Al Sindaco del Comune di Latina Dottor Damiano
Coletta
All’Assessore all’ambiente del Comune di Latina
Signor Roberto Lessio
Ai Signori Consiglieri Comunali di Latina
Oggetto:
consiglio comunale dell’11.11.2016, 3. p. odg richiesta di convocazione da parte dei
consiglieri comunali prot. del
20.10.2016 problematiche riferite alla raccolta e alla chiusura del ciclo dei
rifiuti
Facendo
seguito alle note precedenti, agli incontri con i Rappresentanti dell’attuale
Amministrazione Comunale, nonché con il Commissario Barbato e con la precedente
Amministrazione Comunale, considerati i precedenti impegni assunti sia dalla
giunta Di Giorgi, sia dal consiglio comunale di Latina all’unanimità in merito
al disastro ambientale, riconosciuto ufficialmente, in diversi documenti, dal
comune di Latina, si prende spunto dall’argomento del consiglio comunale dell’11.11.2016,
3. p. odg richiesta di convocazione da parte dei
consiglieri comunali prot. del
20.10.2016 problematiche riferite alla raccolta e alla chiusura del ciclo dei
rifiuti, per alcune richieste e sottolineature, che spero saranno oggetto di
discussione nel consiglio comunale dell’11.11 e anche, speriamo,
successivamente:
-
La
regione Lazio, stando alle ripetute dichiarazioni del Responsabile del Settore
Rifiuti, ha richiesto a province e comuni di inviare, ai fini dell’individuazione
degli impianti per rifiuti, le segnalazioni in termini di necessità, di
previsioni, anche dell’attuazione della raccolta differenziata, nonché le varie
criticità territoriali;
-
Nella
deliberazione 199/2016 della regione Lazio viene dichiarato che nessuna
indicazione è arrivata dalla provincia di Latina in termine di riduzione dei
rifiuti, mediante attuazione della raccolta differenziata;
-
Il
Responsabile del settore dei rifiuti della Regione Lazio ha più volte
dichiarato, pubblicamente, che in assenza di atti dei comuni e della province,
avrebbe proceduto in sostituzione degli stessi Enti locali;
-
Nonostante
le diverse richieste e sollecitazioni dei cittadini, in particolare residenti a
Borgo Montello / Borgo Bainsizza in via Monfalcone in proposito nessun atto è
stato prodotto dal comune di Latina;
-
della
deliberazione n. 199/2016 del 22 aprile la provincia se n’è accorta solo dopo 7
mesi, nonostante alcune richieste e segnalazioni di mesi fa dei cittadini, con
il consiglio provinciale dell’8 novembre e successiva conferenza stampa con una
serie di strafalcioni e inesattezze che rischia di essere poco efficace per
arrivare alla dichiarata tutela territoriale. E’ ovvio, per esempio, che la
deliberazione può essere impugnata al Tar, come è stato detto, entro 60 giorni
e non certo entro 7 mesi;
-
il
comune di Latina, finora, non ha agito con i poteri che la competenza normativa
consente e allo stesso modo, il Sindaco non ha mai invocato i poteri di cui
agli art. 216 e 217 del regione decreto, testo unico in materia sanitaria, a
difesa della salute, nonostante le evidenze scientifiche e documentali;
-
i
pareri nelle conferenze dei servizi in merito alla sopraelevazione delle
discariche espressi dal comune di Latina sono risultati poco efficienti e
blandi dal punto di vista urbanistico, oltre che sanitaria, vincolistica, sulla
titolarità e sulla disponibilità degli immobili,
-
il
29 dicembre 2015 l’ultima conferenza sulla “bonifica all’acqua ossigenata”,
alla quale non sono stati ammessi, dal comune di Latina, i cittadini e tale
aspetto, oltre all’aver negato l’accesso agli atti e la documentazione in
materia, ha lasciato molto perplessa la commissione contro le ecomafie.
