SANDRA RIZZA
Non c’è la prova che
Paolo Borsellino
sia stato ucciso
perché rappresentava un
ostacolo alla
t r a t t a t i v a
t r a C o s a
Nostra e
lo Stato”.
Lo ha detto
ieri il pm
Stefano Luciani
nella requisitoria
del Borsellino
quater, giunta alla seconda
udienza. “Manca il riscontro
fondamentale –
ha aggiunto il pm – sull’esistenza
di un movente esterno
legato al negoziato
tra boss e istituzioni: non
possiamo dire con certezza
se Cosa Nostra avesse
appreso che Borsellino era
un ostacolo alla trattativa”.
La Procura di Caltanissetta
dunque fa dietrofront
e scarta l’ipotesi formulata
nel 2012 dal pool
di Sergio Lari che, a chiusura
delle indagini sulle
dichiarazioni di Gaspare
Spatuzza, aveva spiegato
l’accelerazione della strage
di via D’Amelio proprio
con l’opposizione di
Borsellino al dialogo Stato-
mafia.
E oggi?
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