mercoledì 2 aprile 2025

anticipazioni de Il fatto quotidiano in edicola. Guerra Russia-Ucraina, Mosca ritiene "inaccettabili" le proposte Usa sulla tregua, l'Ue storna i fondi della coesione al settore della Difesa. Dazi americani, l'Italia rischia tariffe al 60%

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/il-fatto-di-domani-del-1-aprile-2025/


La giornata in cinque minuti

GUERRA RUSSIA-UCRAINA, MOSCA: “SULLA TREGUA PROPOSTE USA INACCETTABILI”. L’UE SI RIARMA, FONDI DI COESIONE VERSO IL SETTORE DIFESA, MA FITTO SOSTIENE: “NON SERVIRANNO A COMPRARE ARMI”. Russia e Stati Uniti proseguono i loro contatti nel tentativo di giungere ad una tregua stabile, e il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha annunciato che Russia e Usa stanno lavorando alla preparazione di un nuovo incontro. Ma il suo vice Sergey Ryabkov, in un’intervista al magazine International Affairs afferma: “Non abbiamo sentito da parte di Trump un segnale a Kiev per porre fine alla guerra. Tutto ciò che esiste oggi è un tentativo di trovare un qualche tipo di schema che ci permetta di raggiungere inizialmente un cessate il fuoco, come lo immaginano gli americani ma non affronta le radici del conflitto”. Kiev intanto cerca di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti per lo sfruttamento delle terre rare che sia “accettabile” in modo reciproco: da questo patto, che nell’ultima edizione è sfavorevole all’Ucraina, dipende il sostegno americano all’alleato. Niente pace a breve termine dunque, e l’Europa corre verso il riarmo. A Strasburgo, l’Alto Rappresentante Ue, Kaja Kallas ha detto: “La Russia spende il 9% del Pil in difesa e prima o poi vorrà usare di nuovo l’investimento fatto, per questo dobbiamo prepararci”. Oggi Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, ha presentato la revisione di medio termine dei fondi di coesione, con la possibilità di spendere parte della programmazione 2021-2027 anche a favore dell’industria bellica: “Ribadisco che con questo provvedimento pensiamo ad adattare le risorse alle nuove realtà. Possiamo dire che i diversi Paesi useranno le diverse priorità, tra cui anche la difesa. Ma vorrei chiarire che non stiamo parlando di comprare armi”. Sul Fatto di domani leggerete la cronaca della giornata e altri approfondimenti: l’Ue ha erogato una nuova tranche di 3,5 miliardi all’Ucraina; oggi i ministri Antonio Tajani (esteri) e Guido Crosetto (Difesa) hanno ribadito che “l’Italia non è disponibile a inviare truppe combattenti in Ucraina” e il vice presidente americano Vance ha programmato una visita a Roma dal 18 al 20 aprile.


DAZI, L’ANNUNCIO DI TRUMP: L’ITALIA RISCHIA TARIFFE AL 60 PER CENTO. VON DER LEYEN: “PRONTI A RISPOSTE FORTI, NON ABBIAMO INIZIATO NOI”. Domani è il d-day, il giorno dei dazi. Donald Trump lo ha detto e ribadito: arginare le importazioni dall’estero per dare forza all’industriale nazionale. Peccato che per i servizi, soprattutto quelli digitali, le vendite all’estero superino di gran lunga gli incassi in patria. Il tycoon ha scelto di ignorare gli ammonimenti sui rischi per le borse, l’economia globale e l’inflazione. Il capo della Casa Bianca ha evocato tariffe del 20%, ma nessuno sa quale forma assumeranno i dazi. Lo svelerà domani il presidente. Preoccupano le ripercussioni sull’Italia: la stangata sulle merci rischia di arrivare al 60% del valore, secondo la stima di Bloomberg. Un colpo mortale per vini, farmaceutica, macchinari industriali. La linea italiana, espressa dal viceministro egli Esteri Edmondo Cirielli, resta diplomatica: niente rappresaglie, dialogo con gli Usa. Resta la prima opzione anche per l’Unione europea, ma Ursula von der Leyen si è detta pronta alle maniere forti: “Non è l’Europa che ha iniziato questo scontro – ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, durante la plenaria del Parlamento a Strasburgo – Non vogliamo necessariamente effettuare rappresaglie, ma abbiamo un piano forte per rispondere se necessario. Sono già in contatto con i nostri capi di Stato e di governo sui prossimi passi. E valuteremo attentamente gli annunci di domani per calibrare la nostra risposta”. Anche il Messico ha chiesto a Trump di ripensarci, mantenendo in vigore l’Accordo nordamericano per il libero scambio (Nafta) insieme al Canada. Secondo Il Fondo monetario internazionale “la fiducia degli investitori e dei consumatori si sta indebolendo”, per via dei dazi. Il premier inglese Keir Starmer predica ottimismo: “Stiamo lavorando intensamente su un accordo economico sul quale abbiamo fatto rapidi progressi e sul quale spero riusciremo a trovare una soluzione molto rapida”. Sul Fatto di domani vi racconteremo tutte le conseguenze dei dazi in arrivo.


