venerdì 9 ottobre 2015

gli errori di Hera Montagne di vetro abbandonate: ecco come (non) funziona il riciclo in Emilia

http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/montagne-vetro-abbandonate-ecco-come-non-funziona-riciclo-emilia/10756926-0ba8-11e5-91e7-d0273dfd0555.shtml
 La società Hera di Bologna, controllata dai comuni dell'Emilia Romagna, è responsabile della raccolta differenziata del vetro per un'ampia parte del Centro-Nord Italia. Sul suo sito Hera mette bene in evidenza quanto è importante per la società incrementare la differenziazione dei rifiuti e il loro riciclo. All'argomento è dedicata una sezione specifica chiamata"Sulle tracce dei rifiuti" in cui viene mostrata nel dettaglio la strada che i rifiuti prendono dopo essere stati differenziati e raccolti nei cassonetti di Hera. Per quanto riguarda il vetro vengono indicati anche gli impianti a cui il vetro raccolto nelle campane viene mandato affinché venga lavorato e riciclato. In questa pagina del sito si legge che l'impiantoche riceve la parte maggiore di vetro è la Emiliana Rottami, a San Cesario Sul Panaro in provincia di Modena.
Emiliana Rottami riceve il vetro raccolto da Hera da più di dieci anni in seguito a un appalto e a un contratto rinnovato nel tempo. Nel 2013 circa un terzo di tutto il vetro raccolto da Hera in Emilia Romagna è finito negli impianti di Emiliana Rottami. Ma che fine fa il vetro una volta qui? Una parte rimane stoccato accumulandosi e formando montagne di vetro che sono lì ormai da anni. Ad oggi - conferma la ditta - nei due stabilimenti sono stoccati in totale oltre 120 mila tonnellate di vetro.
Il vetro inviato alla Emiliana Rottami, invece di essere una risorsa per l'ambiente,diventa un problema per la popolazione che vive vicino agli stabilimenti. I cumuli alti anche sei metri costituiscono oggi un rischio sanitario per la popolazione.Analisi dell'Arpa hanno accertato che nelle vicinanze dei due stabilimenti di Emiliana Rottami sono presenti nell'aria concentrazioni di particelle di vetro, anche di dimensioni molto piccole e per questo più pericolose in quanto in grado di penetrare l'apparato respiratorio fino ai bronchi e agli alveoli. In seguito aquesti rilevamenti la Ausl di Modena ha steso una relazione in cui afferma di non poter escludere i rischi per la popolazione, in particolare per i soggetti più sensibili: bambini, anziani e persone con malattie respiratorie.
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