Ecologici, economici e funzionali, i roof garden potrebbero essere la chiave per aumentare la qualità della vita delle grandi città. Sono sempre più numerosi gli studi di architettura che realizzano idee innovative
Babilonia o Ninive? L'archetipo, come detto, fu Babilonia, una delle più note fra le sette meraviglie del mondo antico, ampiamente rappresentata dai pittori nel corso dei secoli. Un mito messo in discussione da Stephanie Dalley, docente di assirologia a Oxford, che ha passato gli ultimi vent'anni a studiare la reale collocazione dei mitici giardini pensili dell'antichità e ha condensato tutto il suo sapere in The Mystery of the Hanging Garden of Babylon, edizioni Oxford University Press. La studiosa demolisce tutte le ipotesi tradizionali, date per acquisite da più di un secolo. I celeberrimi giardini, ha stabilito, non erano a Babilonia, al centro dell'Iraq attuale, ma 500 chilometri più a nord, a Ninive. E non furono ideati da Nabucodonosor II, sul trono fra il 605 e il 562 avanti Cristo, bensì, un secolo prima, dal predecessore Sennacherib, costruttore del primo acquedotto al mondo, 50 chilometri di condutture dalle sorgenti di montagna a Ninive, appunto. Numerosi i documenti raccolti dall'archeologa inglese a supporto della sua tesi. Tra gli altri, un bassorilievo conservato nei depositi del British Museum che rappresenta il palazzo di Ninive durante il regno di Assurbanipal: raffigura giardini sopraelevati molto simili a quelli descritti dagli antichi storici, mentre a Babilonia nessuno ha mai trovato prove della loro esistenza, nonostante decenni di scavi condotti soprattutto da spedizioni archeologiche tedesche.
Non solo estetica. Perché, 2.700 anni dopo, i giardini pensili sono così attuali e diffusi in ogni angolo del pianeta? In India e in Giappone, a Chicago, Singapore, Londra, Parigi, New York sono sempre più numerosi i progetti che coniugano architettura e natura, alla ricerca di una maggiore qualità della vita nelle grandi metropoli. Il motivo di un successo così universale va ben oltre gli aspetti estetici e paesaggistici e tocca tasti ecologici, funzionali ed economici. Non mancano idee geniali che guardano al futuro della Terra e dei suoi abitanti.
L'ambiente innanzitutto. Le coperture verdi limitano l'inquinamento acustico attraverso l'assorbimento delle onde sonore e la riduzione della loro propagazione. Assorbono anche l'elettrosmog: recenti ricerche affermano che bastano 15 centimetri di substrato leggero di un giardino pensile per catturare il 94% delle emissioni nel campo di frequenza della rete mobile cellulare e delle ricetrasmittenti. Non finisce qui. I green roof diminuiscono la temperatura dell'ambiente esterno, regolando naturalmente il microclima e riducendo l'effetto isola di calore: la temperatura di un tetto piano in un'assolata giornata estiva può raggiungere anche gli 80 gradi, se il tetto è verde non supera, generalmente, i 25 gradi centigradi (55 gradi in meno!). L'isolamento termico garantito da un giardino pensile, inoltre, non è paragonabile a nessun materiale edile. E ancora: i tetti giardino trattengono e accumulano dal 50 al 90% dell'acqua piovana e la restituiscono all'ambiente per evaporazione. Se le città adottassero in maniera massiccia l'uso dei giardini pensili, probabilmente diminuirebbero gli allagamenti dovuti alle cosiddette bombe d'acqua, sempre più frequenti anche alle nostre latitudini. Altri importanti vantaggi ecologici sono il fissaggio delle polveri e la creazione di nuovi habitat per le specie animali (soprattutto uccelli migratori) e per quelle vegetali.
Se correttamente progettati e realizzati, i giardini pensili offrono anche notevoli benefici funzionali: protezione meccanica degli strati della copertura piana, abbassamento delle temperature delle guaine isolanti, protezione dall'azione disgregante del gelo e del disgelo sulle superfici più esposte.
Non sono trascurabili nemmeno alcuni aspetti economici. Il risanamento costa di meno: lo strato impermeabile dura di più perché protetto dagli agenti atmosferici, dalle radiazioni solari e dalle variazioni brusche di temperatura. I costi energetici sono abbattuti, perché isolamento termico in inverno e raffrescamento in estate consentono consistenti risparmi sulle bollette di luce e gas. Lo spazio conquistato sui tetti degli edifici può essere utilizzato per la messa a dimora di specie ornamentali ma anche per coltivazioni agricole a prezzi accessibili.