Pertanto,
con urgenza, si richiede:
a) che
il comune di Latina prenda posizione in merito alla deliberazione 199/2016
della regione Lazio almeno motivando l’opposizione alla sopraelevazione della
discarica, considerato il sequestro della Procura di Latina per l’abbancamento
non autorizzato. Anche in questo caso il comune di Latina, pur essendone a
conoscenza, non ha adottato le misure e le competenze del caso;
b) si
richieda, considerato, per Ecoambiente l’esaurimento dei volumi e per Indeco il
superamento degli stessi, stando alla Procura di Latina, la gestione post
mortem e la bonifica;
c) considerato
il sequestro, da parte della Procura di Roma del 29 gennaio 2014 delle
particelle 299 e 300 costituenti il nuovo e distinti invaso di Ecoambiente, la
stessa, ovviamente non poteva avere, alla data del 25 giugno 2014, la
disponibilità dell’immobile e quindi l’AIA va revocata in autotutela;
d) il
contratto di locazione, in ogni caso, a favore di Ecoambiente del nuovo e
distinto invaso è cessato ad agosto 2016 e quindi l’immobile va restituito ai
legittimi proprietari, con tutte le garanzie del caso;
e) considerato
le motivazioni che hanno portato al diniego della polizza fideiussoria per la
centrale a biogas di Borgo Bainsizza, considerato che si tratta della stessa
società, è evidente che anche la polizza in favore del nuovo e distinti invaso
di Ecoambiente potrebbe avere lo stesso problema.
f) Da
ultimo il comune di Latina deve attuare la raccolta differenziata,
comunicandone il piano di attuazione alla regione Lazio, oltre che alla
provincia di Latina, in modo da rivedere, come richiesto dalla regione Lazio,
il relativo fabbisogno.
A
disposizione per chiarimenti e integrazioni, si inviano distinti saluti.
Per i
cittadini residenti in via Monfalcone, Borgo Bainsizza – Montello.
Note sulla
conferenza stampa della provincia di Latina dell’8 novembre:
Non è vero che l'inquinamento
della falda si sia scoperto solo recentemente.
Le analisi che lo certificano
risalgono al 2005 che poi hanno portato al processo in corso per inquinamento
delle falde.
Non è vero che le AIA del 2014 -
2015 sono arrivate perchè si è abbassata la quota dei rifiuti abbancati, chi lo
afferma non sa di cosa parla.
I rischi e le incongruenze delle
due deliberazioni i cittadini le hanno segnalate già il 4 maggio ma sono
rimasti sempre inascoltati.
http://pontiniaecologia.blogspot.it/2016/11/mercoledi-4-maggio-2016-richiesta.html
Così come la provincia di Latina
non ha mai dato seguito alle richieste di incontro dei cittadini di Borgo
Montello. L'ultima del 24 luglio
http://pontiniaecologia.blogspot.it/2016/11/il-24-luglio-chiesto-incontro.html.
Preoccupa molto quanto sentito
anche su altre affermazioni tecniche e amministrative in proposito.
L'unica cosa accertata la
dichiara Bartolomeo a proposito della complessità dell'argomento difficile da
comprendere.
Di certo non è questo il modo
efficace per difendere il territorio e di sicuro non è con questi
amministratori che possiamo ottenere risultati importanti.
Alcune rettifiche sulle
affermazioni:
la VIA di Indeco e di Ecoambiente
è stata presentata il 12 maggio 2015 e l'ultima conferenza del 29.10.15, ultimo
incontro sulla bonifica del 29.12.15, quindi non è ferma da due anni.
le procedure AIA a Indeco ed
Ecoambiente sono state dichiarate concluse il 25.6.2014.
la provincia di Latina era a
conoscenza dell'inquinamento delle falde avendo chiesto, nel 2013, di essere
ammessa come parte civile e sarà l'unico ente ad esserne esclusa.
Note sulle
deliberazioni di provincia di Latina e Regione Lazio
Leggendo le due delibere, della regione Lazio e della provincia di
Latina, si notano alcune stranezze.
