emergenza, così, anche i minisindaci: «Il sistema di raccolta non funziona - ha attaccato ieri Sabrina Alfonsi riferendosi al centro storico - i turisti che vogliono stare alle regole non trovano neppure un cestino dove gettare una bottiglietta d’acqua». Critico anche Daniele Torquati, presidente del XV: «La situazione è insostenibile, chiedo un intervento urgente del sindaco e dell’assessore all’Ambiente affinché convochino un tavolo, con la presenza di Ama, per trovare una soluzione immediata all’emergenza».
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