Da ultimo, sempre per le emissioni, va rilevato che non vi è alcun limite al metano delle auto, nonostante che l’effetto serra di quel gas sia 23 volte più forte di quello della CO2 e che le macchine mobili non stradali, che vanno dalle macchine portatili – come tagliasiepi – alle grandi macchine da costruzione off-road – come bulldozer e motori per compressori, pompe e generatori – sono soggette a norme meno severe di quelle che regolano i camion Euro VI ed emettono circa il 15% di NOx urbano e il 5% delle particelle di particolato.
In buona sostanza, la pentola scoperchiata dalle truffe concepite a Wolfsburg sembra un vaso di Pandora: sono il motore a combustione e il trasporto individuale che vanno sotto accusa e ormai è tempo di proporre nuove soluzioni e non solo limiti e divieti. Questi sono i compiti che la politica sottomessa all’economia non vuole affrontare ed è disposta a monetizzare e a far pagare ai cittadini. Se si decarbonizzasse il trasporto si ridurrebbero di un quarto le emissioni di gas a effetto serra in Europa. Ma per arrivare a questo obbiettivo non basterebbero i propulsori elettrici o le batterie chimiche: andrebbe riorganizzata la mobilità e ridotto il traffico come sistema.
Non siamo solo di fronte a truffe e opportunissime denunce, ma alla necessità di modifiche strutturali che concorrano a risanare il pianeta!
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