martedì 8 novembre 2016

lo strano caso di don Cesare, l'omicidio del parroco di Borgo Montello, Importante incontro svoltosi ieri a Roma presso l’associazione Culturale Enrico Berlinguer.

ricevo e pubblico dall'autore Felice Cipriani: COMUNICATO STAMPA Importante incontro svoltosi ieri a Roma presso l’associazione Culturale Enrico Berlinguer. L’avv. Stefano Maccioni. Gianluca Campagna e Felice Cipriani assieme a Claudio Gatto, hanno illustrato alla folta assemblea la storia dell’uccisione di Don Cesare Boschin e le vicende che hanno ruotato attorno alla discarica di Borgo Montello. Una discarica che ha degradato il territorio di un’area antica, inquinato l’ambiente e le coscienze. Non è stata la solita conferenza di presentazione di un libro, ma è stato un confronto sulla situazione riguardante le iniziative della Procura e un riscontro su nuove testimonianze e verifiche su quanto ognuno ha saputo negli ultimi mesi. L’attenzione dei relatori si è soffermata sulla somma di 7milioni di lire, ritrovata dopo alcuni mesi dalla signora Franca Rosato in una scatola per camicie nell’appartamento della vittima. Questo elemento getta molte ombre in merito alle indagini svolte all’epoca. Quella somma era frutto di una dazione consegnata molto probabilmente da chi desiderava e sollecitava un arretramento della protesta del comitato e che fosse bloccata la richiesta di chiusura della discarica stessa. Don Cesare di quella somma di denaro ricevuta avvertì Paolo Bortoletto e Claudio Gatto e disse loro “ ma che ci devo fare con questo denaro?” Cipriani ritiene di aver capito quando si consegnò quel denaro. La signora Franca che accudiva Don Cesare le rivelò: “pochi giorni prima di essere ucciso, si presentò un signore mentre don Cesare stava pranzando. Don Cesare l’ascoltò facendolo restare in piedi (evidentemente n.d.r. era una persona che non stimava). Questa persona s’intrattenne un po’ a parlare con Don Cesare; io mi allontanai e non sentii quello che si dissero”. ( perché gli organi inquirenti non hanno ascoltato la sig.ra Franca su questo aspetto ?) Don Cesare avvertì della somma ricevuta i suoi amici e la tenne in disparte, nella scatola per le camicie. Certamente di denaro ne è circolato Borgo Montello, distribuito dai gestori delle discariche, attraverso sponsorizzazioni, contributi e risarcimenti vari. Altro elemento importante l’ha fornito l’avv. Stefano Maccioni quando ha ricostruito le modalità del delitto e informato che gli asciugamani ritrovati intrisi di sangue sono due e uno si trovava in bagno ed era stato certamente usato da chi ha colpito a morte Don Cesare. Quindi ci potrebbe essere la possibilità di ritrovare il DNA degli assassini. A questo punto la parola spetta alla Procura della Repubblica che deve fare il possibile per mettere in campo un’indagine rigorosa rispetto a quella di ventuno anni fa. Gian Luca Campagna ha informato la platea che “Lo Strano delitto di Don Cesare” sarà protagonista di un’iniziativa che si farà a Latina il 17 dicembre con il concorso di giornalisti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Cipriani, che fa parte della Segreteria dell’Associazione Culturale Enrico Berlinguer si è incaricato di inviare una richiesta agli On.li Morassut,, Fassina, Tocci e Sposetti, che sono soci della stessa, affinché si informino sulla fine dell’interrogazione dell’On. Calogero Piscitello presentata il 4/12/1997 e che sembrerebbe non aver ricevuto risposta. Agli stessi sarà richiesto di presentare un’interrogazione sul futuro della discarica di Borgo Montello.

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