8 novembre 2016 il fatto quotidiano
Le perizie Tre anni fa i sigilli alle aziende della Piana, poi le analisi hanno escluso l’i nq u i n a me nto
»NICOLA BALDIERI Contro leecomafienella Terra dei Fuochi continua incessante l’azione delletre Procure competenti –Napoli, Napoli Nord eSantaMaria Capua Vetere –e delle forze d e l l’ordine.Movimenti ambientalisti e Chiesa sono da molti anni in prima linea a difesa d el l’am bi en te . Furono loro ad allarmare gli uomini della Forestale nel mese di luglio del2013 per leanomalie cromatiche in alcuni cavoli in un terreno di Caivano, un paesone alle portedi Napoli nel cuore della cosiddetta Terra deiFuochi. Sudisposizione dellamagistratura partenopea vennero appostii sigilli esequestrati71ettaridi terreno e 21 pozzi ad alcuni agricoltori della piana fertile di Caivano. Secondogli investigatori in quei terreni c’era una miniera di veleni: “Emergeva
no alcuni superamenti dei valori di Csc (concentrazioni soglia di contaminazione)”. La Procura di Napoli contestò ai proprietari dei terreni l’avve lenamentodei suoliedell’ac qua.Scesero incampo ilministero dell’Ambiente, il ministero delle Politiche Agricole, la Procura di Napoli che coordinava leindagini affidate al Corpo Forestaledello Stato, l’A rp ac , l’Asl, il Comune di Caivano e la Regione Campania. Perizie e controperizie, analisi delle acque e di tutte le matrici ambientali.
DOPO UNA BATTAG L I Agiudiziaria a colpidi ricorsi dei legali, tra Riesame e Cassazione
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