"Super coralli", ottenuti incrociando le specie più resistenti, per salvare le barriere coralline dal riscaldamento globale. È l'obiettivo di un team di ricercatori dell'Università delle Hawaii che sta studiando le specie di coralli che meglio resistono ai cambiamenti climatici e li sta incrociando in modo naturale per "accelerarne" l'evoluzione, selezionado quelli più resistenti.
L'esperimento è stato avviato da un centro di ricerca su Coconut Island: i ricercatori prelevano coralli e li espongono a condizioni leggere di 'stress' in acqua. Bagnano poi pezzi di coralli che già si dimostrano più resistenti con acqua dalla composizione chimica simile a quella di oceani più caldi e acidi. Questo aiuta gli scienziati a selezionare i coralli più resistenti e ad allevarli insieme con l'obiettivo di perpetuare i tratti di resistenza. Stanno mettendo in pratica una sorta di "evoluzione assistita": in natura è un meccanismo sfruttato naturalmente (o anche per mano dell'uomo) da migliaia di anni, ma non era mai stato applicato ai coralli nel loro ambiente naturale.
I "super" coralli così ottenuti saranno trapiantati dal laboratorio alla baia: solo a questo punto gli scienziati capiranno se saranno in grado di resistere ai cambiamenti delle acque, di crescere e quindi di riprodursi.
Un mese fa il Noaa (l'Amministrazione oceanica e atmosferica Usa) aveva lanciato un allarme: entro la fine dell'anno la Terra rischia di perdere il 5% dei suoi coralli, pari a una superficie di 12mila chilometri quadrati, a causa dell'aumento della temperatura dell'oceano. L'agenzia ha affermato che siamo in presenza di un enorme e globale evento di 'sbiancamento' dei coralli, il terzo dopo quelli registrati nel 1998 e nel 2010.
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I "super" coralli così ottenuti saranno trapiantati dal laboratorio alla baia: solo a questo punto gli scienziati capiranno se saranno in grado di resistere ai cambiamenti delle acque, di crescere e quindi di riprodursi.
Un mese fa il Noaa (l'Amministrazione oceanica e atmosferica Usa) aveva lanciato un allarme: entro la fine dell'anno la Terra rischia di perdere il 5% dei suoi coralli, pari a una superficie di 12mila chilometri quadrati, a causa dell'aumento della temperatura dell'oceano. L'agenzia ha affermato che siamo in presenza di un enorme e globale evento di 'sbiancamento' dei coralli, il terzo dopo quelli registrati nel 1998 e nel 2010.
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