di Giuliano Garavini blog il fatto quotidiano Il documentario prodotto da Michael Moore e diretto da Jeff Gibbs, Planet of the Humans, è una bomba sul movimento ambientalista americano che, dall’epoca di Primavera silenziosa di Rachel Carson del 1962, è stato tra i più forti al mondo. Le onde d’urto si faranno inevitabilmente sentire oltre i confini degli Stati Uniti.
La tesi di fondo di Gibbs è che la “green economy” sia un’invenzione dei capitalisti per perpetuare, grazie al mito dell’avvento delle energie da fonti rinnovabili, un modello di crescita fallimentare. Viene preso direttamente di mira uno dei simboli dell’ambientalismo americano, Bill McKibben, che da molti anni si batte per il “disinvestimento” dalle fonti fossili nonché per massicci investimenti nel settore delle rinnovabili.
La tesi di fondo di Gibbs è che la “green economy” sia un’invenzione dei capitalisti per perpetuare, grazie al mito dell’avvento delle energie da fonti rinnovabili, un modello di crescita fallimentare. Viene preso direttamente di mira uno dei simboli dell’ambientalismo americano, Bill McKibben, che da molti anni si batte per il “disinvestimento” dalle fonti fossili nonché per massicci investimenti nel settore delle rinnovabili.

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