fondi per completare la bonifica di Porto Marghera però, come rende noto il Ministero dell’Ambiente in un’informativa del 27 ottobre 2015, non ci sono. Gli unici soldi, che comunque non sono immediatamente disponibili e dovranno essere reperiti nel ciclo di programmazione economica 2014-2020, sono quelli destinati al “completamento dei marginamenti delle macroisole di “Fusina” e del “Nuovo Petrolchimico”. E così, anche se i singoli interventi sono stati oggetto di numerosi collaudi non ne è mai stato effettuato uno dell’opera nel suo insieme. “Appare significativo il fatto che tra i collaudatori figurino personaggi di tutto rispetto – si legge nella relazione – e in particolare: assessori e dirigenti apicali della regione Veneto (Roberto Casarin, Mariano Carraro); ex capi di gabinetto del Ministero dell’ambiente (Luigi Pelaggi); direttori generali del Ministero dell’ambiente (Mauro Luciani); figure apicali del magistrato alle acque di Venezia (Maria Adelaide Zito); ex figure apicali del Ministero dell’ambiente (Ester Renella); componenti e presidenti della Commissione VIA del Ministero dell’ambiente (Monteforte Specchi Guido, Fernanda D’Alcontres Stagno); ex presidente Sogesid (Vincenzo Assenza); segretari generali di autorità di bacino (Gaia Checcucci)”. Il presidente della Commissione Alessandro Bratti commenta: “Quello che ci pare di capire – ha commentato Bratti – è che siano state distribuite un po’ di prebende“.
E per quanto “tecnicamente inevitabili” i collaudi rappresentano, nel caso di Marghera, “un mero sperpero di danaro pubblico – denuncia la Commissione – in quanto del tutto inutili se non seguiti dalla verifica della funzionalità complessiva dell’intera opera eseguita”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/10/porto-marghera-bonifica-incompiuta-se-non-si-completa-i-781-milioni-spesi-sono-buttati-ma-i-soldi-non-ci-sono/2205748/