(ANSA) - ROMA, 15 NOV - Il cambiamento climatico provocherà, tra il 2030 e il 2050, 250mila morti in più ogni anno a causa di malaria e diarrea, stress da caldo e malnutrizione, soprattutto tra i bambini, le donne e tra la popolazione povera più vulnerabile. A lanciare l'allarme, durante la Conferenza sul clima di Marrakech, è la candidata dall'Italia alla direzione generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Flavia Bustreo, secondo cui "siamo ancora in tempo per mettere in pratica azioni concrete".
Quasi 7 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell'inquinamento dell'aria, provocato soprattutto dall'insostenibilità del sistema dei trasporti e dalle fonti di energia domestica, che contribuiscono, direttamente o indirettamente, al cambiamento climatico, ha ricordato Bustreo.
Dell'insieme delle malattie trasmissibili e non trasmissibili come ictus, ischemie, diarrea e tumori, inoltre, quasi un quarto è attribuibile a fattori di rischio ambientale modificabili.
"L'Accordo di Parigi segna l'inizio di una nuova era nella risposta globale ai cambiamenti climatici. Proprio il diritto alla salute - ha evidenziato Bustreo - deve essere ora il motore di azione dei governi nell'implementazione dell'Accordo".
In rappresentanza dell'Italia è intervenuto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, che ha definito il Paese "in prima fila anche nell'affermazione e tutela del diritto alla salute come correlato ai rischi ambientali". L'Italia, ha detto, "si farà portavoce di questo principio in questi giorni a Marrakech, cosi come in occasione del prossimo G7 a guida italiana". (ANSA).
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Dell'insieme delle malattie trasmissibili e non trasmissibili come ictus, ischemie, diarrea e tumori, inoltre, quasi un quarto è attribuibile a fattori di rischio ambientale modificabili.
"L'Accordo di Parigi segna l'inizio di una nuova era nella risposta globale ai cambiamenti climatici. Proprio il diritto alla salute - ha evidenziato Bustreo - deve essere ora il motore di azione dei governi nell'implementazione dell'Accordo".
In rappresentanza dell'Italia è intervenuto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, che ha definito il Paese "in prima fila anche nell'affermazione e tutela del diritto alla salute come correlato ai rischi ambientali". L'Italia, ha detto, "si farà portavoce di questo principio in questi giorni a Marrakech, cosi come in occasione del prossimo G7 a guida italiana". (ANSA).
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