venerdì 13 novembre 2015

PER COMPETENZA Olio extravergine, indagine da Torino ad altre 4 Procure

FASCICOLO dell’inchiesta relativa
alle frodi sull’olio extravergine
passa da Torino alle Procure di Firenze, Genova,
Spoleto e Velletri. La ragione è tecnica:
i fatti contestati sarebbero stati commessi
in fase di produzione – si parla di utilizzo
di olive di minore qualità –e per questo
la competenza territoriale si sposta nei
luoghi in cui sono presenti gli stabilimenti.
Dopo alcune verifiche effettuate negli scorsi
giorni dai carabinieri del Nas e dall’Agen -
zia delle dogane e dei monopoli, la Procura
torinese ipotizza, oltre alla frode in commercio,
il reato di vendita di prodotti con
segni mendaci, punibile con il carcere fino a
due anni. “Una scelta – si legge in una nota
del procuratore capo Armando Spataro –
presa in sintonia con il sostituto Antonio
Guariniello”. L’azienda spagnola Deoleo, titolare
dei marchi coinvolti Bertolli, Carapelli
e Sasso, si difende sostenendo di aver rispettato
tutte gli standard qualitativi previsti
dalle normative e chiede la controprova,
ritenendo “soggettive ” le analisi condotte
dalla rivista Test – che ha dato il via
all’inchiesta –e“insufficienti” quelle svolte
dalle Dogane.

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