La provincia di Latina (secondo la deliberazione 199/2016 della regione Lazio)
avrebbe inviato, in data 21/3/2016 (pag. 3 deliberazione 199/2016) le
valutazioni con nota prot. 14885 del 21/3/2016, ma il consiglio provinciale si
è invece svolto il 22 marzo, cioè il giorno dopo l’invio.
La prima domanda che sorge spontanea è chi e perché ha dato l’ordine di
trasmettere, prima della delibera del consiglio provinciale tale
nota.
La seconda domanda è: il consiglio provinciale è stato convocato
per mera formalità?
La terza domanda: la nota di cui al prot. 14885 del 21/3/2016 è conforme al
deliberato della provincia?
La quarta domanda: diversi consiglieri e lo stesso delegato all’ambiente
Sandro Bartolomeo ammettono che non si è riunita la commissione ambiente,
perché? Successivamente al consiglio provinciale si è poi riunita
tale commissione? Il comitato dei cittadini di Borgo Montello ha inoltrato due
richieste alla provincia di essere ascoltati in merito, perché la provincia non
ha mai risposto?
La quinta domanda: è vero che la provincia di Latina (vedere pag.
26 10.7.1.2. Provincia di Latina): non ipotizza una crescita della
raccolta differenziata? È questa l’affermazione contenuta nella nota prot.
14885 del 21/3/2016 della provincia di Latina?
A pag. 3 e a pag. 4 e poi a pag. 44 della deliberazione 199/2016 della regione Lazio
si rileva e delibera, giustamente, che il fabbisogno impiantistico e quindi
anche i nuovi volumi in discarica, devono essere assoggettati a VAS. Questo
significa che le VIA in seguito alle richieste di Indeco e di Ecoambiente del
12/05/2015 devono essere sospese in attesa della VAS.
A pag. 8 della deliberazione 199/2016 giustamente si riporta: “Le azioni previste dal Decreto sono:
a) la prevenzione nella produzione di rifiuti e la riduzione
della pericolosità sull’ambiente e sulla
salute umana” considerato l’inquinamento accertato dal 2005 fino alle ultime
analisi rese note del 2014 delle falde sotterranee a carico di alcuni esponenti
della società Ecoambiente dell’epoca, con inquinamento nell’area della medesima
discarica confermato, processo nel quale anche Regione e comune di
Latina si sono costituite parte civile, considerato che la provincia di
Latina, la regione Lazio hanno sempre constatato il mancato rispetto
delle opere di bonifica o di contenimento, considerato che ArpaLazio, e Asl di
Latina hanno più volte certificato il pericolo per la salute pubblica derivante
dalle emissioni odorigene moleste, aerosol e inquinamento delle falde, quale
tipo di prevenzione e di riduzione sull’ambiente e sulla salute umana viene
attuato oggi, nel periodo in cui comunque si verificano emissioni odorigene
moleste e inquinamento delle falde pur in assenza di conferimento? E dopo
l’eventuale riapertura della discarica?
E’ evidente che i volumi riportati a pag. 21
D. Impianti di discarica
Tabella 8 - Volumetrie residue e disponibili negli impianti di smaltimento
Indeco Srl Borgo Montello Latina LT 0 (4)
Ecoambiente SpA Borgo Montello Latina LT 0 (5)
(4) In fase di VIA la richiesta di ampliamento delle capacità all’interno
dell’impianto esistente per ulteriori 165.000 mc
(5) In fase di VIA la richiesta di ampliamento delle capacità all’interno
dell’impianto esistente per ulteriori 400.000 mc
Non sono coerenti con il fabbisogno provinciale riportato nella
tabella a pagina 26.
Inoltre vengono omessi, ancora una volta, due elementi importanti:
·
l’invaso S8 della società Indeco a Borgo Montello è stato sequestrato
l’8/1/2016 per aver conferito rifiuti oltre il consentito esaurendone
i volumi. Questo dovrebbe aver fatto scattare il post mortem. Perché la Regione Lazio
(a conoscenza dell’esaurimento di volumi dichiarandolo) ha omesso tale obbligo
di legge?
