giovedì 10 novembre 2016

Firenze Rifiuti toscani, un arresto Coinvolti soci di Renzi sr. L’appalto da 3,5 miliardi alla coop che costruisce gli outlet di Bacci e papà Tiziano

La società
È stata guidata
per dieci anni da Rosi,
ai vertici di Etruria
con Boschi padre
DAVIDE VECCHI
La gestione dei rifiuti
nelle province di Siena,
Arezzo e Grosseto
è nelle mani dell’Ato
Toscana Sud ed è la più cara
d'Italia. La Procura di Firenze
ha scoperto il perché: una
gara d'appalto ventennale da
3,5 miliardi di euro truccata
da Andrea Corti, direttore
generale dell'Ato, che ieri è
stato arrestato (ai domiciliari)
per turbativa d'asta e corruzione
e accusato di aver incassato
compensi illeciti per
oltre 380mila euro. “Q ue s t i
sono i costi della corruzione,
i costi che poi finiscono in
bo ll ett a”, ha spiegato il colonnello
Adriano D'Elia, comandante
del nucleo di polizia
tributaria della Finanza di
Firenze che ha condotto l'operazione
con la Procura.
L'inchiesta, denominata
Clean City, ha preso avvio da
un esposto dettagliato presentato
dal Movimento 5
Stelle alla Corte dei Conti dal
quale i magistrati fiorentini,
guidati dal procuratore capo
Giuseppe Creazzo, si sono
mossi nel 2014. La gara d'appalto
è stata assegnata nel
2012 alla società Sei Toscana,
riconducibile alla cooperativa
Castelnuovese – per dieci
anni guidata da Lorenzo Rosi,
ultimo presidente di banca
Etruria dove il suo vice era
Pierluigi Boschi, padre di
Maria Elena – e all'istituto di
credito aretino. Secondo gli
inquirenti l'intero iter d'appalto
è stato falsato: le parti
hanno scritto il bando ad hoc
per l'azienda, fino a dettagliare
le singole domanda da fare
alle possibili società concorrenti,
con clausole vessatorie
FIRENZE Rifiuti toscani, un arresto
Coinvolti soci di Renzi sr.
L’appalto da 3,5 miliardi alla coop che costruisce gli outlet di Bacci e papà Tiziano
per ogni altra impresa che avesse
voluto partecipare così
da scoraggiarle.

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