sabato 9 novembre 2013

Il Sud puzza per colpa di Stato e mafia

Il fatto quotidiano 9 novembre 2013 LUCIA era una casalinga appagata, ora è una cacciatrice di fumo. Passa le sue giornate a scrutare il cielo sopra la piana del Volturno, tra le province di Napoli e Caserta, quella che adesso è chiamata la Terra dei Fuochi. Quando avvista un incendio segna il posto, l’ora, ogni particolare. Poi, denuncia tutto alla polizia. A bruciare sotto gli occhi impotenti di chi quell’aria avvelenata è costretta a respirarla sono gli scarti delle industrie del Nord, è l’immondizia sotterrata illegalmente e disseminata ovunque. Lucia non è la sola: oltre a lei ci sono ingegneri, medici, preti. Gente comune che ha deciso di salvare questo Sud trasformato in discarica nazionale. Pino Aprile nel suo ultimo libro Il Sud puzza (Piemme editore) racconta la storia di vergogna e di riscatto di un territorio devastato, violentato in ogni sua parte. “Il Sud puzza da morire di cancro, di leucemia, di polmoni, di malattie genetiche, di monnezza accatastata da decenni. Con quella puzza si campa male e si muore troppo”, scrive Aprile. Intere regioni, mangiate a poco a poco, pezzo dopo pezzo dai “potenti economici del Nord, dallo Stato che si alleano con la mafia”. Gabriella Lanza

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