·
Il “nuovo e distinto invaso” della società Ecoambiente a Borgo Montello è
stato sequestrato il 29 gennaio 2014 dalla Procura di Roma e quindi, di fatto,
Ecoambiente non poteva averne la disponibilità e la regione Lazio, a
conoscenza dell’evento in quanto informata dai cittadini, non poteva rilasciare
l’AIA e quindi nuovi volumi. A tutt’oggi l’area è sequestrata. La regione Lazio
dichiara esaurito comunque l’invaso come volumi assegnati. Questo dovrebbe aver
fatto scattare il post mortem. Perché la Regione Lazio (a conoscenza
dell’esaurimento di volumi dichiarandolo) ha omesso tale obbligo di legge?
·
Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione
di Consiglio 18 gennaio 2012, n. 14 così come modificato dalla Deliberazione di
Consiglio 24 luglio 2013, n. 8 – Approvazione "Determinazione del
fabbisogno
Deliberazione 199 del 22 aprile 2016
Pag. 2
VISTA la direttiva 2008/98/Ce contenente misure volte a proteggere
l’ambiente e la salute umana
prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della
gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell’uso delle
risorse e migliorandone l’efficacia;
ATTESO che ai sensi dell’art. 199 comma 1 del D.lgs. 152/2006, le regioni,
sentite le province, i
comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità
d'ambito di cui all'articolo 201, nel rispetto
dei principi e delle finalità di cui agli articoli 177, 178, 179, 180, 181,
182 e 182-bis ed in conformità ai criteri generali stabiliti dall'articolo 195,
comma 1, lettera m), ed a quelli previsti dal presente articolo,predispongono e
adottano piani regionali di gestione dei rifiuti;
pag. 3
RICHIAMATO questa Regione ha assunto impegni inderogabili con la
Commissione Europea per la risoluzione delle diverse criticità nell’ambito
della pianificazione in materia rifiuti che, come noto, hanno visto
l’Amministrazione coinvolta anche in procedimenti presso la Corte di Giustizia
Europea.
In particolare, la scrivente Amministrazione si è impegnata a rimodulare lo
“scenario di controllo” al vigente piano regionale di gestione dei rifiuti,
a seguito della revoca attuata con Deliberazione di
Consiglio Regionale n. 8 del 24 luglio 2013 allo scenario di
controllo originariamente previsto al piano rifiuti approvato con
D.C.R. n. 14 del 18 gennaio 2012 determinando il nuovo “fabbisogno” entro il 31
marzo 2016;
RICHIAMATO inoltre che la successivamente alla stesura di tale “fabbisogno”
si procederà all’
aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti,
sulla base delle future localizzazioni e
attivando la procedura prevista alla Parte II del D.lgs. 152/2006 e s.m.i.
relativa alla valutazione
ambientale strategica (VAS);
PRESO ATTO che sono state acquisite le valutazioni della Provincia di
Latina con nota prot. 14885 del 21/3/2016,
PRESO ATTO di quanto riportato nelle conclusioni del documento di “Determinazione del
Fabbisogno” ed in particolare che è necessario provvedere, nelle more della
definizione della
localizzazione e della procedura di VAS per l’aggiornamento del Piano di
Gestione dei rifiuti, al fine di evitare emergenze e superare la procedura
di infrazione, verificare, effettuando tutte le procedure previste dalla legge,
la possibilità di autorizzare ulteriori limitate volumetrie da utilizzare nel
periodo necessario alla definitiva approvazione di cui sopra, nei siti già
esistenti ed in esercizio per le necessità di circa 3 anni a far data dall’approvazione
del presente atto, quali impianti di smaltimento dei residui del trattamento
dei rifiuti urbani;
pag. 4
DELIBERA
b) Di stabilire in attuazione al secondo punto della Delibera di Consiglio Regionale n.
8 del
24/7/2013, di sottoporre il documento denominato “ Determinazione del
fabbisogno” a
procedura di Verifica di Assoggettibilità a VAS di cui all’art. 12 del
D.Lgs. 152/2006.
