martedì 15 novembre 2016

SANITÀ KO Il grave caso della Val di Non tutti contaminati da residui pesticidi

CHIARA DAINA Sul cancello della casadi Francesco, a Cles in Val di Non, da quattro anni è esposto il cartello “in vendita”. Il suo giardino confina con un campo di mele, coltivazionemolto diffusain Trentino.Lui ela suafamiglia, come tanti altri abitanti della valle che si affacciano sui meleti, non vogliono più respirare i pesticidi usati massicciamente sugli alberi da frutto per buona parte dell’anno. Una ventina di residenti nel 2007 ha dato vita al Comitato per il diritto alla salute Val di Non. Hanno speso 10mila euro per analizzare il terreno dei loro orti, dei loro giardini, dei balconi, delle stanze da letto, dei materassi e delle loro urine. E hanno scoperto che sono tutti contaminati da residui di pesticidi. “In Trentino - sostiene il Comitato - ci sono 53,92 kg di principi attivi per ettaro per anno (Istat 2015) contro unamedia italiana di 10 Kg/ha”. Greenpeace nel 2015 ha denunciato che in Europa il più alto numero di pesticidi nel suolo è stato riscontrato in Italia (18 pesticidi su 3 campioni). Intanto il Comune di Malosco (Val di Non) e quello di Malles (Val Venosta) hanno vietato l’uso dei fitofarmaci tossici per la salute umana.

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