giovedì 8 gennaio 2026

"Colleferro: lo stato attuale della qualità dell’aria – Valutazione annuale e decennale (2015–2025)

ricevo e pubblico il comunicato:

 Colleferro: lo stato attuale della qualità dell’aria – Valutazione annuale e decennale (2015–2025)

 
 
 
A gennaio 2026 si è registrato il primo sforamento dell’anno presso la centralina Arpa Lazio di viale Europa: la pioggia ha pulito l’aria dalle polveri sottili, limitando ulteriori superamenti.
 
Nel 2025, secondo i dati rilevati da gennaio a dicembre, la qualità dell’aria a Colleferro, in riferimento al particolato fine (PM2.5 e PM10), è risultata in media entro i limiti di legge.
 
Tuttavia, la centralina Europa ha registrato complessivamente 29 superamenti dei valori limite giornalieri delle polveri sottili, Oberdan 11, parametri chiave per valutare l’impatto sulla salute umana e definire i piani di tutela e risanamento.
 
Va segnalato che nel corso dell’anno in 9 giornate le rilevazioni sono state assenti: adottando un approccio prudente, si può ipotizzare che in quei giorni non si siano verificati ulteriori sforamenti. In caso contrario, il numero complessivo avrebbe raggiunto quota 38 superamenti annui, valicando il limite massimo di 35 previsto dalla normativa.
 
La qualità dell’aria nei mesi invernali e le condizioni meteo-climatiche
 
I mesi invernali rappresentano un periodo particolarmente critico e dimostrano che il problema è strutturale e ricorrente, sia per il maggiore utilizzo degli impianti di riscaldamento sia per i fenomeni di inversione termica, che ostacolano la dispersione degli inquinanti.
 
Dicembre 2025, in particolare, ha mostrato condizioni peggiori rispetto a dicembre 2024: la persistenza dell’alta pressione nella seconda decade del mese ha contribuito all’accumulo degli inquinanti in atmosfera. In questo mese, a Colleferro, tutti – anche i nostri Amministratori - per ben 17 giorni hanno respirato veleni.
 
Il 2025, grazie a un insieme favorevole di fattori climatici (piogge, vento, pressione, umidità) ha permesso la dispersione degli inquinanti, con effetti positivi sulla qualità dell’aria. Un anno migliore non è una politica ambientale locale. È solo un anno più piovoso.
 
L’Amministrazione comunale di Colleferro dovrebbe inserire, tra le “statistiche quelle belle”, anche alcuni dati fondamentali per valutare davvero le misure antismog: quanti chilometri di piste ciclabili sono attualmente attivi e fruibili? Qual è lo stato aggiornato del catasto delle caldaie e con quale frequenza viene monitorato? Esistono rilevazioni puntuali sulle emissioni dei veicoli, in particolare legati al traffico logistico? Quali sono i valori misurati dei gas di scarico e l’impatto cumulativo stimato su aria e salute? Senza trasparenza e dati concreti le “buone pratiche” rischiano di rimanere solo propositi senza volontà politica.
 
In assenza di dati aggiornati, verificabili e pubblici, non è possibile valutare l’efficacia delle politiche ambientali locali né pianificare azioni correttive. La sostenibilità si misura con indicatori concreti e trasparenza amministrativa. Colleferro ha bisogno di una vera cultura del monitoraggio e della rendicontazione ambientale.
 
Un anno migliore non è una politica ambientale
 
Il dato annuale migliore rispetto al 2024 non è una peculiarità di Colleferro: tutte le centraline della valle del Sacco nel 2025 hanno registrato meno sforamenti.
 
È importante sottolineare che il primo fattore che incide su queste variazioni è di tipo meteorologico.
 
Un esempio significativo è quello di corso Francia a Roma (lo stesso discorso vale per tutti i Comuni della valle del Sacco) dove si è passati da 14 sforamenti annui nel 2024 a soli 5 nel 2025, mentre negli ultimi 10 anni i dati sono tutti negativi. Bisognerà attendere un congruo tempo e ulteriori conferme per poter ritenere il risultato del Comune di Colleferro del 2025 un fattore consolidato.
 