Pag. 6 Piano regionale gestione dei rifiuti di cui alla
Deliberazione di Consiglio Regionale
18 gennaio 2012 n. 14 così come modificata dalla Deliberazione di Consiglio
regionale 24 luglio 2013 n. 8
“Determinazione del Fabbisogno”;
Relazione tecnica sullo stato della gestione dei rifiuti nel
Lazio
Pag. 7
Richiamato che il Piano vigente ha la finalità di garantire il
raggiungimento dei seguenti
obiettivi:
a) Miglioramento delle attività di prevenzione e riduzione nella produzione
dei rifiuti;
b) Miglioramento della raccolta differenziata;
pag. 8
Le azioni previste dal Decreto sono:
a) la prevenzione nella produzione di rifiuti e la riduzione
della pericolosità sull’ambiente e sulla
salute umana;
b) il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani
e di quelli assimilati adottando in
via preferenziale il sistema di raccolta porta a porta e dei rifiuti speciali;
c) la promozione e la sostenibilità delle attività di riutilizzo,
riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani
e speciali, nonché di ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia
prima secondaria;
Le misure generali sono rappresentate da:
5) Informazione, sensibilizzazione, educazione: misure di informazione,
sensibilizzazione
ed educazione dirette ai cittadini ed alle strutture pubbliche e private in
materia di
prevenzione;
pag. 9
b) Miglioramento della raccolta differenziata
Accelerare e potenziare la raccolta differenziata, tendendo con
responsabilità a raggiungere
l’obiettivo ormai del 2012 del 65 per cento, favorendo la raccolta “porta a
porta” nelle aree dove,
per il numero di utenze servite, si massimizza il rapporto costi/benefici;
creare altresì percorsi per
realizzare impianti a supporto della raccolta differenziata finalizzati
anche alla vendita dei prodotti
ottenuti”. Con l’aumento della frazione differenziata della raccolta si
potrà aumentare l’attività di
riciclo e del recupero di materia nell’ambito della gestione dei RU e RS”
prevedendo
l’incentivazione di modalità di raccolta porta a porta o di prossimità o
stradale laddove non
altrimenti economicamente sostenibile, diffusione della raccolta
monomateriale del vetro, della
carta, dei metalli, legno e umido e ottimizzazione della raccolta
multimateriale, attivazione di centri
di raccolta rifiuti comunali, intercomunali e comprensoriali,
intercettazione dei conferimenti
impropri di rifiuti non assimilabili, riduzione e contestuale
recupero delle frazioni organiche oggi
destinate alla discarica, implementazione di sistemi di tariffazione
puntuale.
Pag. 15
Dai dati preliminari 2015… i Comuni che hanno attivato la raccolta Porta a
Porta… , mentre per la Provincia di Latina il servizio è già
effettuato in tutti i comuni
Pag. 21
D. Impianti di discarica
Tabella 8 - Volumetrie residue e disponibili negli impianti di smaltimento
Indeco Srl Borgo Montello Latina LT 0 (4)
Ecoambiente SpA Borgo Montello Latina LT 0 (5)
(4) In fase di VIA la richiesta di ampliamento delle capacità all’interno
dell’impianto esistente per ulteriori 165.000 mc
(5) In fase di VIA la richiesta di ampliamento delle capacità all’interno
dell’impianto esistente per ulteriori 400.000 mc
Pag. 22
10.7 Determinazione del fabbisogno impiantistico
10.7.1 Quadro provinciale
Pag. 26
10.7.1.2. Provincia di Latina
Produzione rifiuti urbani in provincia di Latina dato
annualità 2014
I dati si riferiscono ai 33 comuni della Provincia di Latina e
non al sub-ATO Latina in quanto
formalmente ancora non costituito, pertanto la situazione descritta è
quella di fatto.
