IL
PROCESSO sulla
mega-discarica di Bussi,
nel
Pescarese, e sul disastro ambientale
imputato
al polo chimico della vecchia fabbrica
Montedison–Ausimont
si è concluso
in
appello il 19 dicembre scorso senza colpevoli:
ben
diciannove assoluzioni perchè
il
fatto “non sussiste”. Nonostante nel 2007
l’Istituto
Superiore di Sanità avesse certificato
che
la falda acquifera sottostante fosse
“compromessa”
perchè “contaminata da
sostanze
di accertata tossicità”, nessuno è
stato
giudicato responsabile. Derubricato il
disastro
ambientale da doloso a colposo, il
procedimento
è scivolato verso la prescrizione.
Secondo
i giudici non fu la Montedison,
difesa
dall’avvocato Paola Severino
– ministro
della giustizia del governo presieduto
da
Mario Monti – ad avvelenare le
acque
destinate al consumo di 700 mila
persone. il fatto quotidiano 13 maggio 2015
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