venerdì 19 ottobre 2012

non c'è fine all'arroganza della Polverini e del Pdl, anche le scarpe con la scorta


Ho chiesto a tanti elettori di Berlusconi se si sono pentiti di aver contribuito alla sua elezione e al conseguente degrado sociale, morale, economico, alla perdita dei posti di lavoro, alla speculazione conseguente. Ho chiesto alle donne, ai genitori se ne condividono l'immagine degradata delle donne che S.B. E i suoi servi hanno diffuso. Ovvio che in molti se ne sono pentiti, come è successo prima o poi a tutti noi di aver sbagliato una o più volte fiducia o voto. Io non contribuisco all'elezione di un consigliere comunale dal 1985. Alle elezioni regionali del 2010 non ho votato né per la Polverini (non credo che bisognasse essere svegli per capirne capacità e personalità oggi evidenti) né per la Bonino. Il Vaticano e molti vescovi e cardinali si sono spesi per far eleggere la Polverini e anche il Pd si è impegnato a farla vincere come testimonia Conchita De Gregorio. Perfino il cardinale Bagnasco ha detto basta (quando nemmeno i ciechi e i sordi potevano far finta di nulla, l'avesse fatto prima...) allo schifo, al degrado, alle ruberie, agli sprechi del pdl del Lazio mentre gli ospedali chiudono, i trasporti e i mezzi pubblici stanno sempre peggio. I soldi non ci sono l'hanno presi i predoni del pdl. Adesso chiedo alle persone che stimo che non ho capito per quale motivo hanno votato per persone arroganti, cafoni, incivili, antidemocratiche e se ne sono pentite. Speriamo che il loro pentimento sia reale e non votino nuovamente certi soggetti. Giorgio Libralato
A caccia di scarpe
con l’auto di scorta d
i Nello Trocchia Renata Polverini, ultimo atto. Dopo il noleggio, un anno fa, dell’elicottero della protezione civile, per inaugurare la festa del peperoncino ora la presidente dimissionaria della Regione Lazio si è concessa il lusso di sfrecciare con la scorta per acquistare delle scarpe nel cuore di Roma. Un degno finale prima dell’uscita di scena con le nuove elezioni. La notizia ieri inonda Facebook e rimbalza sul web: “Era con l’auto blu!”. In un post una ragazza, testimone oculare, racconta la vicenda, che Polverini conferma mettendo una pezza che è peggio del buco: “La mia non è un auto blu bensì – ha replicato Polverini in una nota – un mezzo adibito al servizio tutela con a bordo due agenti di polizia incaricati di garantire al mia sicurezza. Sono costretta, mio malgrado, a chiedere la sospensione del servizio di tutela”. La giovane ha incrociato mercoledì sera l’auto, con vetri oscurati, in via del Corso, a Roma, per un tratto contro mano, direzione piazza Venezia. In pieno traffico serale del centro cittadino, gli automobilisti erano in coda. A sinistra sfreccia una monovolume che si dilegua. Dopo aver rischiato di essere investita, la giovane, in motorino, ha deciso di seguire l’auto fino alla meta. “All’incrocio i vigili fan passare. Allora è la Madonna – commenta sarcastica la ragazza – e la seguo. Dove finisce la storia? Di fronte ad un negozio di scarpe. Chi scende? La Polverini, la quale alle 19.20, corredata di scorta e amichetta bionda, esce dal macchinone per ingresso trionfante da Boccanera a Testaccio. L’urgenza stavolta erano un paio di scarpe”. Scarpe di lusso, modelli griffati, l’ultima moda ai piedi della regina del Lazio scalzata dagli scandali in casa Pdl. La cronaca minuto per minuto finisce qui. Dal negozio, dove la governatrice sarebbe arrivata dopo lo slalom tra infrazioni e divieti, l’imbarazzo è crescente. “È nostra cliente abituale”, assicura, rispondendo alla prima nostra telefonata, una dipendente. Le chiediamo di confermare la visita della governatrice. “Dovete parlare con la titolare”. Richiamiamo. Qualche minuto dopo e il tono è già cambiato. “Non è venuto nessuno qui”. Fine della conversazione. Il Pd chiede il voto immediato, l’Idv annuncia un esposto alla Corte di Conti e alla Procura. Sui muri romani, da ieri, in un manifesto c’è l’epitaffio di un sistema marcio “Frangetta nera, abbi pietà: se semo rotti, facce votà. Il fatto quotidiano 19 ottobre 2012 

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