Dai dati forniti dall’Osservatorio Provinciale Rifiuti annualità
2014 risulta quanto segue:
Totale Rifiuti Urbani Differenziati (RUD): t/anno 94.465
Totale Rifiuti Urbani Indifferenziati (RUI): t/anno 207.430
Totale Rifiuti Urbani Provincia di Latina (RU): t/anno
301.895
% di raccolta differenziata su scala provinciale al 31,3 %
La Provincia di Latina non ipotizza una crescita della raccolta
differenziata
Pag. 43
10.7.3 Conclusioni
a) Per entrambi gli scenari ipotizzati si è evidenziato che gli impianti di
trattamento TMB sono
già dal 2016 sufficienti per le esigenze di trattamento del rifiuto urbano
indifferenziato della
Regione. Pertanto non è necessario pianificare nuovi impianti oltre quelli
esistenti. Anzi, si
può ipotizzare una possibile riconversione parziale e progressiva negli
impianti TMB
esistenti in modo che la parte utilizzata per il trattamento biologico del
residuo organico
della separazione del rifiuto indifferenziato possa essere utilizzato per
il trattamento della
frazione organica da raccolta differenziata.
Tale modifica può essere introdotta in sede di rinnovo, riesame o modifica
degli impianti
b) Gli impianti di termovalorizzazione al momento insufficienti, raggiungono
il pareggio al
nell’anno 2019 della 1 ipotesi e nell’anno 2020 della 2° ipotesi. In
entrambi i casi la
necessità della realizzazione di ogni ulteriore impianto, per il quale
occorre un periodo tra
iter amministrativo e realizzativo superiore ai 3 anni, viene annullata proprio
per l’aumento
della raccolta differenziata. Per questo non si prevede in alcun modo la
necessità di ulteriore
impianto oltre quelli già in esercizio. Sarà invece valutato l’eventuale
adeguamento a carico
termico degli impianti di Colleferro in sede di revamping dei medesimi. Il
confronto tra
quantitativi richiesti e disponibili è riportato nelle figure successive.
Si ricorda che nel 2017 entrerà in esercizio la terza linea di San Vittore
Pag. 44
c) E’ evidente invece l’esigenza di reperire volumetrie utili alle esigenze di
smaltimento della
frazione residua del trattamento dei rifiuti urbani. Tale
insufficienza è quella maggiormente
evidente nella rete degli impianti regionali.
Si evidenzia che il D.lgs. 152/2006 prevede che l’individuazione delle
nuove aree per gli
impianti avvenga da parte dei Comuni sulla base delle aree idonee stabilite
dalle Province e
dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. Tale localizzazione dovrà
essere sottoposta a
procedura di VAS (valutazione ambientale strategica) e successivamente
approvato come
aggiornamento del Piano di gestione dei rifiuti del Lazio .
Verosimilmente tali procedimenti
sono quantificabili in circa 2 anni, dopo di che dovranno essere effettuate
le procedure di
VIA ed AIA dei singoli impianti per circa 6 mesi ai quali seguiranno i
tempi di costruzione e
collaudo, presumibilmente di ulteriori 6 mesi.
E’ pertanto necessario prevedere da subito la possibilità di effettuare
ampliamenti e/o
sopraelevazioni degli impianti esistenti ed in esercizio, secondo le
normative vigente.
Ipotizzando quindi un termine congruo di 3 anni a far data dall’avvio di
quanto sopra
descritto per avere disponibili nuovi impianti che ricadono
nell’aggiornamento del piano, si
ritiene dover prevedere tali ulteriori volumetrie sugli impianti in
esercizio, necessarie per far
fronte a tale periodo temporale determinate come sopra al punto 10.7.2.2.
Tutto ciò al fine di
rispondere alla procedure di infrazione comunitaria ed alle esigenze regionale di
gestione deirifiuti. Tale ipotesi sarà oggetto della verifica di VAS del
presente atto
Per il termine di riferimento al fine di individuare le volumetrie
necessarie si ritiene
cautelativo utilizzare la 2° ipotesi di cui sopra. Anche qualora si
raggiungessero
immediatamente le ipotesi di raccolta differenziata più ottimistiche e
quindi sarebbero
necessarie minori volumetrie, in ogni caso, le volumetrie eventualmente
ancora disponibili
saranno utilizzate negli anni successivi, senza quindi creare nessuno
squilibrio ma soltanto
una disponibilità temporale anticipata rispetto alla domanda.
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