Il regolamento UE del 2015 ha introdotto un generale divieto di commercio, possesso, trasporto e introduzione in natura, e impone un obbligo di immediata segnalazione, di controllo o eradicazione di queste specie (49 in tutto di cui 33 già presenti in Italia). Una rivoluzione. L'esperto spiega perché
Lo scoiattolo grigio che scorrazza nel parco, o la tartarughina dalle orecchie rosse che si era comprata per il bambino sono fuorilegge e vanno segnalati alle autorità competenti. Il tono è perentorio di proposito: lo scorso 30 gennaio è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 230 di "Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive". L'Italia si adegua così a una serie di disposizioni sulle specie esotiche invasive, sia vegetali che animali, che l'Ue ha introdotto fin dal 1° gennaio 2015 per proteggere la sua biodiversità e i suoi servizi ecosistemici. Il Regolamento UE ha introdotto un generale divieto di commercio, possesso, trasporto e introduzione in natura, e impone un obbligo di immediata segnalazione, di controllo o eradicazione di queste specie (49 in tutto di cui 33 già presenti in Italia, come si legge nell'elenco dell'Ispra). I Paesi dell'UE devono attivare un sistema di sorveglianza e di monitoraggio delle specie esotiche invasive e identificare i principali vettori di introduzione accidentale, adottando almeno un piano d'azione per prevenire il rischio di ulteriori introduzioni. Infine il Regolamento 1143/2014 prevede anche un sistema di autorizzazioni e deroghe ai divieti, in casi particolari.
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