sabato 12 aprile 2014

L’Ama in procura per «difendersi» dalla Colari di Cerroni nel caos rifiuti del Lazio

«Le pretese risarcitorie» su Ama del gruppo Colari dell’imprenditore dei rifiuti, Manlio Cerroni, finiscono in Procura. È durato circa un’ora l’incontro tra il procuratore capo Giuseppe Pignatone e...«Le pretese risarcitorie» su Ama del gruppo Colari dell’imprenditore dei rifiuti, Manlio Cerroni, finiscono in Procura. È durato circa un’ora l’incontro tra il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il presidente e Ad Ama, Daniele Fortini. «Si è parlato degli arbitrati con Colari - ha spiegato Fortini - stiamo tutelando la nostra azienda dalle incredibili pretese risarcitorie del gruppo Colari. Avevamo detto che lo avremmo fatto in qualunque sede ed è esattamente quello che stiamo facendo». In particolare, gli arbitrati sono due, per circa un miliardo di euro. Il primo stabilisce che Ama dovrà riconoscere a Colari 78 milioni per la gestione «post mortem» di Malagrotta. Ama, comunque, ha impugnato tutto alla Corte d’Appello. Il secondo, invece, riguarda un obbligo per Ama di utilizzo per 10 anni dei due Tmb (impianto di Trattamento meccanico biologico) di Malagrotta e in alternativa un risarcimento per 900 milioni. Con quest’ultimo arbitrato (Ama contesta anche il collegio di arbitri), inoltre, Colari chiede il risarcimento danni in quanto l’azienda pubblica non sottoscrisse il contratto messo a punto dall’ex ad, Salvatore Cappello, che prevedeva un esborso di 500 milioni di euro per dieci anni, mentre l’impianto di Malagrotta avrebbe chiuso nel giro di poco tempo. Intanto sulla scrivania del sostituto procuratore Alberto Galanti, titolare della maxi inchiesta sul «sistema» rifiuti, sono finite richieste di revoca degli arresti domiciliari eseguiti il 9 gennaio. La prima istanza è già stata accolta, e riguarda il dirigente regionale Raniero De Filippis, per il quale è stato disposto il divieto di residenza nel Comune di Roma. Le altre richieste, invece, sono state presentate dall’imprenditore Manlio Cerroni (che sarà nuovamente interrogato), Francesco Rano, amministratore della E.Giovi che gestisce Malagrotta, l’ex governatore, Bruno Landi, il socio di Cerroni, Piero Giovi, il supervisore della discarica di Albano Laziale, Giuseppe Sicignano, e il dirigente regionale Luca Fegatelli. Nei loro confronti sono ipotizzati, a vario titolo e secondo le singole posizioni, i reati di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico di rifiuti, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, frode nelle pubbliche forniture, truffa, abuso d'ufficio, falsità ideologica e materiale e violazione penale del Testo unico sull’edilizia.

Iv. Cimm. http://www.iltempo.it/roma-capitale/2014/04/12/l-ama-in-procura-per-difendersi-dalla-colari-1.1239433

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