La denuncia arriva dal senatore del Movimento 5 Stelle (M5S), Gianni Girotto. Il quale, inoltre, rivela come in molti degli questi palazzi gli impianti di illuminazione risalgano a più di vent’anni fa. Tutto ciò, denuncia l’esponente grillino, avviene pure violando le prescrizioni di una norma europea, approvata nel 2012, secondo la quale dal gennaio 2014 ogni anno devono essere realizzati interventi di ristrutturazione in almeno il 3% delle superfici coperte utili totali degli edifici riscaldati e/o raffreddati di cui gli enti della pubblica amministrazione centrale sono proprietari e fruitori finali. “Per la gestione del patrimonio edilizio pubblico è un cambiamento enorme – dice Girotto a ilfattoquotidiano.it – che va accompagnato con risorse e obiettivi, azioni di risparmio energetico e di efficienza del patrimonio edilizio, cambiamenti nei sistemi di gestione dell’energia. Attraverso questa chiave è possibile riqualificare gli edifici in cui viviamo e lavoriamo, per renderli meno energivori e più salubri”. no spreco di risorse dai costi milionari, attacca Girotto. “Faccio presente che oggi l’illuminazione artificiale è responsabile per il 19% del consumo elettrico totale e che la modernizzazione di un impianto obsoleto riduce generalmente il consumo energetico e i costi d’esercizio fino al 30% – dice il senatore 5 Stelle –. Inoltre, l’uso di sistemi intelligenti di gestione dell’illuminazione con sensori di presenza e dimming in funzione della luce diurna permette di ottenere risparmi ancora maggiori, anche fino al 70%”. A fronte dello scenario fin qui descritto, Girotto si domanda il motivo per il quale l’amministrazione di Palazzo Madama non si rivolga ad una Energy saving company (Esco) per varare un progetto volto a riqualificare dal punto di vista energetico gli edifici nei quali lavorano i propri dipendenti, migliorando l’efficienza nei consumi.
L’obiezione potrebbe essere quella della carenza di fondi, però, ribatte Girotto, “gli interventi tecnici necessari ad ottenere i risparmi energetici, nel caso in cui vengano effettuati con il supporto di una Esco, non sono effettuati dal cliente, ma mediante investimenti sostenuti dalle stesse compagnie il cui profitto è legato al risparmio energetico effettivamente conseguito con la realizzazione del progetto”. Poi, come detto, c’è l’altro capitolo, quello che riguarda la raccolta differenziata. “Le lattine di plastica, la carta o qualsiasi altro oggetto da buttare finiscono nello stesso contenitore perché non ci sono i cestini per separarli: ciò avviene sia Palazzo Madama sia in tutti gli altri edifici che fanno capo al Senato. Un aspetto per certi versi ridicolo – conclude Girotto – visto che, mentre fuori dai palazzi si invitano i cittadini a separare i rifiuti, le istituzioni, che dovrebbero dare il buon esempio, sono le prime a razzolare male”.
Twitter: @GiorgioVelardi http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/09/sprechi-energetici-al-senato-impianti-non-norma-e-manca-pure-la-raccolta-differenziata/2020055/
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