Quelli che potrebbero non esserci più sono leopardo delle nevi, orsi polari, stambecchi; quelli che invece potrebbero abbondare sono zanzare, meduse e parassiti tipo il punteruolo rosso, il killer delle palme, e le zecche. E, si', perché a quest'ultimi piace il caldo. E' questo l'effetto del clima che cambia sulle specie che non solo mette a rischio gli animali ma anche gli ecosistemi 'del freddo' e gli oceani, secondo quanto viene affermato in un nuovo report del Wwf 'Biodiversità e cambiamenti climatici' lanciato alla vigilia del vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Parigi, dove l'associazione si augura venga raggiunto un accordo globale.
Lo scenario disegnato dall'aumento delle temperature potrebbe consegnarci ''un Pianeta invaso da specie adattabili e invasive''. Diverse specie di animali e piante, l'84% di quelle che vicono in ambienti aridi, ''per fuggire al riscaldamento del Pianeta stanno spostando i loro areali di distribuzione. Ma per le specie d'alta quota non esistono vie di fuga. La riduzione dei ghiacciai e dei periodi di innevamento su tutto il Pianeta sta minacciando molte specie alpine. In queste aree di criosfera vivono 67 mammiferi terrestri, 35 marini e 21.000 di altre specie di animali, piante e funghi''.
Anche gli oceani sono un altro ecosistema ad alto rischio: il cambiamento climatico è ''il principale responsabile della perdita del 50% del coralli delle barriere coralline. Uno degli effetti più drammatici del cambiamento climatico sui coralli è il 'bleaching', lo sbiancamento dei coralli che porta alla morte degli invertebrati marini; l'aumento di anidride carbonica degli oceani insieme all'aumento delle temperature delle acque producono una vera e propria acidificazione. Dall'inizio dell'era industriale, l'acidità degli oceani è aumentata del 26%. All'attuale livello di riscaldamento e acidificazione delle acque rischiamo di perdere le barriere coralline entro il 2050''.
Lo scenario disegnato dall'aumento delle temperature potrebbe consegnarci ''un Pianeta invaso da specie adattabili e invasive''. Diverse specie di animali e piante, l'84% di quelle che vicono in ambienti aridi, ''per fuggire al riscaldamento del Pianeta stanno spostando i loro areali di distribuzione. Ma per le specie d'alta quota non esistono vie di fuga. La riduzione dei ghiacciai e dei periodi di innevamento su tutto il Pianeta sta minacciando molte specie alpine. In queste aree di criosfera vivono 67 mammiferi terrestri, 35 marini e 21.000 di altre specie di animali, piante e funghi''.
Anche gli oceani sono un altro ecosistema ad alto rischio: il cambiamento climatico è ''il principale responsabile della perdita del 50% del coralli delle barriere coralline. Uno degli effetti più drammatici del cambiamento climatico sui coralli è il 'bleaching', lo sbiancamento dei coralli che porta alla morte degli invertebrati marini; l'aumento di anidride carbonica degli oceani insieme all'aumento delle temperature delle acque producono una vera e propria acidificazione. Dall'inizio dell'era industriale, l'acidità degli oceani è aumentata del 26%. All'attuale livello di riscaldamento e acidificazione delle acque rischiamo di perdere le barriere coralline entro il 2050''.
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