TAV, APPROVATO PROGETTO DELLA TRATTA NAZIONALE. SALVINI: “INDEGNO DOVER DIFENDERE MILITARMENTE IL CANTIERE”. Via libera al progetto definitivo della tratta Avigliana-Orbassano, sulla linea del Tav, il contestatissimo treno ad alta velocità per collegare Torino e Lione. Sulla carta sarà completata nel 2033, insieme al tunnel di base della linea. Alla presenza del ministro per le infrastrutture Matteo Salvini, il progetto è stato illustrato oggi da Rete Ferroviaria Italiana e da Italferr, in una riunione a Torino. Il progetto prevede una variante di di 24 chilometri fino allo scalo merci di Orbassano. Costo: 2,9 miliardi di euro. Nel tardo pomeriggio, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il suo omologo francese Philippe Tabarot, dovrebbero presenziare al “battesimo” del tunnel di base. Lo scavo delle gallerie per la Tav Torino-Lione è giunto a un quarto del totale: 41 chilometri su 164, secondo Maurizio Bufalini, direttore generale di Telt, il promotore pubblico incaricato di realizzare e gestire la sezione transfrontaliera. Ma le proteste contro l’opera proseguono da due decenni, con disdoro di Matteo Salvini: “È una vergogna che 300 donne e uomini in divisa debbano presidiare militarmente un cantiere ferroviario, è indegno di un paese civile. Dovremo anche risarcire le aziende colpite da queste azioni”, ha dichiarato il ministro. Sul Fatto di domani faremo il punto sulla Grande opera.


LE ALTRE NOTIZIE CHE LEGGERETE

Stati Uniti, la ministra della giustizia chiede la pena di morte per Mangione. Pam Bondi chiede la pena di morte per Luigi Mangione, il killer di Brian Thompson, l’amministratore delegato di United Healthcare. “L’uccisione di Brian Thompson, un innocente padre di due figli, è stato un assassinio premeditato e a sangue freddo che ha scioccato l’America. Ho chiesto ai pm di chiedere la pena di morte in questo caso, portando avanti l’agenda del presidente Trump che punta a fermare i crimini violenti”, ha detto Bondi.

Messina, arrestato l’assassino di Sara, gli investigatori: “Insistenti attenzioni per due anni”. Si chiama Stefano Argentino, 27 anni, l’assassino di Sara Campanella, 22 anni sgozzata uccisa ieri pomeriggio a Messina con tre coltellate. Ad arrestare Argentino sono stati i carabinieri , che sono risaliti a lui grazie ai filmati delle video camere di sorveglianza all’esterno del Policlinico e a quelle di alcuni esercizi commerciali lungo via Gazzi, dove è avvenuto il delitto. Determinanti sono state le testimonianze di alcuni ragazzi che hanno assistito all’omicidio; uno di loro aveva inseguito l’assassino, senza riuscire a fermarlo. Secondo i magistrati, Argentino da due anni insisteva con la ragazza per avere una relazione, non tenendo conto dei suoi rifiuti.

Istat, a febbraio +47mila occupati: tutte lavoratrici donne, molte over 50. A febbraio 2025 si registra un aumento di 47mila occupati su gennaio 2024 e di 567mila unità su febbraio 2024. Il numero di occupati è salito a 24 milioni 332mila, secondo Istat. Il tasso di occupazione sale al 63%. Aumenta soprattutto l’occupazione femminile (+84mila unità sul mese precedente) rispetto a quella maschile (-37mila unità).

Francia, sotto scorta la giudice che ha condannato Marine Le Pen. È stata messa sotto scorta Bénédicte de Perthuis, la magistrata che ieri ha condannato Marine Le Pen per la frode e appropriazione indebita. La leader del Rassemblement National (destra francese) dovrà scontare quattro anni di carcere, di cui due senza condizionale, e pagare 100.000 euro di multa. Inoltre, non potrà partecipare alle Presidenziali del 2027 perchè nei suoi confronti è stata dichiarata una ineleggibilità con effetto immediato per cinque anni. Le Pen ha accusato i giudici di aver messo in piedi una sentenza “politica” e il sistema di aver usato “la bomba nucleare” per eliminarla dalla competizione elettorale, in quanto favorita. Il partito ha promosso una manifestazione per domenica prossima chiedendo la partecipazione degli alleati europei.

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