COMUNICATO
STAMPA
E’
di fondamentale importanza lo Studio del Dipartimento di Biologia
Ambientale dell’Università “La Sapienza” di Roma, eseguito per
conto della Regione Lazio, mediante il quale sono stati riperimetrati
i siti sottomarini di interesse comunitario (SIC) e in particolare le
praterie di Posidonie (Posidonia
Oceanica),
ai fini di una maggiore tutela degli stessi. Le praterie di tali
piante marine costituiscono una delle componenti fondamentali
dell’equilibrio e della ricchezza biologica ed economica (formano
anche l’habitat di pesci, crostacei e molluschi) dell’ambiente
litorale costiero. Una tra le più importanti funzioni delle
posidonie è la protezione del litorale, di cui garantiscono la
stabilità, in virtù della dissipazione per attrito dell’energia
delle correnti e del moto ondoso.
Purtroppo
in Regione la mano sinistra non sa quello che fa la mano destra.
Nell’ambito
di un altro importante Studio, eseguito da geologi di grande
esperienza e qualità, riguardante l’elaborazione delle Linee Guida
per il Piano Regionale dei Porti, è stato affermato, con riferimento
alla costa pontina, che “la
realizzazione di opere portuali a mare potrebbe arrecare un grave
pregiudizio alla tutela degli arenili lungo la costa in esame, sia
per l’occupazione “fisica” del porto stesso in abito molto
esteso, sia per gli effetti sull’erosione e sull’integrità
delle dune e sugli habitat umidi del Parco Nazionale del Circeo e dei
Sic cod. IT 6000011 (torre Astura) e cod. IT6000012 (fondali tra Capo
Portiere e Lago di Caprolace).
Poiché
si fa esplicito riferimento al Sic di Torre Astura e a quello dei
fondali tra Capo Portiere e Lago di Caprolace, non vi è alcun dubbio
che l’opera portuale indiziata sia l’ampliamento del porto di
Anzio che, ove realizzato, causerà gravissimi dissesti alle dune e
alle spiagge del Parco Nazionale del Circeo, e la completa
distruzione delle praterie di posidonie presenti nei fondali
antistanti il litorale pontino.
In
proposito si fa rilevare che i pareri favorevoli all’ampliamento
del porto sono stati rilasciati, dalle competenti autorità, molti
anni or sono e che l’autorizzazione alla realizzazione dell’opera
foranea è stata rinnovata da pochi anni, per motivi esclusivamente
politici, dalla ex Governatrice Renata Polverini, a pochi giorni
dall’entrata in carica, dopo che il suo predecessore Marrazzo
aveva bocciato il progetto sulla base di motivazioni tecniche e
scientifiche inoppugnabili, pressoché identiche a quelle sopra
indicate.
La
situazione ha i caratteri dell’emergenza visto che in questi giorni
il Comune di Anzio, come si apprende dalla stampa locale, sta
predisponendo un nuovo bando, dopo che la prima gara è andata
deserta. Occorre far cadere con la massima urgenza la fitta cortina
di silenzi sull’incontrovertibile insostenibilità di detta opera
portuale
Pertanto
è assolutamente indispensabile promuovere, con la massima
tempestività, da parte del comuni di Latina e Sabaudia e dell’Ente
Parco Nazionale del Circeo, un incontro con i competenti Assessorati
regionali e il Ministero per l’Ambiente, per un riesame
approfondito della pratica, come richiesto dal Consiglio comunale di
Sabaudia all’unanimità. Si tratta di una doverosa assunzione di
responsabilità, da parte di tutti gli enti competenti che non è
soltanto nei riguardi della difesa degli ecosistemi di maggiore
valore del Parco, ma anche delle attività turistiche in essere del
litorale pontino. In caso di inerzia, trattandosi di siti di
interesse comunitario, saranno sollecitati dalla comunità locale,
ricorsi presso l’Unione Europea.
Nello
Ialongo 17/11/15
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