Bentornati all’appuntamento del lunedì con la newsletter Il Fatto economico. Questa settimana, nel nostro inserto, Nicola Borzi fa il punto sui crac bancari: dall’inizio del secolo, famiglie e imprese hanno visto andare in fumo 72 miliardi nei collassi degli istituti come Carige, Etruria, Banca Marche, Carife, CariChieti, Popolare Vicenza, Veneto Banca, Mps, Popolare di Bari. A distanza di quasi un decennio dalla prima fiammata del novembre 2015, sono decine di migliaia i risparmiatori che attendono ancora giustizia. Però rischia pure di scattare la prescrizione. Alessandro Aresu ci porta nei mari dove si sta giocando la più grande battaglia navale della storia: gli Usa di Donald Trump sognano, infatti, di sfidare la Cina che, da sola, costruisce più navi di tutto il resto del mondo insieme. Una partita in cui l’Italia, volendo, potrebbe ancora giocare le sue carte con Fincantieri, pur se il colosso ha avuto un trascorso difficile e troppo legato al settore crociere. Con Gianni Dragoni passiamo dal mare al cielo, perché Leonardo sta valutando l’ingresso di soci per tamponare l’emorragia delle aerostrutture (dove sono a rischio oltre 5000 posti di lavoro). Ebbene, i sauditi vogliono sviluppare una capacità di produzione nell’aeronautica, anche per diventare il quarto partner del cacciabombardiere Gcap. Un programma a tre fra Italia, Gran Bretagna e Giappone. Nella sua consueta rubrica, la presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, si occupa dei “nuovi ogm”, che di naturale hanno ben poco e che favoriscono, invece, le multinazionali. Rimaniamo in tema ambientale con il presidente del Centro studi Wwf Italia, Gaetano Benedetto, il quale analizza la valutazione d’impatto del Ponte sullo Stretto, positiva solo sulla carta. In realtà, ci spiega, sono colpiti pesantemente i siti protetti. Adesso bisogna attendere l’ok dell’Ue ed, eventualmente, servirà un anno per adeguarsi alle prescrizioni. Tutto questo sbugiarda il ministro Salvini. Beppe Scienza ci aiuta, infine, a fare chiarezza sui prelievi forzosi (che non ci saranno) in vista del riarmo europeo. Occhio, però, alle solite trappole. Buona lettura. |
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