giovedì 6 aprile 2023

Appalto truccato per mezzi di raccolta rifiuti, 6 indagati per tentata corruzione Coinvolta una società a partecipazione pubblica nella Lucchesia e una spa di Firenze. Il valore dell'appalto, poi annullato, era di 6 milioni

 tratto da https://www.rainews.it/tgr/toscana/articoli/2023/04/appalto-truccato-per-mezzi-per-la-raccolta-rifiuti-6-indagati-per-tentata-corruzione-4c35fa27-804f-45cd-80bf-dc5ab01558f2.html

Appalto truccato per mezzi di raccolta rifiuti, 6 indagati per tentata corruzione

Coinvolta una società a partecipazione pubblica nella Lucchesia e una spa di Firenze. Il valore dell'appalto, poi annullato, era di 6 milioni

Appalto truccato per mezzi di raccolta rifiuti, 6 indagati per tentata corruzione
Tgr

 Un'inchiesta della guardia di finanza e della procura di Lucca avrebbe svelato un appalto 'truccato', e poi annullato, nel settore della fornitura di mezzi per la raccolta dei rifiuti, del valore di 6 milioni di euro. L'inchiesta, per la quale è in corso la notifica degli avvisi di conclusione di indagine, ha coinvolto una società a partecipazione pubblica che si occupa di spazzamento e igiene urbana nella Lucchesia e una spa di Firenze. Sono 6 gli indagati, a vario titolo, per tentata corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Secondo quanto spiegato dalle Fiamme gialle in una nota il "possibile prezzo della tentata corruzione" è stato quantificato in 115.000 euro. Al centro degli accertamenti una procedura per il noleggio di automezzi speciali per la raccolta dei rifiuti, bandita dalla società lucchese in un periodo in cui, spiega la Gdf, il socio privato della partecipata - un'azienda romana in liquidazione da oltre quattro anni - era stato dichiarato fallito, rilevando, anche che l'ad della stazione appaltante era stato nominato in rappresentanza della società romana. Gli accertamenti poi svolti, anche con indagini tecniche e perquisizioni, avrebbero apppurato "che l'amministratore della società pubblica si era, verosimilmente, accordato con il legale rappresentante di operatore economico di Firenze ancora prima che la gara venisse pubblicata" e che gli stessi si sarebbero "accordati anche per l'individuazione dei componenti della commissione di gara, avvalendosi in ciò dell'intercessione di un professore" del dipartimento di ingegneria dell'Università di Firenze, "con il quale l'imprenditore fiorentino stava sviluppando altri" progetti nel settore delle energie rinnovabili". Secondo gli inquirenti, "il puntuale riscontro dei verbali di gara consentiva di accertare che i requisiti innovativi introdotti nel disciplinare a seguito di insistenza dell'ad, avevano consentito di ottenere punteggi aggiuntivi in favore della società di Firenze, rilevando che la commissione di gara aveva riconosciuto una premialità all'offerta presentata da quest'ultima senza eseguire alcun riscontro o approfondimento di quanto genericamente dichiarato". La gara è stata poi annullata a seguito dell'intervento della guardia di finanza presentatasi a un appunatemento fissato poi tra l'ad e "l'amministratore colluso", una volta avvenuta la temporanea aggiudicazione di 3 dei complessivi 5 lotti in favore della società fiorentina.

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