Per sintetizzare: la qualità dell’aria a Colleferro e nell’intera valle del Sacco risente fortemente di tre fattori combinati: ambientali, orografici ed emissivi. Le caratteristiche morfologiche del territorio, unite alle condizioni meteo, influenzano fortemente la capacità di dispersione degli inquinanti atmosferici. Su scala locale e regionale pesano non poco le pressioni emissive derivanti da sorgenti di inquinamento industriale, civile e naturale, che contribuiscono alla composizione e concentrazione delle sostanze inquinanti rilasciate in atmosfera.
 
Non potendo modificare l'orografia della valle del Sacco e dovendo necessariamente tenerne conto, la domanda è semplice e diretta: di questi due fattori - emissioni e ambiente - quali sono realmente cambiati o si è inciso con misure correttive per affermare con certezza che la rotta è stata invertita? Nessuno, è cambiato solo il meteo.
 
Una città ancora lontana dagli obiettivi europei
 
Le criticità restano evidenti e richiedono interventi strutturali sulle fonti emissive. Le Amministrazioni, a ogni livello, devono agire con urgenza e in modo coordinato. Serve una strategia sovracomunale fondata su collaborazione e pianificazione condivisa con i Comuni limitrofi, per rendere efficaci le politiche ambientali su scala territoriale.
 
Per rispettare gli obiettivi europei e tutelare la salute pubblica servono politiche condivise e integrate, monitoraggio costante, analisi delle fonti emissive e coordinamento tra enti. Solo un approccio sistemico potrà garantire risultati concreti e duraturi.
 
Ina Camilli, Rappresentante Comitato residenti Colleferro
 
 
Contrada Fontana degli Angeli 00034 Colleferro – Roma comitato.residenti@libero.it – cell. 3357663418
 
Colleferro, 7.1.2026
 
 
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1. Il limite di legge attuale (Vigente nel 2026)

Secondo il D.Lgs. 155/2010, che recepisce la precedente normativa europea, il valore limite per la media annua di PM 2,5 è:
 
25 µg/m³ (microgrammi per metro cubo).
 
Questo è l'attuale standard legale che le autorità devono rispettare per non incorrere in sanzioni.
 

2. Il nuovo limite UE (Obiettivo 2030)

L'Unione Europea ha recentemente approvato la Nuova Direttiva sulla Qualità dell'Aria (2024/2881), che taglia drasticamente i limiti per proteggere meglio la salute. Entro il 1° gennaio 2030, il limite annuale scenderà a:
 
10 µg/m³.
 
Inoltre, per la prima volta, verrà introdotto anche un limite giornaliero di 25 µg/m³ (da non superare più di 18 volte all'anno).
 
Per le PM 10:
 

1. Limite di legge attuale (Vigente nel 2026)

In Italia, il riferimento resta il D.Lgs. 155/2010. Per le PM10 sono previsti due tipi di limiti:
 
  • Media Annuale: 40 µg/m³ (da non superare come media di tutto l'anno).
  • Media Giornaliera: 50 µg/m³. Questo limite non può essere superato per più di 35 volte in un anno solare.

2. Il nuovo limite UE (Obiettivo 2030)

Con la nuova Direttiva Europea sulla Qualità dell'Aria approvata a fine 2024, i limiti diventeranno molto più stringenti per allinearsi meglio alle evidenze scientifiche:
 
  • Media Annuale: Scenderà a 20 µg/m³ (esattamente la metà di oggi).
  • Media Giornaliera: Scenderà a 45 µg/m³, e il numero di sforamenti consentiti si ridurrà da 35 a soli 18 giorni all'anno.

3. Linee guida dell'OMS (Salute)

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato i suoi parametri nel 2021, fissando obiettivi ancora più ambiziosi per minimizzare i rischi sulla salute:
 
  • Media Annuale: 15 µg/m³
  • Media Giornaliera: 45 µg/m³ (ma con l'indicazione di non superarla per più di 3-4 giorni l'anno).

Tabella Riassuntiva PM10

Parametro
 
Legge Attuale (2026)
 
Nuova Legge UE (2030)
 
Linee Guida OMS
 
Media Annuale
 
40 µg/m³
 
20 µg/m³
 
15 µg/m³
 
Limite Giornaliero
 
50 µg/m³
 
45 µg/m³
 
45 µg/m³
 
Sforamenti Consentiti
 
35 giorni/anno
 
18 giorni/anno
 
3-4 giorni/anno
 

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