tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/04/04/ce-la-siccita-ma-le-aziende-di-minerali-continuano-ad-estrarre-a-costo-quasi-zero/7119775/
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di Elisabetta Ambrosi
Nell’anno della grande siccità, il 2022, quando numerosi comuni e città italiane hanno subito il razionamento dell’acqua, c’è un tipo di prelievo idrico che nel nostro paese non è diminuito, anzi, ha subito una crescita del 4,1%. Si tratta dell’acqua minerale, il cui prelievo a fini di produzione, nel 2022, è stato di quasi 19.8 milioni di metri cubi. Le estrazioni, come spiegano le statistiche dell’Istat sull’Acqua 2020-2022 (le ultime disponibili), si concentrano per oltre la metà del totale al nord (53,5%, 10,6 milioni di metri cubi, con un indicatore di intensità di estrazione doppio rispetto al nazionale) e al sud per il 23%, soprattutto nell’Appennino meridionale. Ma anche in regioni come l’Umbria il prelievo è importante (1,3 milioni di metri cubi) e in generale nell’Appennino centrale (13,6% dei prelievi del paese).
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