Fattorie galleggianti. Partendo proprio dall'uso utilitaristico del verde sopraelevato e uscendo dai soliti schemi mentali legati al giardino pensile, uno studio di progettazione di Barcellona ha ideato una soluzione ambiziosa che coniuga colture vegetali, itticoltura e pannelli fotovoltaici: un'autentica fattoria galleggiante autosufficiente e modulare per produrre tonnellate di ortaggi, pesce e frutta ogni anno. L'idea contribuirebbe a risolvere il problema dell'approvvigionamento alimentare di molte metropoli del pianeta, la maggior parte delle quali sono costruite sulle coste dei mari e degli oceani o lungo grandi fiumi navigabili. Gli architetti del Forward thinking architecture hanno messo a punto le Smart Floating Farms, grandi chiatte offshore a tre piani. Sul livello del mare hanno previsto allevamenti ittici, barriere perimetrali esterne e protezioni per le onde, i punti di accesso all'acqua, aree per lo stoccaggio, un macello, un impianto di desalinizzazione e uno di confezionamento. Al piano superiore: una serra pensile per la coltura idroponica di frutta e verdura con controllo automatizzato del microclima. La coltura idroponica, o idrocoltura, è la tecnica di coltivazione fuori suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa, perlite, fibra di cocco, lana di roccia, ecc.) e le piante vengono irrigate con una soluzione composta da acqua e nutrienti minerali. Sul tetto: un impianto fotovoltaico e lucernari per fornire luce naturale alle coltivazioni sottostanti. I progettisti ipotizzano anche la presenza di turbine eoliche e sistemi di conversione dell'energia delle onde, centrali elettriche a biogas e digestori per eliminare i rifiuti biologici prodotti. L'investimento per la realizzazione di una fattoria galleggiante modulare si ammortizza in una decina d'anni. Può essere una risposta concreta a esigenze urgenti: conservazione dei terreni coltivabili, approvvigionamento di alimenti biologici a chilometri zero, tutela dell'ambiente, sostenibilità.
"Non è fantascienza", sostiene l'architetto Javier Ponce, titolare dello studio di Barcellona. "Si tratta di una soluzione seria e praticabile. Non è pensata per risolvere i problemi della fame dell'umanità o per sostituire l'agricoltura tradizionale, ma per realizzare una nuova iniziativa complementare e compatibile con altri metodi di produzione esistenti. Intendiamo contribuire a cambiare alcuni dei paradigmi che ci hanno portato alla situazione attuale e aprire nuove possibilità che possano migliorare la qualità delle risorse umane, la vita e l'ambiente".
Grattacielo a cassetti. Tornando ai più tradizionali utilizzi del giardino pensile, ecco un interessante progetto a Vijayawada, India, sulle rive del fiume Krishna. L'ha concepito lo studio di architettura e design Penda con sedi a Pechino e Vienna. Si tratta di un sistema modulare per un grattacielo (in costruzione dal 2016), che permetterà ai residenti di personalizzare il proprio appartamento, e di conseguenza l'intero edificio, scegliendo uno dei diversi cassetti, inseribili nella rigida e geometrica maglia strutturale. Ogni cassetto è dotato di finiture personalizzate, giardino pensile e dettagli diversificati per il balcone e la facciata.
La struttura architettonica sarà ben presto mascherata da piante rampicanti e discendenti che fungeranno anche da schermo rispetto alle proprietà confinanti. Il co-fondatore dello studio Penda, l'austriaco Chris Precht, sintetizza bene l'idea: "Piante che purificano l'aria utilizzeranno la griglia della facciata per crescere insieme e, dopo qualche tempo, la natura costituirà il principale linguaggio di design e la progettazione architettonica sarà posta in secondo piano". Le acque piovane raccolte sul tetto verranno utilizzate per l'impianto di irrigazione, corridoi aperti contribuiranno a ventilare naturalmente il grattacielo, riducendo al minimo la dipendenza dall'aria condizionata.http://www.repubblica.it/ambiente/2015/10/04/news/giardini_pensili_dall_antichita_una_risorsa_per_le_metropoli_del_futuro-122443199/?ref=HRLV-17

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